Iannone sbatte fuori Lorenzo

6 Giugno 2016

Il vastese fa cadere Jorge alla curva 10. E ad Assen partirà ultimo

Un Gp che non si doveva correre, un altro Gp da dimenticare in fretta per Andrea Iannone. Un altro rovinoso quanto evitabile crush, un'altra crepa nel rapporto con i vertici Ducati, che trovano così qualche motivazione più logica a un divorzio che tale non era sembrato. Un Gp cominciato nel grigio della terza fila, dopo le prove più anomale della storia, iniziato su un tracciato e finito su uno del tutto diverso. Un gp finito davanti ai giudici della race direction a spiegare il senso di una manovra che apparentemente non ne aveva per evitare una sanzione (partenza dall'ultimo posto nel Gp di Assen) ritenuta motivata e inevitabile perfino dal buonista Capirossi.

Partenza a fionda dalla terza fila, come da tempo non gli riusciva, e dopo la prima piega il "Maniaco" è terzo. Ma la gloria è effimera, già alla fine del primo giro deve restituire tre dei cinque posti guadagnati.

E dal successivo dà l'idea di doversi preoccupare più di difendere la sesta piazza dall'aggressività di Pol Espargarò e del poco amato coinquilino di box Dovizioso che coltivare sogni di improbabile gloria. Eppure, il colpo di scena per un po' sembra possibile. Il copione a metà gara improvvisamente sembra cambiare. In tre giri, la gara di Iannone da conservativa torna aggressiva, in particolare verso Lorenzo. Guarda caso l'inquilino del suo box in Ducati dal 2017. Che non l’ha presa bene: «Avete visto tutti quello che è successo», ha detto Jorge, «mi fa arrabbiare che non sia nemmeno venuto per chiarirsi. Parte ultimo ad Assen? Troppo poco, nel calcio alla seconda che fai ti buttano fuori».

Difficile dire cosa sia passato nella testa di Iannone, certo è che in tutti era netta la sensazione che lo spagnolo non ne avesse molto per evitare il sorpasso. «Non ho potuto fare niente per evitarlo», si è giustificato il vastese, «ho frenato nello stesso punto di tutti i giri precedenti, ma lui era molto lento in quel momento e purtroppo l’ho toccato e siamo caduti entrambi».

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