Froome fa il vuoto, Nibali si arrende: «Non ho più nulla da dare»

15 Luglio 2015

È presto per dire se il Tour ha già trovato il suo padrone. Ma certo la decima tappa, la prima delle tre pirenaiche, la prima con un arrivo in salita degno di questo nome, ha messo in mostra un Chris...

È presto per dire se il Tour ha già trovato il suo padrone.

Ma certo la decima tappa, la prima delle tre pirenaiche, la prima con un arrivo in salita degno di questo nome, ha messo in mostra un Chris Froome dominatore, irresistibile scalatore e leader di un Team Sky organizzato, compatto, determinatissimo.

Il britannico nato in Kenya, in maglia gialla già al via di Tarbes, dopo 167 km ha tagliato a braccia alzate l'inedito traguardo di La Pierre Saint Martin dopo un'ascesa di 15 km, con una pendenza media del 7.4% e punte del 10,8.

Lungo quei tornanti si sono via via arresi tutti i suoi avversari.

E tra i primi a non tenere il passo è stato proprio Nibali, che ieri ha virtualmente abdicato al ruolo di detentore della Grande Boucle.

Il campione siciliano ha perso contatto quando mancavano ancora 10,5 km al traguardo. Alla fine il capitano dell'Astana ha accumulato un ritardo di 4'26’’ da Froome.

In classifica generale è decimo, staccato di 6'57’’. Si sono arresi, anche se meno rovinosamente, Contador (che ha preso 2'50’’ nella tappa, 4'04’’ nella generale), Valverde (quinto a 2'01’’, +4'01’’) e, per ultimo, Quintana. Il colombiano della Movistar è il solo che ha tentato di restare attaccato alla maglia gialla.

Poi ha dovuto cedere anche il secondo posto a Port (fedele scudiero di Froome). Per Quintana distacco di 1'04’’ sul traguardo, 3'09’’ in generale).

«Froome ha dato un colpo di martello sul Tour» ha commentato Nibali. «Non ho più nulla da dare. Non sono nemmeno fratello minore del Nibali dello scorso anno».

«Ho lavorato sodo per essere qui. Sono pulito. Non ho intenzione di permettere a nessuno di portarmelo via». Così il nuovo fenomeno Froome respinge ancora una volta i sospetti sul doping, dopo una tappa super nella quale, a 30 anni, sembrava veramente avere delle energie finora “nascoste”.