Il commentone della 22esima giornata di Serie A

Mini fuga Inter, con il Milan che viene fermato dalla Roma e con il Napoli che cade rovinosamente a Torino contro la Juventus. In zona salvezza Cagliari e Genoa si portano, rispettivamente, a +8 e a +6 dalla Fiorentina terzultima, che dopo quattro risultati utili consecutivi si arrende al Casteddu
Inter vs Pisa
La 22esima giornata si apre con l’anticipo tra Inter e Pisa. I padroni di casa partono con il piede sull’acceleratore, ma dopo appena 11 minuti un errore di Sommer costa carissimo: lo svizzero imposta l’azione dal limite dell’area di rigore ma sbaglia l’appoggio, con il pallone che si insacca nella porta rimasta completamente vuota a seguito di una splendida conclusione da parte di Moreo. Il gol subito blocca anche mentalmente il Biscione, che al 23’ va addirittura sotto di due gol: corner arcuato di Tramoni e stacco perentorio di Moreo, che firma la sua seconda doppietta in campionato dopo quella al Torino, anche se questa ha un sapore speciale nella cornice di San Siro. Ai meneghini serve una scossa immediata, con Chivu che cambia la partita: al 34’ mette in campo Federico Dimarco al posto di Luis Henrique. E i risultati sono immediati: ottimo cross di Sucic proprio per l’esterno italiano, con Scuffet che compie un grande intervento. La palla resta però in zona pericolosa e Zielinski si coordina dal limite, con Tramoni che intercetta il pallone con la mano: nessun dubbio per Marcenaro, che concede il penalty. Dal dischetto va proprio l’ex Napoli, che spiazza Scuffet e riporta l’Inter in vita. È una gara completamente diversa ora: la Beneamata attacca a testa bassa in cerca del pari, mentre le Torri stringono i denti. Al 42’ arriva il 2-2: Lautaro allarga per Dimarco dalla trequarti e corre a riempire l’area, arrivando in terzo tempo sul traversone del compagno e portando a 12 il suo bottino in campionato, pareggiando così lo score dell’anno passato. I lombardi sono veramente un’ira di Dio e, al secondo minuto di recupero, riescono a completare la rimonta: Lautaro allarga per Bastoni, che di prima intenzione mette in mezzo: sul traversone arriva puntuale Pio Esposito, che prende il tempo a Canestrelli e schiaccia in porta, realizzando un gol da vero bomber. In appena 8 minuti la formazione di Cristian Chivu mette a segno 3 reti e si porta in vantaggio, dopo un inizio shock. Nella ripresa i nerazzurri di Milano provano in tutti i modi a chiudere i conti, ma non riescono a farlo con facilità: al 59’ grande riflesso di Scuffet su Esposito, mentre al 63’ prima è bravissimo Scuffet su Thuram e poi è provvidenziale Calabresi su Dimarco, che in scivolata salva un gol già fatto grazie anche all’aiuto del palo. Ma all’82’ ecco il poker: grande percussione di Bonny e scarico su Thuram, che di prima la offre a Dimarco dall’altra parte: l’ex Verona si coordina benissimo e sigla un gran gol, con la sfera che si insacca dopo aver colpito entrambi i pali. Nel finale super manita del Biscione, con Bonny che realizza la quinta rete dopo una grande iniziativa personale e con Mkhitaryan che da due passi torna al gol 453 giorni dopo. Vittoria fondamentale della capolista, che può godersi un fine settimana da spettatrice sperando di allungare su Milan e Napoli; da sottolineare anche la prestazione degli uomini di Gilardino, che poco hanno potuto quando i padroni di casa hanno aumentato i giri del motore ma che comunque hanno spaventato gli avversari con l’ottimo avvio.
