I protagonisti del calcio dilettanti

27 Marzo 2019

CHIETI. Si parte da una certezza. Vincere domenica a Nereto, indipendentemente dal risultato della Torrese, che insegue con sette lunghezze di ritardo a tre giornate dal termine del campionato,...

CHIETI. Si parte da una certezza. Vincere domenica a Nereto, indipendentemente dal risultato della Torrese, che insegue con sette lunghezze di ritardo a tre giornate dal termine del campionato, significherebbe per il Chieti chiudere i conti raggiungendo la serie D. Ed è normale che questa settimana, per il gruppo guidato da Alessandro Lucarelli, abbia un sapore particolare dopo una bella rincorsa ai vertici della classifica alla quale è seguito un perentorio allungo insidiato, però, da un ruolino di marcia interno oltremodo penalizzante. Un punto nelle ultime due gare disputate sul dissestato manto erboso dell’Angelini dove già si erano accusate delle battute a vuoto; siamo comunque alla stretta finale e non resta che concentrarsi sull’immediato. Clima di attesa racchiuso nelle parole di Augusto Marfisi, sette volte a segno in questa stagione, uno degli elementi di maggior spessore tecnico della formazione teatina. «Con tutto il rispetto per il Nereto, formazione da non sottovalutare, è nostra intenzione vincere e mettere la parola fine a questa stagione segnata da tanti momenti particolari», spiega lo stesso centrocampista. «Sapevamo tutti dall’inizio che ci veniva chiesto di vincere il campionato e non è possibile parlare di troppa tensione su noi giocatori. Le cose non si erano messe bene, ricordiamo tutti ancora con amarezza qualche cocente delusione, ma, ad un certo punto, c’è stata la svolta. Quella che ci ha permesso di arrivare fin qui nonostante più di una difficoltà incontrata nelle gare interne».
Nei ricordi di Marfisi le giovanili del Lanciano, l’esordio giovanissimo in C1 nell’anno della promozione in serie B della formazione rossonera, quindi la C2 ad Aprilia con Vincenzo Vivarini in panchina, una prima, breve esperienza nel Chieti guidato da Ronci e, tre anni fa, con la maglia della Vastese, la vittoria nel campionato di Eccellenza. «Un campionato particolare tra squadre che magari possono essere considerate solo di passaggio nella categoria e tutte le altre. In campo qualche giovane promettente e giocatori che hanno magari già maturato altre esperienze. Ne viene fuori un torneo interessante e pieno di insidie. Difficile da vincere, questo è sicuro».
Si incrociano le dita e si pensa a domenica. «Speriamo di far festa assieme ai nostri tifosi. Lo meritano perché ci sono sempre e comunque rimasti vicino con tutta la loro passione». Lo scorso anno, a Miglianico, Marfisi mise a segno 10 gol. Troppo tardi per pensare di toccare di nuovo la doppia cifra? «Mancano tre partite. Forse sì. Intanto c’è solo da pensare alla squadra. A raggiungere al più presto l’obiettivo. Poco importa chi fa gol. E’ una frase scontata, ma è proprio così».
Giuseppe Rendine
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