Il Belgio, generazione di fenomeni

12 Giugno 2016

I nostri avversari. Da Courtois a Lukaku, da Hazard a De Bruyne, squadra stellare

DALL’INVIATO A LIONE. La prima impressione è quella di trovarsi di fronte al Brasile. Squadra meticcia con giocatori di colore, mulatti, olivastri ma anche bianchi e con i capelli rossi. Eppoi fino all’aprile scorso era in testa al ranking mondiale della Fifa. Strideva però quella divisa rossa decisamente diversa da quella della Selecào. E in effetti non si tratta del Brasile ma del Belgio che con il suo cielo grigio, la nebbia perenne e l’umidità è l’opposto del solare paese sudamericano. Ma nel mondo globale accade che la squadra più forte del mondo possa essere quella fiamminga o vallone, a seconda dei punti di osservazione. E pensare che il Belgio è stato sempre serbatoio inesauribile di ciclisti. Intendiamoci, i Diavoli Rossi hanno spesso viaggiato in prima classe e come non dimenticare la finale agli Europei del 1980 persa contro la Germania. Poi una presenza costante in mezzo al gruppo per usare una metafora ciclistica fino alla fuga degli ultimi anni. Già, perchè adesso è esplosa una generazione di fenomeni, frutto della maturazione dei figli delle colonie e dei nuovi belgi figli di immigrati ma anche di un’attenta politica della federazione che ha allestito delle accademie in tutto il territorio.

Basta scorrere la lista dei convocati per rendersi conto del valore della squadra: da Courtois a Lukaku, passando per Fellaini, Mertens, Nainggolan, Hazard, De Bruyne, Mertens. E manca anche una pedina fondamentale, quel Vincent Kompany fuoriclasse della difesa. Una squadra con la vocazione offensiva, molto brasiliana nel palleggio e nello stile di gioco e con qualche amnesia difensiva.

In panchina c’è Marc Wilmots, ex centrocampista dai piedi delicati che era stato disastroso negli esordi in panchina con il Schalke e il Saint Truiden tanto da abbracciare la carriera politica. È rientrato in pista qualche anno fa come assistente di Advocaat e Leekens per poi prendere in mano in prima persona la nazionale belga.

Non è presuntuoso il selezionatore, sa che Conte ha inviato i suoi 007 nel quartier generale belga ma prepara le contromosse.

«Conte può giocare col 3-5-2, il 4-3-3 o il 4-2-3-1 – ha detto il Ct belga – ci possiamo aspettare delle sorprese. Ma anch’io posso essere sorprendente». (v.b.)

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