Serie A

Il commentone della 20esima giornata di Serie A

12 Gennaio 2026

Il big match tra Inter e Napoli finisce in parità, con un 2-2 ricco di colpi di scena e rimonte. Non ne approfitta però il Milan, fermato ancora una volta da una squadra che lotta per non retrocedere, la Fiorentina. In zona salvezza, gran balzo in avanti del Parma, trascinato da Pellegrino

Como vs Bologna

La 20esima giornata si apre con due sfide alle 15: Como-Bologna e Udinese-Pisa. Al Sinigaglia va in scena uno scontro interessantissimo, tra due squadre che sognano l’Europa. Pronti, via e subito una grande occasione per i rossoblu: la difesa comasca si fa trovare impreparata, con Fabbian che appoggia a rimorchio per Castro, la cui conclusione viene strozzata. Il pallone resta però in gioco e finisce tra i piedi di Cambiaghi: l’esterno azzurro ci arriva in scivolata ma Butez compie un salvataggio miracoloso, uno dei migliori fin qui del campionato. Scampato il pericolo, i lariani cercano di rispondere, con diverse opportunità: prima ottimo movimento di Jesus Rodriguez e tiro respinto da Ravaglia, poi disattenzione clamorosa di Lucumì, che serve Nico Paz, ma altro salvataggio dell’estremo difensore italiano, che riesce a recuperare velocemente la propria posizione, infine gran passaggio rasoterra di Da Cunha per Vojvoda, che però sfiora soltanto. Nella ripresa cambia però tutto: dopo appena 4 minuti si stappa la gara. Castro scippa il pallone dai piedi di Vojvoda e favorisce Cambiaghi, che mette fronte alla porta: l’ex Empoli si incunea nella difesa lombarda e poi trova la conclusione vincente, che passa prima tra le gambe di Kempf e poi anche tra quelle di Butez. Come detto, è questo il momento che modifica il canovaccio tattico del match: i biancoblu sono ora obbligati ad attaccare con maggiore convinzione, mentre i felsinei possono dettare il ritmo. È un altro episodio che risulterà poi decisivo: Cambiaghi vince un contrasto con Van Der Brempt, che protesta per il mancato fischio. Tornando nella propria metà campo, il belga provoca l’avversario con una spallata, che però risponde con una gomitata istintiva, toccando l’ex Salisburgo in volto. Il direttore di gara Abisso viene richiamato all’on field review e decide di ammonire Van Der Brempt per il gesto antisportivo, mentre espelle Cambiaghi per condotta violenta. In 11 vs 10 l’inerzia tende ora dalla parte della formazione di Fabregas, che cerca di attaccare a pieno organico: al 64’ il Como conquista un calcio di rigore ma poi viene revocato in un secondo momento dopo revisione al monitor, con Douvikas che non fa nulla per restare in piedi. Le chances iniziano sempre più ad aumentare, come quella clamorosa al 68’ per Nico Paz: un traversone di Caqueret giunge all’argentino, che aggancia e tira, colpendo però la base del palo. Sembra non esserci nulla da fare, ma come un fulmine a ciel sereno arriva l’1-1, in pieno recupero: Martin Baturina, subentrato appena 10 minuti prima, sfida Sulemana, poi se la sposta sul destro e disegna una parabola strepitosa, che si infila all’incrocio dei pali. Gol stupendo dell’ex Dinamo Zagabria, il secondo in campionato, che consente ai lariani di mantenere invariata la distanza in classifica.