Como vs Torino
La prima sfida del sabato è tra Como e Torino. Al Sinigaglia la gara si stappa subito: splendida imbucata di Da Cunha per Douvikas, che regge all’urto di Coco e poi infila Paleari, siglando una splendida rete. Il cronometro recita appena 8 minuti: che partenza dei lariani! I biancoblu hanno tutta l’inerzia dalla propria parte e, al 16’, trovano il 2-0: Baturina riceve quasi a centrocampo, conduce palla e conclude dai 20 metri, incastrando il pallone all’angolino. Momento strabiliante per Martin Baturina, che dopo un inizio un po’ complicato sta prendendo sempre più spazio e i numeri confermano la sua importanza: nelle ultime 4 partite, sono ben 3 le reti e 2 gli assist. Il Toro è in pieno affanno ed è merito di Paleari se la differenza è solo di due gol a fine primo tempo: l’ex Benevento è super su un’altra azione dello scatenato Douvikas. Nella ripresa un episodio chiude i giochi: Douvikas chiede un calcio di rigore per fallo di mano da parte di Maripan. Il direttore di gara Feliciani viene richiamato al monitor e decide di assegnare la massima punizione, anche se i dubbi restano: il difensore cileno prende il pallone con il braccio ma dopo ben due tocchi con entrambe le ginocchia, per cui sembra errata la decisione. Dagli 11 metri si presenta Da Cunha, che con il mancino la piazza all’incrocio dei pali e sigla il secondo gol stagionale, anche stavolta dal dischetto. I granata sono usciti mentalmente dalla partita, anche se è difficile pensare a un momento in cui siano stati ben messi in campo: le colpe sono senz’altro di Baroni, anche se non è l’ex tecnico della Lazio ad andare in campo, per cui ciascuno dovrebbe analizzare lucidamente la gara e pensare alle proprie responsabilità. Nel finale il passivo si fa sempre più pesante: al 66’ ottima imbucata di Baturina per Douvikas, che salta Paleari e deposita in porta; al 70’ Kuhn tira a giro dal vertice dell’area di rigore e, anche per colpa di una deviazione, Paleari non ci arriva; al 76’ Caqueret fissa il risultato sul 6-0 finale con una gran conclusione di controbalzo dal limite. Successo senza storie per gli uomini di Fabregas, che si rendono protagonisti di una partita perfetta e conquistano, in attesa di Juventus-Napoli, la quinta posizione; riflessioni in corso in casa piemontese, con il Torino che si trova ora a soli 6 punti dalla zona retrocessione.
Fiorentina vs Cagliari
Alle 18 si affrontano Fiorentina e Cagliari, con la viola che gioca la prima gara tra le mura amiche dopo la morte di Rocco Commisso. Inizia meglio la squadra di Vanoli, con qualche occasione sparsa specie per Gudmundsson, ma ad andare in vantaggio è il Casteddu: Zé Pedro salta un avversario con un sombrero e poi innesca Palestra con un gran lancio d'esterno; l'esterno in prestito dall'Atalanta è bravissimo a tenerla in campo e a portarla avanti con la testa, servendo poi sul secondo palo Kilicsoy: il turco colpisce, trovando la deviazione di Comuzzo che inganna De Gea. È una rete fondamentale, che cambia gli equilibri: i gigliati sono obbligati ad attaccare con ancora più intensità, mentre i rossoblu gestiscono il +1. Per i padroni di casa è sempre Albert Gudmundsson il più attivo: l’islandese riceve a centro area da Dodò, salta Mazzitelli con un gran numero e tira, centrando in pieno Caprile. Nella ripresa si fa ancora più dura per la viola, dopo appena 86 secondi: Fabbian allarga sulla destra ma Obert capisce tutto e trasforma l’azione da difensiva in offensiva. Gran cavalcata del numero 33, che poi serve Sebastiano Esposito al limite dell’area: l’ex Inter con un tocco di fino serve sulla corsa Palestra, che aggancia e conclude in corsa trafiggendo De Gea. Primo gol in Serie A per Marco Palestra, che a suon di ottime prestazioni sta attirando l’interesse di tante big italiane ed estere. Il doppio svantaggio è una mazzata, con i toscani che faticano e rientrare psicologicamente nel match: Gudmundsson prova a trascinare i suoi, ma manca il bersaglio per pochi centimetri. La svolta arriva al minuto 74: Solomon scarica, Dodò la mette forte in mezzo e Brescianini deposita in rete da pochi passi, riaprendo la partita e dando una speranza agli ultimi minuti. Il finale è però molto confuso: Brescianini è pericolosissimo al 79’, con Mina che salva sulla linea, mentre è miracoloso Caprile su Fabbian trenta secondi più tardi. Finisce 1-2 al Franchi, con De Gea e compagni che interrompono la striscia di imbattibilità e restano ancorati al terzultimo posto, mentre il Cagliari sale a +8 dalla zona retrocessione.
