Iezzo indica la strada al Chieti: «Vincere e giocare bene si può»

29 Dicembre 2023

«Ho parlato con Ardemagni, ha lo spirito giusto per tornare al gol». La strada per Perea è difficile Gli auguri del conterraneo ed ex neroverde Fabio Quagliarella al nuovo allenatore dei teatini 

CHIETI. Il primo a chiamarlo è stato Fabio Quagliarella, anche lui di Castellammare di Stabia e suo ex compagno di squadra (e di stanza) al Napoli. «Ci siamo sentiti e mi ha fatto gli auguri. Mi ha detto di fargli un regalo e di riportare in alto il Chieti, dove per lui tutto è cominciato. Se ci riesco ha promesso che verrà qui a festeggiare». Il Chieti è stato venti anni fa il trampolino di lancio di Quagliarella e lo è oggi per Gennaro Iezzo, nuovo allenatore dei neroverdi chiamato a centrare l’obiettivo della promozione in serie C. Per il 50enne di Castellammare di Stabia - ex portiere di Napoli e Cagliari, sei campionati vinti da giocatore - il Chieti è la grande occasione per far decollare la sua carriera da allenatore dopo le brevi esperienze con i bulgari del Botev Vratsa e la Primavera dell’Avellino. «In Italia ho allenato poco e Chieti è una piazza importante dove si possono mettere le basi di un percorso», le prime parole di Iezzo, presentato ieri all’Angelini insieme al vice Pasquale D’Aniello. «Quando ho parlato con la società, ho detto che sono ambizioso e che il mio obiettivo è arrivare nei professionisti. Non mi interessa fare 4-5 anni di serie D. C’è la voglia di fare grandi cose e di riportare il Chieti dove merita. Ho avuto la fortuna di venire qui da avversario quando ero a Napoli e Catania. Questa è una città che ama la squadra. Il Chieti non può stare in D. Io e il mio staff promettiamo la voglia di arrivare a fare qualcosa di importante. Ci sono altre 4-5 squadre attrezzate per vincere. Noi dobbiamo giocarcela fino alla fine». Iezzo insiste su un concetto: arrivare al risultato attraverso il bel gioco. Un gioco, quello della gestione Chianese, che non ha soddisfatto la società ed è stato uno dei motivi dell’esonero del tecnico salernitano. «Voglio una squadra propositiva che esprima calcio e abbia il coraggio di sviluppare gioco e di rischiare le giocate», dice Iezzo. «Qualcuno pensa che in D conti più la concretezza e il giocare sulle seconde palle. Io sono convinto che si può vincere attraverso il gioco. Ho avuto la fortuna di avere tanti bravissimi allenatori e ho immagazzinato il meglio da ognuno di loro. Parlo di Reja, Donadoni, Delneri e di Toshack che a Catania venti anni fa portò il gioco a due tocchi e il tiki-taka. Non sono monotematico sul modulo. Parto dalla difesa a quattro, poi in questi giorni capirò se si potrà fare qualcosa di diverso rispetto al passato. Portiere over o under? L’età non conta, giocherà chi sta meglio. A me ora interessa che il Chieti trovi il coraggio di costruire e sviluppare gioco perché ha le qualità per farlo. Bisogna portare la palla agli attaccanti e metterli nelle condizioni di segnare». Da qui parte l’operazione rilancio di Ardemagni. «Per Matteo parla la sua storia», spiega il tecnico neroverde. «Ha fatto una carriera di altissimo livello e segnato tanti gol in categorie superiori. Ho parlato con lui per capire come mai abbia fatto così tanta fatica finora. Bisogna farlo sentire importante. Ha bisogno della fiducia di tutti noi. A me ha sorpreso in allenamento e ho visto in lui lo spirito giusto per tornare ad essere il bomber che tutti conosciamo». Dal mercato potrebbe arrivare un altro attaccante, ma la trattativa con il colombiano Brayan Perea (ex Lazio) è complicata. «Ho parlato di Brayan con il dg Sartiano», conferma Iezzo, «è un giocatore che ho allenato al Botev Vratsa ed è stato l’artefice di una salvezza miracolosa. Il ragazzo ha dato la disponibilità a venire, ma ha un contratto con il Botev fino al 2025 e difficilmente lo lasceranno andare».
Alla ripresa del campionato di serie D, domenica 7 gennaio, il Chieti affronterà all’Angelini l’Atletico Ascoli.
Giammarco Giardini
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