Udinese vs Pisa

Al Bluenergy Stadium di Udine arriva il Pisa, fanalino di coda della Serie A che cerca di abbandonare l’ultima posizione. La sfida è subito interessante, con le Torri che prima vanno vicine all’1-0 con Moreo e poi trovano il vantaggio al 13’: Aebischer appoggia sull’out mancino a Tramoni, che decide di convergere sul piede forte e scatena un destro imprendibile, con una traiettoria a uscire che sorprende Okoye. Ma l’equilibrio viene presto ristabilito, appena 6 minuti più tardi: corner perfetto di Zaniolo e incornata decisiva di Kabasele, che trova così la seconda gioia personale in stagione. Inizia una fase molto tattica del match, con le due squadre che ora temporeggiano e si studiano. Ma al 35’ arriva l’episodio chiave: cross a rimorchio di Bertola per Ekkelenkamp, che non impatta il pallone a causa di un intervento in scivolata di Leris. Ayroldi viene richiamato per riguardare l’azione e, dopo essersi consultato anche con la sala VAR, opta per l’assegnazione del penalty: dal dischetto è infallibile Keinan Davis, che fa 3/3 dagli 11 metri e si porta a quota 6 in stagione. Rimonta completata da parte dei bianconeri, che però viene vanificata nella ripresa a causa di un errore da matita blu da parte di Okoye: l’estremo difensore nigeriano non trattiene un colpo di testa di Piccinini, con Meister che è il più lesto sulla ribattuta e sigla così il 2-2. E nell’ultimo quarto d’ora entrambe hanno l’occasione per vincerla: al 77’ Meister viene servito in campo aperto da Tramoni e cerca la conclusione di potenza, con Okoye che salva grazie anche all’aiuto del palo; all’89’, invece, doppia chance friulana, prima con Atta e poi con Davis: il francese viene servito perfettamente da Solet e prova a battere Scuffet, con il palo che gli strozza in gola l’urlo di gioia. L’azione non è però terminata e Solet inventa di nuovo, con Bertola lucidissimo ad appoggiare per Davis: l’inglese si divora completamente il gol, calciando alto da sottomisura. Termina per 2-2 un divertente Udinese-Pisa, con padroni di casa che restano a metà classifica mentre i nerazzurri ottengono un punto che non smuove la classifica, ma che comunque evita di complicarla ulteriormente.

Roma vs Sassuolo

Alle 18 la Roma ospita il Sassuolo. Primo tempo molto complicato per i giallorossi, che non riescono a tenere bene le distanze e faticano nella costruzione delle azioni. Sono proprio i neroverdi ad avere la migliore occasione: grande imbucata di Idzes per Ismael Koné sul filo del fuorigioco, con Svilar che è bravissimo a respingere in uscita bassa. Il pallone non viene però allontanato e termina tra i piedi di Laurienté, che però conclude largamente sul fondo. Nella ripresa la Lupa torna in campo con un piglio diverso, con una maggiore voglia di indirizzare a proprio favore la partita. E le occasioni non tardano ad arrivare: al 54’ bella conclusione di El Shaarawy da fuori area, respinta da Muric sul mancino di Tsmikas, che però calcia alto; al 59’ rigore prima assegnato e poi revocato per posizione di fuorigioco di Soulé; al 69’ grande parata di Muric su Pisilli, che aveva trovato un buon angolo di tiro nonostante la posizione defilata. Insomma, la Magica ha aumentato i giri del motore, con la rete che sembra non voler arrivare. Ma è solo questione di minuti: buona finta di Celik e palla spostata sul mancino, con l’Olimpico che lo invita al tiro. Il turco però non se la sente di concludere con il piede debole, decidendo saggiamente di appoggiare: il pallone arriva tra i piedi di Soulé, che mette un cross morbidissimo solo da spingere in rete, sul quale arriva con i tempi giusti Manu Koné, che trova il secondo gol consecutivo in casa. La rete carica i capitolini, che poco più di 120 secondi dopo trovano il raddoppio: Ghilardi riceve in zona offensiva da Celik e mette in mezzo, El Shaarawy aggiusta con l’esterno e Soulé deposita in rete, mettendo a segno una rete stupenda nella costruzione e nella finalizzazione. Nel finale cerca la gloria personale anche il Faraone, ma non riesce a inquadrare lo specchio della porta con un gran tocco sotto. Vittoria fondamentale per la squadra di Gasperini, che si porta, seppur temporaneamente, a +1 sul Napoli, a pari punti con il Milan e a -3 dall’Inter, anche se le tre formazioni appena citate hanno ancora due gare da giocare.

