Il Chieti va al Coni il 14 luglio. Ma resta il rebus societario

La situazione neroverde. Fissata la data dell’udienza al Collegio di garanzia per sperare ancora nella serie D. Russo incontra a Roma esperti di diritto sportivo: «La situazione è complessa». (Nella foto, l’avvocatessa dei neroverdi Nicoletta Maria Carè)
CHIETI. La data è stata fissata. I tempi sono più lunghi del previsto. Si esaminerà il 14 luglio, alle ore 14, il ricorso del Chieti presso il Collegio di garanzia del Coni. La comunicazione via pec è arrivata ieri all’avvocatessa dei neroverdi Nicoletta Maria Carè quasi un mese dopo che la società ha depositato il ricorso. Il Chieti ha impugnato la sentenza della corte federale d’appello che ha inflitto undici punti di penalizzazione ai neroverdi per il mancato pagamento degli stipendi, condannando la squadra alla retrocessione in Eccellenza. La società chiede l’annullamento della sentenza di secondo grado o, in via subordinata, la rimodulazione della stessa nel -4 (facendo leva sull’interpretazione della norma seconda la quale va tolto un punto per ogni mensilità non corrisposta senza moltiplicarlo per il numero di tesserati) con conseguente rettifica della classifica finale della stagione 2025-2026 e la riammissione in serie D.
Al di là delle speranze dei tifosi e di quella che sarà la decisione del Coni, sorprende il fatto che l’udienza sia stata fissata a metà luglio quando i termini per le iscrizioni in serie D e in Eccellenza sono già scaduti. In questo momento, però, la categoria è l’ultimo dei problemi per il Chieti che non sa ancora se e come ripartirà. La priorità resta salvare la società. La trattativa per la cessione a Pino Russo è in piedi, ma si fa sempre più complicata per la mancanza dei bilanci degli ultimi due anni, l’elevata esposizione debitoria e la poca chiarezza sulla titolarità della società con il caso irrisolto della Wip Finance, detentrice ancora dell’85%. Ieri, intanto, Russo, accompagnato dal suo consulente Enzo Amadio, ha incontrato a Roma due esperti di diritto sportivo per avere consigli su come provare a sbrogliare la matassa. «La situazione è complessa», dice Russo, «ogni giorno esce fuori qualcosa di nuovo e diventa difficile chiudere la trattativa. Io sono tornato dall’Argentina perché voglio prendere il Chieti, ma non è facile. Con Gianni Di Labio e i nostri consulenti stiamo cercando la soluzione migliore per salvare la società. Entro martedì bisogna decidere cosa fare perché non si può più andare per le lunghe».
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