Calcio serie D

I tifosi dell’Aquila contro il tecnico Fucili

20 Gennaio 2026

L’allenatore è sulla graticola dopo il pari contro l’ultima della classifica. E intanto l’ex rossoblù Banegas da Fasano dice: «Io via per scelta tecnica»

L’AQUILA. Il tecnico aquilano Michele Fucili é sulla graticola e, soprattutto, nel mirino della tifoseria dopo il pari contro l’ultima in classifica, Castelfidardo, anche se non si può attribuire di certo tutta la responsabilità all’allenatore, arrivato dopo l’esonero di Pochesci. Panchina che traballa? Una certa insoddisfazione per i risultati si percepisce. Il nastro andrebbe riavvolto anche se con i se e con i ma non si va da nessuna parte e ora più che mai è opportuno guardare avanti. Ma, analizzando la situazione, e si può essere d’accordo o no, ci si è privati di giocatori come Angiulli, Sereni e Alessandretti, si è fatto passare Banegas trequartista e tanto altro.

Ora, proprio il tecnico appare il bersaglio principale dei tifosi che, però, chiedono anche al club che, in prospettiva, siano inserite figure di livello per cominciare a indirizzare, a questo punto, la prossima stagione visto il campionato compromesso ma non ancora finito. Indirizzato al tecnico è stato pure l’affondo di Banegas, ormai a Fasano. «La scelta è stata dovuta», ha detto alla Domenica Sportiva di Rete 8, «non sarei mai voluto andare via, ma non mi sentivo preso in considerazione dal mister. Ho parlato con lui in passato e ho cercato di trovare il modo per non arrivare a questo, ma non rientravo nei suoi piani e ho dovuto fare questa scelta forzata a metà gennaio. Non mi sono mai sentito al centro del progetto, come gli altri due anni. Tutti i mister che ci sono stati mi hanno sostenuto, mentre lui non mi ha fatto fare neanche un minuto contro il Teramo che era forse la partita più importante. Non ho mai finito 90 minuti, mi ha sempre sostituito al 60’, ma ci sta, non si può piacere a tutti. Mi dispiace per la società, si sono comportati benissimo con me. Mi dispiace per i compagni perché ci eravamo detti di lottare fino alla fine. Non ho mai avuto tanto dialogo con il mister, la scelta è stata dovuta solo alla parte tecnica». E poi parole d’amore, ancora, per i tifosi.

Alcune scelte tecniche di domenica in realtà non sono state digerite, come quella di tenere fuori Dampha e Mantini che, con Vecchione play, avevano fatto bene o quella di lasciare fuori Trifelli, e ancora Tourè a destra, lui che ama giocare a sinistra con piede invertito e poi un attacco, che è stato sempre il punto di forza, neutralizzato e non per colpa degli attaccanti. Nessuna idea a centrocampo. Vincere non è mai facile ma dagli errori si dovrebbe imparare. O, perlomeno, si spera. Ci si aspetterebbe pure che la società battesse un colpo per dire, spiegare, rassicurare. Di certo l’involuzione del gioco è preoccupante.