Atalanta vs Torino

In serata si affrontano Atalanta e Torino. Il match si sblocca immediatamente: gran corner di Bernasconi e ottima deviazione aerea di De Ketelaere, che anticipa tutti sul primo palo e torna al gol in campionato 119 giorni dopo. Un’importante nota di merito all’assistman, Lorenzo Bernasconi: il prodotto del settore giovanile è diventato titolare a suon di buone prestazioni e sta pian piano convincendo sempre più persone riguardo al suo impiego, che sta diventando costante anche grazie al suo ottimo mancino. La Dea sposta l’inerzia della partita dalla propria parte e cerca il doppio vantaggio: Zalewski non passa Ismajli ma viene favorito dall’imbucata immediata di Ederson: l’ex Inter si presenta davanti a Paleari ma chiude troppo il piatto del piede, semplificando l’intervento del portiere. E anche nella ripresa continuano le chances per il 2-0: De Ketelaere supera Coco con astuzia e appoggia a rimorchio per Krstovic, che però conclude male, con Aboukhlal che rischia anche l’autogol. L’azione subito successiva è ancora più pericolosa: Zalewski libera Zappacosta con un gran colpo di tacco, ma l’esterno italiano viene fermato dal grandissimo riflesso di Paleari e poi dal legno. Iniziano a diventare tante le minacce nerazzurre, che scuotono un po’ il Toro: al 69’ è grandiosa la parata di istinto di Carnesecchi ai danni di Maripan, che evita un gol che avrebbe avuto il sapore di beffa. Ora però sono usciti i granata, che prendono sempre più consapevolezza: dopo appena 6 minuti Simeone viene lanciato in campo aperto e deve intervenire ancora uno strepitoso Carnesecchi per blindare il risultato. L’ultimo pallone della gara è affidato al mancino di Biraghi, che però non riesce a mettere in area un cross sufficientemente alto: Scamacca libera e permette a Pasalic di involarsi verso la porta, battere Paleari e sfogare tutta la propria emozione, con il gol che viene dedicato al papà recentemente venuto a mancare. Vittoria importantissima in vista Europa per gli orobici, che accorciano la distanza in classifica con il Como.

Lecce vs Parma

La domenica inizia con la sfida dell’ora di pranzo tra Lecce e Parma. Al Via del Mare va in scena una sfida divertente e ricca di occasioni, che si sblocca dopo neanche un giro d’orologio: Banda crossa in mezzo per Stulic, bravissimo a tenere Valenti a distanza e a coordinarsi velocemente, con la girata che vale l’1-0 e il secondo timbro in campionato. La rete permette ai padroni di casa di attaccare con più moderazione, consapevoli però dell’importanza che avrebbe ottenere i 3 punti contro una squadra che lotta per lo stesso obiettivo. E al 34’ un altro squillo preoccupa la difesa crociata: Banda appoggia al limite per Maleh, che ha il tempo di stoppare, guardare la porta e far partire la conclusione, che per sua sfortuna si infrange sul palo. La gara è praticamente solo a tinte giallorosse, con poche iniziative da parte della formazione di Cuesta. Ma nella ripresa cambia tutto, a causa di una follia di Lameck Banda: l’ala zambiana si rende protagonista di un’entrata scellerata ai danni di Del Prato, che gli costa l’espulsione. Si capovolge, così, l’inerzia della partita: nonostante siano sotto di un gol, questa è una gigantesca occasione per i ducali. E se al 62’ Bernabé colpisce la traversa da oltre 25 metri, con un tiro formidabile, destino diverso ha il traversone proprio dello stesso numero 10 appena 2 minuti più tardi: gran cross a rientrare e sfortunata deviazione amica di Tiago Gabriel, che prolunga la traiettoria del pallone e inganna il proprio portiere. Passano solo 8 minuti e la rimonta può dirsi completata: ottimo corner di Bernabé e stacco perentorio di Pellegrino, che domina nei pressi dell’area piccola. Nel finale i gialloblu hanno anche l’occasione per chiudere definitivamente il match, ma Oristanio centra il terzo legno della gara. Infine, nel recupero, altro gesto sconsiderato, stavolta di Gaspar, che perde la testa e scalcia Pellegrino disteso a terra. Successo di fondamentale importanza anche per il Parma, che si distanzia dalla zona retrocessione.

