Gyabuaa: Mora l’esempio Voglio la B con il Pescara

18 Novembre 2022

Il centrocampista nato a Parma rivela: «Dovevo arrivare già a gennaio»

PESCARA. Volto sorridente, sguardo timido e tanta voglia di continuare a fare bene. Emmaneul Gyabuaa ha 21 anni, di professione fa il centrocampista. A forza di prestazioni convincenti spesso si è meritato la maglia da titolare e vuole lasciare il segno in riva all’Adriatico. Gyabuaa si è raccontato a 360° a Rete 8 durante la trasmissione “A cena con”. E subito una precisazione sulla pronuncia del suo nome. “Gyàbuaa” e non con la cadenza alla francese. Dal sorriso all’emozione è un attimo quando Emmanuel ricorda i primi calci al pallone. «Con la squadra del quartiere a Parma, e volevo fare l’attaccante. Poi le cose sono cambiate quando sono entrato nel settore giovanile del gialloblù. Era il Parma di Antonio Cassano e lì mi fecero fare il centrocampista. Da quel momento è rimasto il mio ruolo e devo dire che mi piace molto. Quale in particolare? A due sarebbe perfetto ma mezzala destra va benissimo».
Emmanuel Gyabuaa dopo la parentesi con il Parma ha sposato il progetto Atalanta, uno dei settori giovanili più importanti del calcio italiano. «Dopo il fallimento del Parma sono andato a Bergamo e lì ho capito che potevo fare il calciatore professionista. Devo essere sincero, era il mio sogno da bambino ma quando ti confronti con quella realtà capisci che puoi farlo davvero».
Se diciamo Gasperini? «Allenarmi con il mister è stato davvero importante per me. Lui è un grande e mi ha migliorato tantissimo. Nel settore giovanile dell’Atalanta ho incrociato Davide Bettella che è stato qui a Pescara ma non ci avevo legato molto. E’ stato Rodrigo Guth (anche lui un anno in biancazzurro, ndc) a consigliarmi questa piazza».
Con l’Atalanta ha fatto anche l’esordio in A. «Vero e non me lo aspettavo. Non dimenticherò mai quel giorno contro la Fiorentina, peccato solo che non c’era il pubblico per le limitazioni Covid, ma quella giornata (14 dicembre del 2020, ndc) resterà sempre impressa nel mio cuore».
Vuole riviverla un domani. «Certo, è il sogno di tutti i giovani calciatori. E io voglio giocare in A con la maglia dell’Atalanta».
A proposito di serie A, chi è stato l’idolo di Emmanuel Gyabuaa? «Da piccolino io andavo matto per Clarence Seedorf, un atleta straordinario».
Non proprio un calciatore con le sue caratteristiche. «Allora vi dico Frank Kessie e con l’Atalanta ci ero anche entrato in confidenza. Per me è un giocatore straordinario, un vero punto di riferimento». Seedorf, Kessie. Ma non è che ha il Milan nel cuore? Gyabuaa sorride e non si nasconde. «Il Milan è una grandissima squadra».
La prima esperienza lontano da Bergamo è stata in Umbria lo scorso anno in B a Perugia. «Ma non è andata bene perché ho giocato poco e mi aspettavo di più. Ma comunque è stata un’esperienza che mi ha insegnato molto. Già a gennaio potevo cambiare aria».
A Pescara. «Esatto, i biancazzurri mi cercarono, ma, poi, non si è fatto nulla. Però…».
Dica pure. «Però a luglio quando mi hanno prospettato il Pescara ho detto subito sì senza neanche pensarci. Qui c’è fame di calcio e sono felicissimo di questa scelta che ho fatto».
E i risultati danno ragione perché il Pescara è a lottare con il Catanzaro e Gyabuaa gioca spesso titolare. «Vero, sono contento sia della squadra sia di come sto giocando. Colombo è un grandissimo allenatore. Alza spesso la voce in allenamento e fa bene perché ci stimola. E io voglio migliorare».
Va bene che Gyabuaa sogna la A, ma un obiettivo per questa stagione ci sarà. «Certo che c’è, fare sempre il massimo».
Sia più esplicito. «Va bene, vogliamo andare in B. Siamo una grande squadra e prima o poi il Catanzaro dovrà rallentare».
Avere Luca Mora come compagno di squadra, un privilegio. «Confermo. Luca ci dà tantissimi consigli, averlo con noi è speciale. E che bello aver ritrovato Edoardo Vergani, con lui ho giocato in nazionale».
E c’è qualche compagno con cui ha legato di più. «Con Germinario, Saccani e De Marino. Sono dei grandi».
Saranno arrabbiati che giocano poco. «Certo, sarebbe strano il contrario». Viva la sincerità.
Enrico Giancarli
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