Ibrahimovic trascinatore: è un Milan senza limiti

19 Ottobre 2020

Lo svedese stuzzica Lukaku sui social, l’Inter pensa alla Champions

MILANO. Dopo oltre otto anni, il Milan è da solo in testa alla Serie A, e il trait d'union fra la squadra di oggi e quella di inizio aprile 2012 è Zlatan Ibrahimovic.
Ora veterano, è leader e trascinatore di un gruppo con giocatori che hanno anche metà della sua età a sognare lo scudetto, lo stesso obiettivo di allora, quando era il capocannoniere in mezzo a stelle vicine al ritiro, che quell'anno videro il titolo sfumare di quattro punti. Quella domenica primo aprile dopo un pareggio a Catania (in era pre tecnologia in campo), più che gustarsi la vetta l'allora ad Adriano Galliani mostrava irritato sul telefonino il gol fantasma di Robinho, che si sommava a quello di Muntari nello scontro diretto con la Juventus.
Episodi che avrebbero potuto cambiare la storia del club, almeno quanto il mancato arrivo a gennaio di Tevez, bloccato dal rifiuto di Pato a trasferirsi al Psg. Dopo un'avvelenata corsa scudetto, la stagione finì con il secondo posto e le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, spartiacque dopo il quale il Milan ha collezionato più amarezze e cambi di proprietà che gioie. Tornato dieci mesi fa a Milanello, lo svedese ha raddrizzato le sorti della scorsa stagione e anche in questa si sta confermando fondamentale per il lavoro di Stefano Pioli, e per la crescita di giocatori che hanno fatto il salto di qualità, come Hakan Calhanoglu, Leao e Bennacer, completamente rivitalizzati. Dopo il lockdown il Milan è stata la squadra più brillante, sta giocando in modo essenziale, sfruttando le proprie armi principali (una difesa solida, le scorribande di Theo Hernandez sulla fascia, le invenzioni di Calhanoglu e appunto Ibrahimovic) senza mai scoprirsi troppo né perdere lucidità nei momenti difficili. Continuando così, l'agognato posto in Champions diventa un obiettivo concreto. Pioli non si esalta dopo il quarto successo di fila in campionato, il suo centravanti invece non si pone limiti, in un campionato reso più incerto dal fattore Covid. «Milano non ha mai avuto un re, loro hanno un dio», ha scritto Ibrahimovic sui social all'indomani del derby, in cui si è preso una discreta rivincita sull'interista Romelu Lukaku, autoincoronatosi dopo l'Inter-Milan vinto a febbraio. Questa volta ha dominato la stella milanista, scatenando tutta la sua fame agonistica, montata nelle due settimane di quarantena per il coronavirus.
L'ha sfogata anche davanti alle telecamere, assicurando che questo Milan può ambire allo scudetto. Il prossimo test è con la Roma, sempre a San Siro, preceduta giovedì dal debutto nel girone di Europa League, contro il Celtic in Scozia. Intanto il fine settimana perfetto del Milan è stato completato dalla squadra femminile, che a sua volta ha trionfato 4-1 nel derby, sotto gli occhi dell'ad Ivan Gazidis, del dt Paolo Maldini e del ds Frederic Massara.
L’altra faccia di Milano. L'Inter non ha tempo per rimuginare troppo. Mercoledì a San Siro arriverà il Borussia Monchengladbach per l'esordio stagionale in Champions League. Ai nerazzurri serve quindi rialzare subito la testa, provando a risolvere i problemi di equilibrio. Perché è vero, rispetto alla scorsa stagione, Lukaku e compagni creano e segnano di più (11 gol nelle prime 4 gare, 7 nella passata stagione), ma manca il giusto cinismo sotto porta. Il vero problema, tuttavia, resta la difesa: già 8 i gol incassati, contro la sola rete subita dopo 360' nel campionato 2019/20. Non vanno certo dimenticate le due settimane tribolate che hanno portato al derby in casa nerazzurra, ma le difficoltà in fase difensiva si erano già mostrate evidenti durante le gare di inizio stagione e la sfida col Milan non ha fatto altro che accentuare il problema.
Le buone notizie arrivano anche a centrocampo, visto che Nainggolan è risultato negativo all'ultimo tampone e, come Bastoni, si è allenato ad Appiano. Il rientro del belga si aggiunge a quello di Sensi, out contro il Milan per squalifica, in attesa di novità anche dagli altri positivi attualmente in quarantena, Gagliardini, Young e Radu.
Angelo Caradonna