Iaconi: «Pescara favorito, il Brescia rischia molto»

Con il Delfino dal 1994 al 2007 tante plusvalenze come Giampaolo e De Sanctis «Se fossi rimasto alle Rondinelle sarebbe arrivato Lapadula, ero già in contatto»
PESCARA. Stavolta se la godrà dal vivo. Domani pomeriggio Andrea Iaconi sarà in tribuna all'Adriatico per seguire la sfida tra le sue ex squadre, Pescara e Brescia. Nel club biancazzurro ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo dal 1994 al 2007, in quello lombardo dal 2011 fino a gennaio 2015. Il 63enne di Giulianova immagina un match molto equilibrato.
«Gara apertissima», spiega Iaconi, «ma il Pescara è leggermente favorito, perché gioca in casa. Dopo la crisi di risultati, l'undici di Oddo ha ripreso a macinare punti. Di fronte si troverà un avversario in ripresa, che non può permettersi un passo falso. Diciamo che il Brescia rischia di più, perché se dovesse perdere potrebbe compromettere la rincorsa all'ottavo posto». Sulla terza, che dopo Crotone e Cagliari, salirà in A non si sbilancia. «È impossibile fare un pronostico. Tra le squadre in lotta, Pescara, Bari, Spezia e Cesena hanno le carte in regola per ottenere la promozione e il valore delle rose si equivalgono. Di conseguenza, la volata finale si deciderà grazie agli episodi e alla condizione psico-fisica».
Lapadula ha conquistato tutti. Sul bomber torinese racconta un interessante retroscena. «Non sono sorpreso dal suo exploit. Inoltre, se fossi rimasto al Brescia, Lapadula sarebbe venuto da noi. La trattativa era già stata impostata, ma a gennaio dell'anno scorso presi le distanze dall'orientamento societario, che impose l'ingaggio di Calori. Sapevo che con lui in panchina saremmo retrocessi e così andò a finire». Nella sua carriera ha realizzato una mole impressionante di plusvalenze. Tra le più importanti a Brescia, Diamanti e Konè al Bologna per 8 milioni, Salamon al Milan per 4, stessa cifra per Leali alla Juventus, mentre a Pescara spiccano le cessioni di De Sanctis alla Juventus per 7 miliardi di lire e Giampaolo al Genoa per 6. A breve il Pescara incasserà una bella somma per Lapadula. «La sua storia mi ricorda Pinilla, che presi a parametro zero quando ero a Grosseto, rivendendolo al Palermo per 5 milioni di euro. Con noi fece 24 gol in 24 gare, saltando gli ultimi due mesi di campionato per infortunio. Dal momento che sono passati sei anni, per Lapadula occorrerebbe qualcosa in più». Nel frattempo, il Delfino pensa già al suo erede, ma Iaconi non vuole interferire. «Repetto e Pavone non hanno bisogno dei miei consigli. In questi anni la società ha dimostrato di saper lavorare in modo egregio, prendendo giovani di grandi prospettive e creando plusvalenze cospicue. Il Pescara acquista i calciatori, li valorizza e alla fine li vende, mentre quasi tutti i club di B li prendono in prestito, facendo un favore agli altri».
A proposito di giovani, uno dei migliori del torneo è il 20enne trequartista del Brescia, Leonardo Morosini, 7 gol in campionato, che Iaconi prese per pochi spiccioli dall'Albinoleffe. «Ha un grande futuro, vale già 4 milioni». Infine, indica gli allenatori più promettenti: Oddo e Juric. «Mi diverto guardando le partite di Pescara e Crotone, mentre tutte le altre della B giocano male». Domani verrà celebrato l'80° anno di vita del Delfino. «Un bel traguardo per un club glorioso. Il personaggio? Senza dubbio Galeone, che ha cambiato il mondo calcistico di questa città». L'ultimo pensiero è per Corioni, ex presidente del Brescia. «Uomo e dirigente di grande spessore, ciò che ha fatto a Brescia è irripetibile. Ma quante persone false al suo funerale...».
Giovanni Tontodonati
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