Iannone, il sogno sfuma al 7°giro

Il pilota vastese parte come un fulmine, poi cade su un cordolo
Dal sogno vittoria sulla pista del primo podio alla polverosa realtà della sabbia del deserto di Losail. Dura poco più di dieci minuti la gara d'esordio di Andrea Iannone nel mondiale 2016. Una vittoria che pareva davvero alla portata della Ducati del "Maniaco" di Vasto.
La gara comincia come meglio non poteva: guizzo portentoso della Desmosedici numero 29 dalla quarta piazzola della griglia e alla prima curva è già in scia a Lorenzo. E al secondo passaggio sul rettilineo di partenza Iannone frusta a dovere tutti i cavalli della Ducati e sfila Lorenzo con relativa facilità. L'unico a tenere il passo del vastese è il compagno di squadra Dovizioso, che passa lo spagnolo dal fianco opposto e va a costituire un sorprendente trenino rosso in testa alla gara. Uno spettacolo che infiamma la sera nel deserto. Al box si fanno scongiuri, ci si chiede se le gomme morbide sull'anteriore terranno fino al traguardo. Specie se si battaglia senza sosta. Come fanno anche i due ducatisti, nel tentativo di mettere spazio tra loro e gli avversari. Tentativo vano, ma che alza il livello dello spettacolo.
Peccato che la "giostra" perda un protagonista già al settimo passaggio. Fatale per Iannone, una "pizzicata" sul cordolo interno di curva 13. Forse la vernice bianca, forse una giunturina mascherata proprio sotto la striscia, fatto sta che il vastese, in bagarre con Lorenzo, perde l'anteriore e finisce steso nella via di fuga. Insieme a tanti bei propositi.
«Peccato, peccato. Non ci voleva, stavolta non è come altre volte. Sentivo di avere buone chance di fare risultato. Eravamo molto veloci, cercavo anche di amministrare, di tenermi del margine per il finale», dice amareggiato a fine corsa. Evita polemiche con Dovizioso, che l'ha attaccato.«Il Dovi? Mah, non è il suo modo solito di correre, attaccare subito, ma se faceva parte della strategia ha fatto bene. Non ha fatto nulla di scorretto, ha fatto la sua gara...».
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