Francia stop, ma in Europa si accelera

29 Aprile 2020

In Spagna lunedì la ripresa degli allenamenti. In Inghilterra e Germania federazioni e politica al lavoro per tornare in campo

Il calcio italiano aspetta il via libera del Governo per ripartire. Potrebbe arrivare il 18 maggio con il permesso per ricominciare gli allenamenti con la prospettiva di giocare a porte chiuse a partire dal 10-14 giugno. Ipotesi finora, niente di più, perché da una parte c’è chi spinge per tornare in campo e dall’altra c’è chi è prudente e teme una risalita dei contagi di Covid-19.
Fuori dai confini non c’è un modo univoco di affrontare l’argomento ripartenza. In Francia, ad esempio, il premier Edouard Philippe, presentando in parlamento il piano della riapertura dall'11 maggio, ha annunciato che «la stagione agonistica degli sport professionistici 2019-2010, in particolare quella del calcio, non potrà riprendere». Con buona pace di Paris Saint Germain e Lione ancora in corsa per la Champions che dovrebbe essere conclusa ad agosto. Una sentenza che fa a cazzotti con la prospettiva concessa dal primo ministro spagnolo Sanchez nel discorso di ieri alla nazione. Se nel piano per la riapertura del Paese Pedro Sanchez ha individuato quattro fasi, per il calcio ha dato via libera. Il Governo di Madrid ha autorizzato il ritorno agli allenamenti individuali di atleti professionisti, anche quelli degli sport di squadra, al via dal 4 maggio, e di quelli in gruppo dall'11 maggio. Da parte sua, la Liga intende testare tutti i giocatori per riprendere gli allenamenti e poi le partite ferme dal 12 marzo. Secondo il quotidiano "As" la calendarizzazione è la seguente: allenamenti individuali dal 4 maggio, allenamenti di gruppo dal 18 e ripresa del campionato il 5 o il 12 giugno.
In Inghilterra l’ordine è perentorio: la Premier League deve ricominciare il prima possibile. E già entro la fine di questa settimana si conosceranno i dettagli - tempi e modalità - della ripresa del campionato. Dopo il via libera del governo, la macchina organizzativa ha subito una brusca accelerazione. Venerdì i 20 club conosceranno il protocollo di ripartenza, che verrà messo a punto domani nel corso di una riunione tra i rappresentanti del governo, le autorità sanitarie e i dirigenti delle federazioni sportive. L'obiettivo della Premier è di tornare a giornate già il 9 giugno, dopo tre settimane di allenamenti, in tempo utile per completare la stagione (restano da giocare complessivamente 92 partite) entro la fine di luglio. Un programma che, però, dovrà sottostare a precise regolamentazioni sanitarie, che prevedono - prima e dopo le partite - il distanziamento sociale, spazi igienizzati e (pertanto possibile) separati, meticolosi controlli sanitari. Entro il 25 maggio la Uefa ha chiesto di conoscere i piani di tutte le federazioni europee per la conclusione dei rispettivi campionati domestici. E la Premier è sempre stata tra le leghe che non ha mai esitato nel voler portare a termine regolarmente la stagione. Come confermano i tre club - Arsenal, West Ham e Brighton - che hanno già ripreso gli allenamenti, seppur limitando il numero di giocatori coinvolti nelle singole sessioni. Ieri è toccato al Tottenham di José Mourinho riprendere la preparazione dopo quasi due mesi di inattività.
Semaforo verde anche in Germania: sì alla ripresa della Bundesliga, da metà maggio o al massimo da fine mese. Il via libera arriva dai ministri dello sport dei 16 Laender federali in vista della riunione con la cancelliera, Angela Merkel, in programma domani. La scorsa settimana, la German Football League (DFL) aveva annunciato di essere pronta a riprendere dal 9 maggio.
Olanda e Belgio hanno detto stop allo sport - e quindi anche al calcio - per questa stagione. Sospeso definitivamente anche il campionato argentino.
La Repubblica Ceca, invece, ripartirà il 25 maggio con le gare di campionato della prima e della seconda serie. La Svizzera spera di poter tornare in campo, ma non ha certezze.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA