Iannone, podio da incorniciare

Il vastese chiude terzo: «Sfruttati al meglio i test e la strategia di gara»
Nella settimana che sembrava tra le più tribolate degli ultimi tempi, ecco la zampata del “Maniaco”. Un podio tanto inatteso quanto meritato, inseguito, voluto. Non succedeva da Motegi 2016, al tramonto dell'esperienza in Ducati. E dopo le recenti delusioni non senza polemiche, su forse più che presunte opzioni di Suzuki a favore del compagno di scuderia, Rins, forse neanche lo stesso Iannone ci sperava più tanto. Invece, rieccolo tra i big, brillante e combattivo come al solito, ma anche accorto e misurato come poche altre volte. Una prestazione di altissimo livello, al termine di un week end di lavoro intenso e produttivo. «Abbiamo finalizzato al meglio il lavoro dei test», ha detto Iannone subito dopo l'arrivo, «alla fine avevo forse qualcosa in più da dare, ma non era opportuno rischiare oltre». Bene le qualifiche, ottimo il warm up, nonostante una scivolata, ma la convinzione di poter mirare al podio è arrivata subito dopo il via. «Quando è caduto Lorenzo ho capito che il podio era alla portata. Non ho spinto subito, abbiamo usato la strategia corretta per non affaticare le gomme, alla fine siamo stati ricompensati». Certo, qualche frecciatina non se le risparmiata («Ho copiato alla lettera la messa a punto di Rins», ha detto, come a voler sottolineare che stavolta eventuali differenze prestazionali tra le due Suzuki non avrebbero avuto giustificazione) ma a due mesi dal divorzio ufficiale da Suzuki questo risultato lo ripaga di tante amarezze. La gara, dopo una buona partenza, è stata caratterizzata nella prima fase dal duello tutto interno al team con Rins, poi un periodo da spettatore delle scaramucce tra Marquez e Dovizioso, infine dalla spettacolare bagarre a tre a cinque giri dal termine, con incredibile sorpasso di coppia su Marquez e forse l'illusione, breve, di un piazzamento anche migliore del terzo. Ma di rischiare oltre non era il caso, così il “Maniaco” si limita a gestire gli ultimi chilometri fino alla bandiera a scacchi. E dopo due anni, finalmente la gioia del podio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