Lecce vs Lazio
Alle 20.45 il Lecce ospita la Lazio, reduce da un periodo tutt’altro che semplice. La gara non ha ritmi elevatissimi già dai primi minuti, con i giallorossi a rendersi più pericolosi degli avversari: al 19’ Provedel si distende su un tiro potentissimo ma non molto angolato di Coulibaly. Ma l’occasione più grande arriva al 39’: Ramadani riceve spalle alla porta sulla trequarti, si gira, punta la difesa avversaria e fa partire una conclusione in caduta, che si infrange sulla traversa. Chance enorme per i salentini, che sono anche sfortunati. La ripresa è, se possibile, ancora meno entusiasmante dei primi 45 minuti, con la sfida che termina sul punteggio di 0-0. È un pareggio che non va bene a nessuna, in realtà: i pugliesi sono andati più vicini alla rete ma si sono dovuti arrendere a Provedel e al legno, mentre l’Aquila non è andata neanche vicina al gol che avrebbe potuto cambiare il parziale.
Sassuolo vs Cremonese
La domenica inizia con la partita dell’ora di pranzo tra Sassuolo e Cremonese. Al Mapei Stadium i neroverdi la sbloccano dopo appena 3 minuti: ripartenza guidata da Laurienté, che fa 25 metri palla al piede in progressione e poi conclude. Il tiro è centrale ma prende uno strano giro, con Audero che si fa in parte sorprendere: la palla resta all’interno dell’area e il più lesto è Fadera, che con la punta torna a segnare dopo oltre 4 mesi. I grigiorossi cercano subito di rispondere, con Jamie Vardy: l’inglese riceve da Vandeputte e prova a prendere in controtempo Muric, che però ribatte con il piede. Non succede molto altro nella prima metà di gara, con la ripresa che parte sull’onda del primo tempo: le occasioni scarseggiano e la gara diventa molto fisica, con tanti duelli in mezzo al campo. A riaffacciarsi in attacco sono gli emiliani, al 69’: Laurienté va direttamente in porta da calcio di punizione, con Audero che è chiamato al miracolo per respingere la conclusione. Nel finale Pierini si gira in una frazione di secondo e colpisce incredibilmente la traversa, con una girata che poteva valere la candidatura al premio Puskas. Vittoria di misura per il Sassuolo, che torna a vincere dopo 50 giorni di digiuno.
