Fiore, il bomber della Sieco tutto pallavolo e palestra

14 Settembre 2015

«Ho iniziato da bambino nell’impianto della scuola custodito da mio nonno» Lo schiacciatore tarantino: «Io, la gavetta e la fuga dall’inquinamento dell’Ilva»

ORTONA. E’ lo schiacciatore che la famiglia Lanci ha inseguito per diversi anni. Almeno da quando la Sieco Impavida è salita in serie A2. In estate, finalmente, Alessio Fiore, 32 anni, tarantino, è arrivato a Ortona. Lui e Borgogno avranno il compito di non far rimpiangere De Paola e Cisolla, gli schiacciatori della passata stagione chiusa al primo posto nella regular season. Fiore è il classico giocatore di categoria, una garanzia di affidabilità e di rendimento, reduce dall’esperienza con Sora. Della Sieco Impavida è stato un fiero avversario per anni. «La sensazione avuta da fuori è che qui non si molla mai. Nemneno un centimetro», sostiene il 32enne schiacciatore. «E adessoche sono a Ortona ho capito anche il motivo: si lavora tanto, ogni pallone è quello decisivo. E’ una questione di mentalità».

Alessio Fiore è del rione Tamburi, quello che per anni ha respirato l’aria inquinata prodotta dall’Ilva. La famiglia Fiore è andata via che Alessio aveva 17 anni e si è trasferita a Leporano, un paesino della provincia. Il ragazzo è cresciuto a pane e pallavolo nella scuola del quartiere dove il nonno era il custode della palestra. «Sì, una vita in palestra la mia. Una vita dedicata alla pallavolo». Tanto che arriva a dire che «ormai con la palla ho un rapporto particolare, quasi ci parlo».

Già, ma che tipo di schiacciatore è Fiore? «Sono dell’avviso che solo con la potenza non si va da nessuna parte nella pallavolo. E così quando mi arriva cerco di parlare con la palla per indirizzarla a terra: con un gesto di forza o di intelligenza. E comunque sempre abbinando ogni colpo alla tecnica».

Da Fiore i tifosi si aspettano molto. In questi anni è stato una delle spine nel fianco quando di fronte c’era Sora. «E’ da tempo che la società era sulle mie tracce. Potevo venire già nel 2012, ma quell’estate mi è arrivata la chiamata del San Giustino Altotevere, in A1, e non potevo lasciarmela sfuggire. Era troppo ghiotta. Anche l’anno scorso c’è stato qualcosa. Poi, quando ci siamo riparlati questa estate, non ho avuto esitazioni e ho detto subito di sì. E’ bello e gratificante essere in un posto dove tutti ti vogliono. E’ una responsabilità, certo. Ma è una piacevole pressione, di quelle che ti aiutano a dare il massimo».

Beh, uno che è partito dalla B2 non è che abbia bisogno di tante motivazioni... «In effetti, a 32 anni, posso dire a voce alta di aver fatto la gavetta ed è stata questa la mia forza. Ho girato i campi del sud dove oltre alla tecnica e alla potenza servono carattere e personalità. Ho giocato in posti in cui il fattore campo si fa sentire».

Detto ciò, bisogna pensare alla prossima stagione che inizierà il 25 ottobre con la Sieco Impavida che riceverà la visita di Brescia dell’ex Alberto Cisolla. «Beh, nella passata stagione la squadra è arrivata al primo posto e meglio non si può fare. Si può, invece, cercare di arrivare nel miglior modo possibile agli appuntamenti chiave della stagione. Deve essere questo il nostro obiettivo. Traguardi non ce ne poniamo se non quello di vivere alla giornata. Una gara alla volta».

E’ tempo di precampionato e di lavoro in palestra in vista della prima uscita stagionale, l’amichevole prevista per mercoledì il 23 settembre a Molfetta contro la locale formazione militante in Superlega e allenata da coach Gulinelli.

Queste le altre gare del precampionato: 1 ottobre Sieco-Grottazzolina; 3 ottobre Grottazzolina-Sieco; 7 ottobre Sieco-Potentino; 10-11 ottobre torneo al palazzetto dello sport di Ortona; 17 ottobre Potentino-Sieco. In via di definizione anche alcune partite con Perugia (Superlega) e nel precampionato Molfetta dovrebbe ricambiare la visita e giocare un’amichevole a Ortona.

@roccocoletti1

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