Gautieri: «Ad Avellino ho visto lo spirito giusto»

20 Marzo 2018

L’allenatore (ex calciatore di Empoli e Pescara) vota Epifani: buona impressione, il 3-5-2 funziona

PESCARA. Giovedì scorso si è presentato al Poggio degli Ulivi per seguire gli allenamenti di Massimo Epifani. E domenica, Carmine Gautieri, ha visto il match di Avellino ricavando una buona impressione sui biancazzurri. «Innanzitutto, devo dire che gli allenamenti di Epifani mi sono piaciuti molto», afferma il tecnico che portò in B il Lanciano nel 2012, «ha provato alcune situazioni interessanti che poi la squadra ha saputo trasferire in partita. È arrivato da poco, ma già si vede la sua mano. Ho apprezzato lo spirito autoritario mostrato dal Pescara al Partenio-Lombardi, peccato per il gol del 2-2 subìto nelle battute finali».
L’allenatore napoletano, fermo da cinque mesi dopo l’assurdo esonero a Pisa (la squadra era 5ª in classifica), sta approfittando del riposo forzato per tenersi aggiornato. E non ha cambiato idea rispetto a qualche tempo fa. «Ritengo ancora che il Delfino abbia una rosa in grado di entrare tra le prime otto. Ad Avellino non c’erano Bovo, Campagnaro, Cocco, Falco, tutti giocatori che rappresentano un lusso per la categoria. È chiaro che ora bisogna puntare sulla concretezza perché la situazione si è complicata, ma l’organico è da play off. Il presidente Sebastiani e il diesse Leone hanno svolto un ottimo lavoro». Eppure, finora il rendimento è stato deludente e, prima dell’avvento di Epifani, anche Zeman (che allenò Gautieri quando era alla Roma) ha avuto difficoltà. «Le annate sono tutte diverse. Quando c’è il boemo in panchina, tutti si aspettano 4 o 5 gol a partita, ma non è così. Forse le sue idee non sono state metabolizzate, oppure alcuni giocatori non avevano le caratteristiche adatte per il suo gioco. In ogni caso, anche se a sprazzi, qualche sua giocata si è vista e la squadra ha avuto un rendimento discreto». Da calciatore, Gautieri ha vestito le maglie del Pescara e dell’Empoli che domenica si scontreranno. «Quella toscana è la squadra più forte del campionato. Vivarini aveva fatto bene, poi è arrivato Andreazzoli che ha portato gli azzurri in testa. Oltre a fare molta attenzione a Caputo e Donnarumma, i biancazzurri dovranno restare corti per chiudere le linee di passaggio, visto che loro utilizzano il 4-3-1-2 con un vertice alto e uno basso. Sarà fondamentale il compito di Brugman. Il Pescara dovrà attaccare con equilibrio, ma senza paura. Perché, ripeto, tra i due organici non c’è molta differenza».(g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.