FROSINONE, IL FLOP CHE NON T’ASPETTI
Il campionato dell’ombrellone, quello che si gioca da metà luglio a fine agosto, quello che si immagina sfogliando i giornali e l’album delle figurine, ha già preso la prima cantonata: il Frosinone.La...
Il campionato dell’ombrellone, quello che si gioca da metà luglio a fine agosto, quello che si immagina sfogliando i giornali e l’album delle figurine, ha già preso la prima cantonata: il Frosinone.
La brutta sconfitta di martedì a Perugia, con quei novanta minuti in cui la squadra di Alessandro Nesta è stata dominata fisicamente e tatticamente da quella di Massimo Oddo, ha certificato che la prima, grande sorpresa (negativa) di questa serie B ha la maglia gialla e azzurra.
Se il Benevento e l’Empoli, le altre grandi favorite della vigilia sono lassù, con la velocità di crociera che ci eravamo immaginati, il Frosinone invece arranca di brutto: quattro punti e quartultimo posto, una sola vittoria, per altro acciuffata in extremis contro l’Ascoli, con il gol di Paganini nei secondi finali e in trasferta tre scivoloni su tre.
L’altra sera, nei corridoi dello stadio “Renato Curi”, certi sguardi rabbuiati del presidente Maurizio Stirpe erano la giusta reclame del momento: così non va.
La retrocessione dalla serie A di maggio è stata assorbita senza troppi traumi, ci sta che un club come il Frosinone possa non riuscire a tenere la categoria.
La decisione è stata di tenere il nucleo storico (Mirko Gori, Raffaele Maiello, Federico Dionisi, Camillo Ciano, Luca Paganini) e molti altri della stagione precedente, certo rinunciando a Daniel Ciofani, capitano e leader ma l’arrivo di Trotta ed anche del serbo-americano Novakovich sembravano poter riempire la casella degli attaccanti.
Insomma, l’organico è di primo livello e la scelta di affidarlo ad un allenatore giovane come Alessandro Nesta, un buon campionato alle spalle proprio a Perugia, è sembrata una scelta coraggiosamente ragionata più che un vero e proprio azzardo.
Adesso è quel momento in cui, invece il dubbio si insinua e fa venire brutti pensieri. Perché il Frosinone non può starsene là in fondo a soffrire, perché il Frosinone è stato (ri)costruito per riprendersi la A e non solo nel campionato dell’ombrellone.
* giornalista Sky Sport
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