Fiorentina vs Milan

Alle 15 la Fiorentina sfida il Milan, che ha l’enorme opportunità di agganciare l’Inter e godersi da spettatrice lo scontro proprio tra i nerazzurri e il Napoli. Al Franchi entrambe si giocano moltissimo, con la viola che invece cerca di rosicchiare qualche punticino alle concorrenti per la salvezza. L’inizio è molto ordinato, con le formazioni che cercano di prendere le distanze e di fissare i riferimenti. Ad ogni modo, al 12’ i rossoneri hanno un’ottima chance: lancio lunghissimo di De Winter, leggera spizzata di Fulkrug e grande accelerazione di Pulisic, che recupera qualche metro a Fagioli ma poi sbatte contro De Gea, uscito a cannone sullo statunitense. La migliore notizia del primo tempo del Diavolo è senz’altro la gran connessione del nuovo tandem d’attacco, Pulisic e Fulkrug: il tedesco è in versione uomo assist, a causa della sua struttura fisica che viene utilizzata principalmente in qualità di boa, con la volontà di sfruttare l’ottima protezione spalle alla porta e le sponde. Sono proprio le sponde a rivelarsi fondamentali, come le due che permettono al vice-capocannoniere del campionato di tirare: sulla prima il numero 11 si allarga troppo e colpisce l’esterno della rete, mentre sulla seconda De Gea alza il muro, anche se l’ex Chelsea avrebbe potuto fare molto meglio. Nella ripresa cambia completamente il canovaccio tattico del match: i gigliati rientrano con una grande carica e accettando i duelli anche in campo aperto, dimostrando così coraggio e un pizzico di spregiudicatezza. E le occasioni arrivano immediatamente: al 50’ Gosens va a vuoto su un cross di Mandragora e Maignan salva con un po’ di fortuna, con la sfera che gli sbatte sul piede. Si alza così la pressione offensiva degli uomini di Vanoli, espulso per proteste nel primo tempo, che viene premiata al 66’: gran traversone a rientrare di Gudmundsson e testata decisiva di Comuzzo, che sblocca una gara complicatissima. È però nel finale che succede di tutto: Fagioli perde una palla sanguinosa e dà il via alla ripartenza rossonera, guidata centralmente da Fofana. Il francese, che ha tanto da farsi perdonare dopo lo scivolone contro il Genoa, si inventa un gran filtrante con il mancino per Nkunku: il connazionale conclude di prima intenzione, con il bolide che tocca il palo e si insacca. Rete splendida dell’ex Chelsea, che pareggia i conti. Sembra finita qui, ma c’è spazio per un’altra, doppia opportunità: Fagioli conclude dal vertice dell’area di rigore e una deviazione consente al pallone di giungere tra i piedi del neoarrivato Brescianini, che spacca la traversa. L’azione sembra terminata e il Diavolo riparte, ma un gran blitz di Dodo dà l’ultima palla-gol ai toscani: Solomon imbuca per Kean sul filo del fuorigioco, ma Maignan esce a valanga e salva il risultato. Altri punti persi per gli uomini di Allegri contro una squadra della zona destra della classifica, mentre è un punto di grande importanza per De Gea e compagni, che restano in zona rossa ma con il morale un po’ più alto.

Verona vs Lazio

Alle 18 la Lazio va a giocare a Verona contro la formazione di Zanetti, galvanizzata dopo il pareggio per 2-2 al Maradona. Al Bentegodi la gara è molto bloccata, fatta eccezione per un’ottima chance in avvio: Isaksen ruba palla a Valentini e tira con il destro, con lo stesso difensore argentino che si oppone in scivolata; la palla resta in zona pericolosa e arriva a Noslin, che però conclude alto sopra la traversa a porta completamente vuota. Oltre a questa opportunità, come detto, le emozioni scarseggiano, con potenziali occasioni che però difficilmente si tramutano in pericoli. Serve un episodio per sbloccare il match e, al 79’, ecco che arriva: Cancellieri premia la sovrapposizione interna di Lazzari, che di prima rigioca in mezzo. Nelsson chiude la linea di passaggio centrale ma per sua sfortuna il pallone si impenna, terminando inesorabilmente in fondo alla rete. È la sfortunata autorete dell’ex Roma a decidere la gara, che consente all’Aquila di superare Udinese e Bologna e di stabilirsi all’ottavo posto in classifica.