Atalanta vs Parma
Alle 15 vanno in scena Atalanta-Parma e Genoa-Bologna. Alla New Balance Arena parte subito forte l’Atalanta, che dopo 13 minuti ha una grande opportunità per sbloccare il match: Raspadori la fa filtrare per Zalewski, che la sposta sul mancino e viene steso da Britschgi: calcio di rigore ineccepibile. Dagli 11 metri va Scamacca, che batte Corvi nonostante l’estremo difensore italiano avesse indovinato l’angolo. Ma i nerazzurri non sono ancora sazi e continuano ad attaccare: al 24’ palla persa da Circati e recupero di De Roon, con l’azione che si sviluppa sulla fascia destra; viene servito De Ketelaere, che punta Valenti e poi rientra con una meravigliosa sterzata, appoggiando a rimorchio per De Roon: l’olandese, che aveva dato il via alla transizione offensiva, la colpisce alla perfezione con il piattone, spedendola all’incrocio dei pali. Uno-due devastante degli uomini di Palladino, che indirizzano la partita in meno di mezz’ora. Nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione di gioco gli orobici cercano di raddoppiare a più riprese, ma senza riuscirci; nella ripresa invece arriva il 3-0, non senza aver rischiato di subire il gol che avrebbe dimezzato lo svantaggio: al 70’ Pellegrino riceve da Troilo e prova a piazzarla, ma Carnesecchi in spaccata salva il risultato. E, appena 3 minuti più tardi, ecco il tris: rilancio lungo di Carnesecchi, Pasalic la alza con il tacco e Krstovic si avventa sulla sfera prima di Troilo, rubandogli tempo e pallone: il montenegrino arriva sul fondo e, con grande freddezza, serve sul secondo palo Raspadori, che sigla così il primo gol in maglia Atalanta alla prima presenza da titolare. Nel recupero c’è spazio anche per il quinto gol nelle ultime cinque partite di Nikola Krstovic, che arriva prima di tutti su una respinta di Corvi e insacca in porta. Continua la rincorsa della Dea per il piazzamento europeo, mentre i crociati devono velocemente resettare per evitare ripercussioni anche nelle prossime partite.
Genoa vs Bologna
Al Ferraris il Genoa ospita il Bologna, in netto calo fisico e mentale che sta condizionando l’andamento in campionato. Sono però proprio i felsinei a partire meglio, per lasciarsi alle spalle il brutto momento: ci provano Lykogiannis e Rowe, con il neoacquisto Bijlow che risponde presente. È al 35’ che cambia il parziale: Dominguez punta, poi converge sul destro e appoggia per Ferguson, bravissimo a tenere la conclusione bassa, che termina in fondo alla rete dopo aver dato un bacio al palo. Vantaggio meritato, con il Grifone che non riesce a trovare le contromisure tattiche in questo primo tempo. E la ripresa inizia con il botto: Rowe imbuca per Zortea che di prima la mette in mezzo, con Otoa che anticipa Odgaard ma inganna anche il proprio portiere, realizzando uno sfortunato autogol. L’inerzia è completamente dalla parte degli emiliani, ma un episodio, molto discusso, cambia tutto: Skorupski esce dalla sua area di rigore e anticipa Colombo, poi manca il pallone nel tentativo di rinviarlo e, infine, stende Vitinha. Maresca è sicuro: cartellino rosso. Tuttavia, il direttore di gara della sezione di Napoli viene richiamato all’on field review per valutare la sua decisione: mancano infatti dei parametri per configurare l’intervento in un caso di DOGSO. Ricordiamo che i requisiti devono essere contemporaneamente presenti e sono: distanza dalla porta, direzione del gioco verso la porta, probabilità di mantenere il controllo del pallone da parte dell'attaccante e numero/posizione dei difendenti. In questo caso mancano ben due criteri fondamentali: la direzione dell’attacco è laterale, così come sono presenti ben 5 giocatori bolognesi dietro la linea del pallone. Ad ogni modo, Maresca decide di confermare la propria decisione. Malinovskyi si incarica della battuta del calcio di punizione: conclusione formidabile dell’ex Atalanta, che prende un giro a uscire che beffa Ravaglia, entrato senza riscaldamento. È cambiata completamente la gara: ora sono i liguri ad attaccare incessantemente, consapevoli della grande opportunità a disposizione. E al 78’ torna l’equilibrio: confusione in area Bologna, che fatica a sventare la minaccia; dal flipper emerge Marcandalli, che di testa la appoggia a Caleb Ekuban: l’attaccante nato a Villafranca di Verona colpisce meravigliosamente in girata, prendendo il tempo a Casale e beffando anche Ravaglia. I felsinei cercano allora di chiudersi a riccio e di scongiurare il pericolo di tornare a casa senza punti: il muro sembra resistere, ma un’altra giocata da fenomeno cambia lo scenario: Junior Messias elude l’intervento di Ferguson con una finta e poi tira a giro dal limite dell’area, disegnando una parabola splendida che si insacca all’incrocio dei pali. Rimonta pazzesca degli uomini di De Rossi, che ha un grandissimo merito: tutti e tre i gol sono stati siglati da giocatori subentrati, che hanno inevitabilmente cambiato l’andamento della sfida.
