GIOVANE È BELLO, BASTA CREDERCI
Più si butta giù e più si rialza, l'altalena biancazzurra è continuata anche a Vercelli. Da applausi col Frosinone, inguardabile nel derby col Lanciano, addirittura incontenibile appena sette giorni...
Più si butta giù e più si rialza, l'altalena biancazzurra è continuata anche a Vercelli. Da applausi col Frosinone, inguardabile nel derby col Lanciano, addirittura incontenibile appena sette giorni dopo in Piemonte.
Finirà finalmente questo tormentone che esalta e deprime una piazza da tempo ormai sull'orlo di una crisi di nervi? Probabilmente sì se chi guida la baracca riesce a cogliere i segnali negativi e positivi emersi proprio dalle ultime prestazioni. Prima mossa obbligata quella di accantonare definitivamente esperimenti e trovate tattiche, puntando in maniera decisa su un assetto che garantisca stabilità, compattezza e, dunque, identità ben definita. Questa è una squadra che ha il meglio in avanti, come testimoniano i 29 gol segnati e che dunque non può prescindere dalla sua vocazione offensiva, nemmeno nei momenti di massima emergenza.
Il 4-4-2 sembra il punto d'arrivo più affidabile a patto che gli esterni di centrocampo siano non due difensori ma giocatori di corsa e qualità, capaci di garantire ripartenze incisive e non solo il necessario lavoro di copertura. Imprescindibile la presenza di Politano, a Vercelli ha dato finalmente segnali importanti nel ruolo anche Bjarnason che ha chiuso in gol una delle azioni più belle della partita. L'islandese non deve essere il valore aggiunto ma solo un giocatore in grado di dare il massimo apporto, possibilmente con continuità, a un collettivo che comincia a funzionare. L'altro dato che non va assolutamente trascurato è quello relativo ai giovani. Sabato il Pescara, dopo aver sofferto e contenuto la pressione della Pro Vercelli, ha strapazzato l'avversario nell'ultimo quarto d'ora quando, guarda caso, aveva in campo ben 7 giocatori con un'età media di appena 20 anni.
Vitturini, diciassette all'esordio in B, Politano e Salamon, Zuparic , ma pure Pires, mai così sicuro in regia, Selasi interditore ma anche capace di tirar fuori l'assist per uno dei gol, in più Da Silva, geniale mattatore del finale.
L'errore più grande sarebbe quello di considerarli protagonisti solo per caso, tenendo tra l'altro presente che in infermeria (Brugman, Milicevic, Zampano, Cosic) e in lista d'attesa (Torreira, Marzucco, Di Rocco) c'è ancora tanta linea verde da tenere nella giusta considerazione non solo per il futuro ma anche per il presente.
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