Inter vs Napoli

In serata si gioca il big match di giornata, lo scontro al vertice tra Inter e Napoli. È una sfida tesissima e molto interessante, sia a causa degli attriti causati dall’andata sia per via delle difficoltà dei nerazzurri negli scontri diretti. Viene sicuramente in mente l’acceso scontro tra Lautaro e Conte, a dimostrazione di un “amore” mai sbocciato veramente, così come erano state molto veementi le proteste del Biscione a causa del rigore concesso nei primi 45 minuti. Ma ora è tutto alle spalle e ciò che conta è il presente, con i partenopei che devono assolutamente evitare di perdere per non distanziarsi di ben 7 punti dalla vetta, al netto però di alcune defezioni che inevitabilmente condizionano le scelte del proprio tecnico. L’intensità è subito altissima, con gli azzurri che approcciano molto bene la gara ma che alla prima occasione concessa vanno in svantaggio: Zielinski recupera un pallone a centrocampo ai danni di McTominay e dà il via alla ripartenza, favorendo Lautaro. L’argentino guida per qualche metro l’azione e poi affida il pallone lateralmente a Thuram, che è molto bravo a temporeggiare per permettere a Dimarco di sovrapporsi: il figlio d’arte serve così l’esterno sulla corsa, che di prima intenzione si coordina perfettamente, mandando il pallone all’angolino. Contropiede perfetto della squadra di Chivu, che viene concluso nel migliore dei modi da uno dei giocatori maggiormente in forma, che trova il secondo gol consecutivo dopo la rete contro il Parma. Il gol manda nel pallone i campani, che passano qualche minuto in affanno prima di riassestarsi. Ma poi, alla prima vera scorribanda offensiva, ecco il pari: Spinazzola fa passare il pallone tra Luis Henrique e Bastoni, servendo Elmas: il macedone la gioca immediatamente in mezzo per McTominay, che anticipa Akanji e si fa perdonare l’errore che era costato l’1-0. Era fondamentale ristabilire l’equilibrio per la formazione di Conte, perché è sempre un pericolo doversi scoprire troppo contro la Beneamata. Nella ripresa lo schema tattico della partita resta sostanzialmente lo stesso, con entrambe che non rinunciano ad attaccare ma cercando di chiudere gli spazi quando ad avere il pallino del gioco sono gli avversari. Tuttavia, dopo appena 3 minuti, Akanji legge male una situazione, con Hojlund che viene così lanciato a rete: il danese corre e poi se la sposta sul mancino, con il tiro che accarezza il palo e termina a lato. Il rientro dagli spogliatoi dei meneghini non è perfetto, con il palleggio che è sempre più complicato dall’ottima difesa partenopea. Allora Chivu mette in campo Mkhitaryan, con l’intenzione di dialogare maggiormente palla a terra e dandogli la libertà di inserirsi. È proprio da un inserimento dell’armeno che arriva un episodio fondamentale: l’ex Dortmund, Arsenal e Roma entra in area di rigore con caparbietà e poi scarica a rimorchio per Thuram, con l’azione che continua a svilupparsi e porta al tiro fuori di un soffio di Bastoni. Ma a finire sotto la lente d’ingrandimento è l’intervento ai danni del 36enne di Erevan, con Rrahmani che interviene in ritardo e gli calpesta il piede: siamo di fronte alla classica situazione dello step on foot, con Doveri che viene richiamato al monitor e decide di assegnare il calcio di rigore all’Inter. Sono eclatanti le proteste di Conte, che proprio un anno fa era stato molto polemico contro la terna arbitrale a causa di un altro rigore; in questa situazione la protesta è però troppo plateale ed eccessiva, con il direttore di gara che espelle il leccese, che non si placa neanche all’ingresso del tunnel che porta agli spogliatoi. Sul dischetto va ovviamente Calhanoglu, che però deve scacciare un brutto ricordo contro gli azzurri: infatti, l’anno scorso il turco aveva colpito il palo, in un match che poi è stato importantissimo per la corsa al titolo: stavolta il 20 non sbaglia, calciando un rigore imparabile che scheggia il montante e poi termina in porta, facendo esplodere San Siro. Passano però appena 8 minuti e arriva il pari: azione insistita, con Politano che crossa sul secondo palo. Il pallone viene fatto scorrere dalla difesa interista ma Lang ripropone in mezzo prima che la sfera termini sul fondo: il passaggio giunge sul destro, ancora una volta, di Scott McTominay, che sigla la doppietta personale e il quarto gol in altrettante sfide contro l’Inter. L’ex United si è caricato la sua squadra sulle spalle nei momenti più importanti del match, trascinando anche emotivamente i suoi compagni. Sembra finita qui, ma arriva una gigantesca occasione per i nerazzurri nel finale: Bonny resiste di fisico prima a Politano e poi a Rrahmani, appoggiando a rimorchio per Mkhitaryan: il tiro dell’armeno viene deviato decisivamente da Di Lorenzo, con il pallone che si stampa incredibilmente sul palo. Termina così il divertentissimo scontro per le zone alte della classifica, con un pareggio che in fin dei conti accontenta entrambe.

A chiudere la giornata i posticipi Genoa-Cagliari, fondamentale per la lotta salvezza, e Juventus-Cremonese, con la Vecchia Signora chiamata a rispondere alla vittoria della Roma.