Juventus vs Napoli
Alle 18 si gioca il primo big match di giornata, la sfida tra Juventus e Napoli: accoglienza sempre particolare per Antonio Conte quando torna allo Stadium, accompagnata da fischi assordanti. Partenza a razzo della Vecchia Signora, che fin dalle prime battute prova a indirizzare la partita: al 19’ Yildiz recupera un pallone sull’out mancino e lo appoggia a rimorchio per Thuram, che prende la mira e cerca il secondo palo con una conclusione di precisione, che si stampa sul legno. Che inizio dei piemontesi, deciso e coraggioso. E tutti gli sforzi vengono ripagati 3 minuti più tardi: McTominay allontana, Locatelli la rimanda in area, poi Di Lorenzo prova a spazzarla ma il pallone finisce nuovamente in possesso del regista ex Sassuolo: è bravissimo il capitano bianconero a stoppare la sfera con il petto e a servire con un tacco volante David, che tiene a distanza Spinazzola e con il sinistro fredda Meret in uscita. Quarta rete in campionato per Jonathan David, che dopo un inizio complicato sta prendendo sempre più fiducia anche grazie alla continuità data da Spalletti. E, sulle ali dell’entusiasmo, i bianconeri vanno vicini al raddoppio: doppio anticipo secco di Bremer e palla affidata a Yildiz, che rientra sul destro e serve il tutto solo Conceicao, con Buongiorno che salva sulla linea un gol già fatto. Non c’è proprio partita sul piano delle occasioni, sebbene comunque i partenopei riescano a mantenere la distanza di una sola lunghezza a fine primo tempo. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: l’incontro resta molto combattuto, con tanti duelli in mezzo al campo. In particolare, la sfida nella sfida è tra Thuram e McTominay, con il francese che giganteggia a centrocampo dopo aver riconquistato una forma fisica ottimale nelle ultime gare. E, al 77’, arriva il colpo di grazia: Juan Jesus si rende protagonista di un passaggio orizzontale scellerato, con Miretti che riconquista palla: l’ex Genoa è bravissimo a temporeggiare e a servire Yildiz al momento giusto, che rientra e apre il piattone per il 2-0. 9 minuti più tardi Kostic mette il punto esclamativo: uno-due tra Thuram e McKennie, con il figlio d’arte che imbuca per il serbo: il pallone non viene controllato ma l’ex Francoforte se la ritrova tra i piedi dopo un rimpallo con Buongiorno, se la sposta sul mancino e fa partire una rasoiata a fil di palo, imprendibile per Meret. Passivo fin troppo pesante, ma che dà una misura del cinismo delle Zebre e delle difficoltà azzurre: infatti, i cambi hanno dato nuova linfa alla Juve, mentre Conte non aveva grandi scelte in panchina per poter cambiare la partita, con Giovane subito subentrato e con Lukaku al rientro dal lungo infortunio. È una vittoria fondamentale questa per Spalletti, che batte il proprio passato con un risultato netto e che forse richiama i bianconeri anche nella lotta allo scudetto, portandosi a -10 dall’Inter capolista e a -1 dal Napoli campione in carica.
