Fontecchio torna a Milano: «Punta su di me»

30 Luglio 2018

L’ala pensa al prossimo campionato con l’Armani: convinto da Pianigiani, l’Eurolega è uno stimolo in più

PESCARA . «Voglio diventare un cestista di livello internazionale». Se qualcuno si fosse chiesto come mai Simone Fontecchio abbia scelto di rimanere a Milano, la risposta può essere facilmente trovata nella frase precedente. A 22 anni, il ragazzo nato a Pescara e figlio d'arte, è alla ricerca di quell'ulteriore salto di qualità necessario per raggiungere i più grandi palcoscenici. Dopo un'ottima seconda parte di stagione a Cremona, chiusa con una media di oltre 10 punti a partita e l'accesso ai play-off scudetto, Fontecchio aveva dichiarato che l'obiettivo numero uno per la stagione alle porte sarebbe stato giocare il più possibile. Qualcosa però deve avergli fatto cambiare idea: «Ho parlato sia con il presidente dell'Olimpia Proli che con coach Pianigiani», racconta Simone «e ho sentito grande fiducia da parte loro. L'allenatore mi ha illustrato il progetto tecnico nel quale vuole coinvolgermi e a quel punto i miei dubbi sono spariti». Spazio alla qualità verrebbe da dire, anche a scapito della quantità: «Trovare spazio a questi livelli non è mai cosa facile e in un club importante come l'Olimpia lo è ancora meno. Non ci sono garanzie, nessuno ha il posto assicurato, però ho pensato che se voglio costruirmi una dimensione europea posso farlo solamente giocando con i migliori e contro i migliori. Qui a Milano c'è la possibilità di fare tutto questo».
A dire il vero le pretendenti a Fontecchio non sono mancate: dalla Vanoli di Sacchetti, dove il cestista abruzzese ha giocato in prestito da dicembre a giugno, fino alla Vuelle Pesaro, in molti hanno bussato alla porta dell'EA7: «È vero che a Cremona sono stato molto bene, così com'è vero che altre società mi hanno cercato. Però quando si è concretizzata la soluzione Milano ho detto sì senza pensarci due volte. Giocare nella miglior squadra italiana, che partecipa all'Eurolega, è uno stimolo troppo importante. Voglio ripetere la prima stagione passata qui con l'Olimpia, possibilmente migliorandomi». Mamma Malì, ex cestista, papà Daniele ex ostacolista e il fratello Luca, impegnato a Jesi in A2, sono la sua famiglia e da sempre Simone si consulta con loro nelle scelte più delicate: «Siamo molto uniti. Anche in questa circostanza ho chiesto il loro parere prima di decidere, poi però è ovvio che la decisione spetta a me. Non mi lasciano mai solo, ma mi dicono sempre “fai quello che ti fa stare bene”. Io penso di aver fatto la scelta giusta». Intanto lui, dopo aver definito il futuro e archiviata la parentesi con la Nazionale, si gode qualche momento di relax: «Sono stato una decina di giorni alle Maldive con la mia ragazza e adesso mi fermo un paio di settimane a Pescara. Voglio stare con la mia famiglia, ricaricare le batterie per poi ripartire. A casa ho tutto quello di cui ho bisogno».
Ne avrà bisogno, perché la stagione alle porte si annuncia piena di appuntamenti: «Dopo Ferragosto ricomincia la preparazione, in autunno tornano le qualificazioni al prossimo mondiale di basket, sempre che venga convocato», aggiunge sorridendo, «e la stagione con Milano sarà impegnativa. Io voglio farmi trovare pronto». Perché, tra le altre cose, lui è in scadenza a giugno 2019, con l’opzione per l’anno successivo: «Non è questo il momento per pensare al contratto. Voglio fare un passo per volta e conquistarmi la fiducia sul campo. Il parquet saprà dare le risposte migliore, tutto il resto verrà di conseguenza».
Adriano De Stephanis
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