Gasperini sta con Oddo: «Il gioco prima di tutto»

25 Ottobre 2016

Il tecnico dell’Atalanta ha vestito per cinque anni la maglia del Pescara «La A è dura, ma finora i biancazzurri hanno creato problemi a tutti»

PESCARA. La rimonta è partita dal suo vecchio stadio. Gian Piero Gasperini ha iniziato nel peggiore dei modi la sua nuova avventura sulla panchina dell’Atalanta. Quattro sconfitte nelle prime cinque gare e pesanti critiche per i risultati negativi. Poi è iniziata la risalita che ha messo a tacere i detrattori. C’era anche chi parlava di un possibile esonero nel caso in cui avesse fallito il match contro il Crotone.

Invece, lo scorso 26 settembre all’Adriatico-Cornacchia, i nerazzurri hanno battuto 3-1 i calabresi dando inizio alla serie positiva che dura da 4 partite: 3 successi e un pareggio e 10 punti in cascina. Domani sera tornerà nella città dove si è tolto grandi soddisfazioni da calciatore: 160 presenze e 21 gol tra il 1985 e il 1990 e una promozione in A con Giovanni Galeone nel 1987. Gian Piero seguirà il match dalla tribuna accanto ai suoi vecchi tifosi. Nel corso dell’ultima sfida contro l’Inter, il tecnico dell’Atalanta è stato infatti espulso per proteste e il giudice lo ha squalificato per un turno (in panchina andrà il suo vice Tullio Gritti) e multato di 2.000 euro.

Gasperini, meglio così, almeno rivedrà tanti amici.

«Beh, direi di no. La presenza in campo è importante e comunque li avrei potuti salutare ugualmente. In ogni caso, sono contento di tornare a Pescara dove ho tuttora legami forti con tante persone».

Strano il calcio. Sembrava al capolinea, invece ora a Bergamo sognano l’Europa.

«Quando non arrivano i punti tutti vengono messi in discussione. All’inizio abbiamo avuto qualche difficoltà, ma la squadra ha raccolto meno di quanto seminato. Poi c’è stata una crescita costante di gioco, personalità e fiducia, accompagnata dai risultati positivi».

Dopo il Napoli ha battuto anche l’Inter. È un’Atalanta ammazza-grandi?

«Sono contento, però mi auguro che i ragazzi giochino sempre con la determinazione di domenica. A dir la verità avrei volentieri fatto a meno del turno infrasettimanale. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di festeggiare la bella vittoria contro l’Inter».

Invece a Pescara tutti attendono la prima gioia. Che idea si è fatto?

«La squadra di Oddo gioca un ottimo calcio, ma purtroppo il salto di categoria è sempre problematico per le neopromosse. Finora il Pescara ha raccolto tanti elogi e pochi punti. Però sono d’accordo con Oddo: il gioco va messo sempre al primo posto. Non si può prescindere dall’organizzazione, anche perché nessuno può darti la certezza di poter vincere le partite buttando il pallone in tribuna».

Al Pescara servirebbe una punta. Magari potrebbe arrivare dall’Atalanta che in panchina ha Paloschi e Pinilla. Esclusioni sorprendenti, non crede?

«No, ora sta giocando Petagna, ma tutti saranno utili. Ho il dovere di sfruttare i momenti favorevoli degli attaccanti».

Manaj e Bahebeck basteranno al Delfino per conquistare la salvezza?

«Sono due calciatori promettenti che dovranno dimostrare il loro valore. Manaj troppo giovane? La carta d’identità non conta nulla. Poi c’è Caprari che ha finalmente compiuto il salto di qualità».

Domani rivedrà Oddo, Donatelli e Bizzarri che ha incrociato nel Genoa.

«Sarà un piacere. Quando ero alla Salernitana ho giocato insieme a Peppe Donatelli, il papà di Marcello. Bizzarri è un ottimo portiere, anche se con me ha giocato poco perché c’era Perin in grande ascesa».

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