Roma vs Milan
L’altro big match chiude il weekend di campionato: Roma vs Milan. All’Olimpico i giallorossi cercano la prima vittoria in questa Serie A contro una big, mentre il Diavolo non vuole perdere terreno in classifica a favore dell’Inter. Come spesso visto quest’anno, i rossoneri lasciano il pallino del gioco agli avversari e si concentrano più a difendere che ad attaccare, provando a sfruttare le eventuali ripartenze con i propri velocisti. Pronti, via e subito occasione per la Lupa: Konè intercetta un pallone sulla trequarti e imbuca per Malen, che esegue un controllo orientato perfetto ma poi strozza troppo la conclusione. Sono passati appena 15 secondi, ma si sono viste alla perfezione le caratteristiche sia dell’olandese che di Manu Konè. Otto minuti più tardi arriva un’altra chance per i capitolini: Ghilardi “mangia” Nkunku e favorisce la corsa di Donyell Malen, che la sposta sul destro ma viene murato; il pallone termina di nuovo tra i piedi di Ghilardi, che la appoggia a Dybala: la Joya serve Konè tutto solo al limite, che salta Modric ma poi conclude senza angolare troppo il tiro, con Maignan che respinge. È palpabile la voglia della Roma di spostare l’inerzia della gara dalla propria parte, ma fin qui Maignan non è chiamato a interventi decisivi. Continua però ad attaccare la formazione allenata da Giampiero Gasperini, con una chance clamorosa: ottima combinazione tra Cristante, N’Dicka e Malen, con l’ex Dortmund che viene imbeccato a tu per tu con il portiere ma si divora l’1-0. E nel recupero Maignan mette anche la propria firma sul pareggio a fine primo tempo: Cristante, nell’insolita posizione di ala destra, mette in mezzo un pallone interessante, che Celik colpisce al volo e che Magic Mike ribatte con l’avambraccio, di puro istinto. Nella ripresa cambia però tutto: prima Rabiot impegna Svilar dopo l’ottima azione personale di Bartesaghi, poi arriva il vantaggio meneghino: corner battuto corto, con Modric che disegna un’eccezionale parabola a rientrare che De Winter spinge in porta da pochi passi, siglando una rete di fondamentale importanza. Doccia gelata per i giallorossi, che dopo un primo tempo di dominio quasi assoluto si ritrovano sotto nel punteggio. Ma al 72’, in maniera anche un po’ casuale, ecco l’episodio che cambia tutto: Wesley riceve sulla fascia sinistra, rientra sul destro e mette in mezzo un cross molto profondo che Bartesaghi lascia scorrere: dietro al talentuoso classe 2005 arriva però Celik, che non riesce a riproporre a centro area per l’intervento con la mano del terzino italiano. Il calcio di rigore è ineccepibile, con Pellegrini che si presenta sul dischetto: sono moltissime le analogie con la gara di andata, in cui nel primo tempo aveva giocato molto meglio la Roma ma che non era riuscita a sbloccarla e, come un fulmine a ciel sereno, aveva poi subito il gol dello svantaggio; nel secondo tempo la sfida era diventata più equilibrata ma un calcio di rigore aveva concesso la possibilità ai giallorossi di pareggiare. Se però, il 2 novembre scorso, Dybala era stato ipnotizzato da Maignan, stavolta Pellegrini non trema davanti al portiere della nazionale francese, spedendo all’angolino la conclusione e pareggiando i conti. Finisce 1-1 tra Roma e Milan, con un pareggio che non fa contenta nessuna delle due ma limita i danni di una possibile sconfitta; è, tra l’altro, il primo pari in Serie A per Gasp, mentre il Diavolo mantiene in vita la striscia di 21 partite di imbattibilità.
A chiudere la giornata c’è Verona-Udinese, con i padroni di casa in cerca di punti per la salvezza e che dovranno essere ridisegnati in campo dopo la cessione di un punto fermo quale era Giovane.

