Giancola si sfoga: «Basta fango sui miei arbitri»

Il presidente del comitato regionale dopo le polemiche sui fischietti: «L’errore fa parte del gioco»
PESCARA. Tutto il mondo è paese. In serie A le polemiche arbitrali sono legate a Fiorentina-Inter e all’operato di Abisso di Palermo. Tra i dilettanti abruzzesi i casi della domenica sono due, in Promozione: nel girone A Montorio-Piano della Lente 0-1, arbitro Giampietro di Pescara, e Ortona-Bacigalupo Vasto Marina 0-1, arbitro Battistini di Lanciano. Sia l’Ortona che il Montorio hanno protestato. In questi giorni la polemica è salita di tono. E allora Angelo Martino Giancola, il presidente del comitato regionale arbitri, ha deciso di metterci la faccia per spiegare certe decisioni e ribattere a talune accuse.
Giancola, aria pesante per gli arbitri.
«È fisiologico che in questa parte finale dei campionati dilettantistici i toni si alzino visto e considerato che è adesso che si decidono spareggi, promozioni e retrocessioni».
Gli errori non mancano…
«L'errore arbitrale è parte del gioco ed è equiparabile agli errori dei calciatori e dei tecnici ed io, così come gli stessi allenatori, cerco sempre di mettere il più possibile in condizione i ragazzi al fine di sbagliare di meno».
Quindi, che cosa fare?
«Io e la mia commissione lavoriamo quotidianamente non sull'errore che sia chiaro non ci interessa, ma lavoriamo sulla genesi dell'errore e cioè da dove parte per fare in modo che ciò non accada più».
Domenica scorsa le proteste sono state veementi.
«Siamo i primi ad essere dispiaciuti quando vi è un errore, ma questo non giustifica esternazioni come quelle lette e ascoltate in questi giorni. Mi sembra tanto una metodologia (purtroppo non a caso in questo periodo...) utile per scaricare le colpe di un fallimento tecnico nonostante gli importanti investimenti fatti. Ricordo che queste polemiche anche ai miei tempi da arbitro regionale (metà anni 90) ci stavano, ma finivano nel giro di due-tre giorni».
Andiamo nel dettaglio delle proteste dell’Ortona.
«Quello della società Ortona è uno sfogo che definire ridicolo è poco. Parlare di designazioni sbagliate, ragazzi inadeguati, malafede non è solo figlio di frustrazione personale, ma di scarsa competenza in materia. Purtroppo se a dire queste corbellerie è chi riveste anche dei ruoli dirigenziali certifica che nulla ha che fare con il calcio e con lo sport in generale».
Restano gli errori.
«Verissimo, in Ortona-Bacigalupo manca un rigore, così come manca una espulsione nel primo tempo quando un calciatore ospite rientrando negli spogliatoi faceva notare un occhio completamente tumefatto, dunque o parliamo di autolesionismo di un calciatore oppure ciò è scappato alla terna. Sarebbe stato bello parlarne. Sarebbe bello che qualche tecnico e/o calciatore studiasse meglio il regolamento prima di parlare».
A Montorio invece?
«A Montorio la rete poteva, anzi doveva, essere convalidata sicuramente, ma il cadere in maniera vigliacca oppure cercare di guadagnarsi altro spesso può indurre un ragazzo a sbagliare. Poi è chiaro che fino a due mesi fa quando gli obiettivi prefissati sembravano irraggiungibili tutto bene (anche quando ci siamo incontrati sui campi), ora che la classifica si è accorciata notevolmente si parla di errore fatto in malafede, ma smettiamola per cortesia».
Nel caso dell’Ortona c’è in ballo anche un cambio di designazione all’ultimo momento sul quale si è discusso tanto anche sui social.
«In merito al comunicato dell' Ortona calcio, credo che l'unica risposta sia il silenzio, visto che quanto scritto è falso. Chi lo ha scritto si assumerà la responsabilità di quanto fatto direttamente nelle sedi opportune. Mi sembra doveroso e corretto dire che il direttore di gara precedentemente designato (Di Carlo di Pescara) mi ha chiamato domenica mattina alle 9,30 dicendomi di avere la febbre alta. Chi ha scritto (della società Ortona) che i dirigenti della Bacigalupo sapevano del cambio designazione tre giorni prima, farebbe bene a vergognarsi. Io sono di Vasto e questo non significa ciò che si vorrebbe fare intendere agli altri, sia chiaro una volta per tutte».
Nel fine settimana si tornerà in campo.
«Invito i dirigenti in questi casi ad abbassare i toni perché così il rischio è di creare alibi a calciatori e tifosi, con il risultato poi di trovarsi di fronte a gesti che nulla hanno a che fare con lo sport».
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