Gravina gela tutti: «La B resterà a 22 squadre»

19 Dicembre 2018

Il presidente della Figc respinge la proposta della Lega Pro che voleva la serie cadetta a 20

ROMA. Nessun accordo sul format della serie B. La Lega Pro, lunedì, ha avanzato il progetto di riportare la serie cadetta a 20 squadre con 5 promozioni dalla terza serie, ma sia la Lega di A che quella di B non hanno condiviso la proposta. «Quando non c'è consenso, valgono le regole scritte e quelle attuali sono chiare», ha evidenziato il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a margine del consiglio federale di ieri. «Ad oggi il format della serie B è a 22 squadre e se non interverrà una modifica il prossimo anno resterà tale».
Messaggio chiaro e deciso quello del presidente della Figc. Gravina, poi, insieme il numero uno degli arbitri Marcello Nicchi, fa muro contro le polemiche scaturite nell'ultima giornata di campionato sul (mancato) utilizzo del Var. A lamentarsi in particolar modo, dopo gli episodi da rigore con Juventus e Roma, i presidenti di Torino e Genoa, Cairo e Preziosi. «Ma le dichiarazione di alcuni dirigenti a mio avviso forse andrebbero evitate. Anche perché, la percentuale di errore si è abbassata moltissimo», fa notare il presidente Gravina. «Demonizzare solo le negatività di uno strumento che sta dando grandissimi vantaggi mi sembra fuorviante. Preziosi ha parlato di malafede? Per noi è una precondizione essenziale, non è assolutamente accettabile nel nostro mondo un'idea di questo tipo». Anche Nicchi rispedisce al mittente l'accusa spiegando che la sudditanza psicologica «non è un argomento di casa mia». Sul tavolo c'è invece un confronto aperto su come migliorare l'applicazione della tecnologia. «Ci sono aspetti positivi e ci sono ancora errori» ammette Gravina, rimarcando però che «in Atalanta-Lazio il fuorigioco nel finale di 3 cm è stato evidenziato proprio dalla Var». «Sanciamo quindi il principio che rimane e funziona. Mi sembra che riscuota consenso a livello internazionale, gli altri vogliono valorizzarla, noi siamo stati il primo paese a introdurla e non possiamo essere i primi detrattori», conclude il numero 1 della Figc, «Diamo un contributo affinché migliori e su questo l'Aia mi sembra si stia impegnando. Ammettiamo anche la possibilità di attivare l'esercizio del perdono». Nel corso del consiglio federale di ieri si è affrontato poi l'argomento del prolungamento della finestra di mercato per il mese di gennaio sottolineando come l'Italia sia l'unico paese che ha come data ultima per i trasferimenti il 18 gennaio, mentre i principali campionati hanno la scadenza a fine mese. «Ho chiesto alla Lega di Serie A una posizione di interesse. Aspettiamo la decisione dell'assemblea (che si riunirà domani a Milano, ndr), se ci fosse disponibilità poi procederò a formulare apposita richiesta motivata alla Fifa per la proroga al 31 gennaio». Tema affrontato anche dal presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi: «Noi dell'Aic abbiamo sempre detto che giocare col mercato aperto può essere un problema ma c'è anche il tema della competitività a livello internazionale con l'apertura del mercato in altri paesi».