Calcio

Il commentone della 24esima giornata di Serie A

9 Febbraio 2026

Continua la fuga dell'Inter, che schianta il Sassuolo e si porta a un provvisorio +8 sul Milan (in attesa del recupero con il Como). In zona Champions, si ferma la Juve, che rimonta due gol di svantaggio contro la Lazio all'ultimo secondo, mentre il Napoli vince 3-2 nonostante l'uomo in meno. Ancora male la Fiorentina, con il Lecce che riesce a portarsi a +3

Verona vs Pisa

La 24esima giornata si apre con uno scontro salvezza fondamentale, la sfida tra le ultime due della classe: Verona e Pisa. Fin qui la situazione di classifica è molto complicata e, dopo gli ultimi risultati, entrambe le squadre hanno optato per il cambio di guida tecnica, con i padroni di casa che hanno affidato la panchina ad interim a Paolo Sammarco, mentre le Torri cercano la svolta con un allenatore giovanissimo, alle spalle solo di Carlos Cuesta per età: Oscar Hiljemark, ex tecnico dell’Elfsborg. E in campo si nota come gli schemi tattici non siano ancora stati assimilati dai giocatori, con i 22 in campo che non riescono a imporsi. Si registrano due grandi occasioni, una per parte. Ci provano prima gli scaligeri, con Gift Orban: il nigeriano si incarica della battuta di un calcio di punizione dai 25 metri, con il pallone che si infrange sul palo. A pareggiare il risultato di legni colpiti ci pensa Moreo, all’81: corner di Aebischer e incornata splendida dell’ex Brescia, che centra in pieno il montante; l’azione prosegue e arriva un altro traversone di Aebischer, con Caracciolo che impatta molto bene ma Montipò respinge. Termina dunque 0-0 tra Verona e Pisa, che restano a braccetto in ultima posizione.

Genoa vs Napoli

Il Genoa ospita il Napoli, nella prima gara del sabato. Pronti, via ed ecco subito il primo episodio del match: Buongiorno sbaglia un retropassaggio e regala il pallone a Vitinha, che anticipa Meret e viene steso in area di rigore. Inizialmente Massa non ravvisa irregolarità ma, dopo on field review, la decisione del direttore di gara della sezione di Imperia è l’assegnazione della massima punizione: dagli 11 metri Malinovskyi conclude centralmente, spiazzando Meret e mettendo a segno la terza rete consecutiva dopo quelle a Lazio e Bologna. I partenopei potrebbero accusare il colpo, ma invece riescono a lasciarsi tutto alle spalle e a riportare l’equilibrio al 20’: Elmas riceve tra le linee e imbuca per McTominay, con Bijlow che respinge la conclusione dello scozzese: la respinta non è però delle migliori e il più lesto è Rasmus Hojlund, che torna a segnare in campionato 41 giorni dopo. E appena un minuto più tardi si concretizza la rimonta: McTominay riceve da Rrahmani sulla trequarti, salta secco Malinovskyi e poi fa partire un missile dai 30 metri, con una meravigliosa traiettoria a uscire che si insacca a fil di palo. Curiosità sul gol: l’ex United ha iniziato a zoppicare durante l’esultanza dell’1-1 e si è medicato in autonomia, mettendo sulla caviglia del ghiaccio spray. Questo è stato fondamentale per l’evoluzione della partita, poiché se avesse fatto ricorso alle cure da parte dello staff medico avrebbe dovuto momentaneamente abbandonare il terreno di gioco. Ora a essere in difficoltà è il Grifone, che cerca di rialzare la testa sempre grazie a Ruslan Malinovskyi: l’ucraino ruba palla a McTominay e fa partire un siluro dalla distanza, con Meret che ci arriva con la mano di richiamo e manda in corner. Nella ripresa cambia subito il parziale: altro pasticcio di Buongiorno, con Colombo che gli scippa palla, si invola verso la porta e trafigge l’ex estremo difensore della Spal con un diagonale perfetto. È il secondo errore da matita blu di Alessandro Buongiorno nel match, che nelle ultime uscite si è dimostrato poco attento e in grande affanno. Gli azzurri trovano la forza di reagire anche stavolta, ma senza riuscire a sferrare il colpo: Spinazzola arriva sul fondo e la mette a rimorchio, con Bijlow che respinge di piede; il pallone capita però sul mancino di Gutierrez, che se la aggiusta e conclude a giro: si immola capitan Vasquez, provvidenziale nell’occasione. Si sente la mancanza di McTominay a centrocampo, uscito malconcio all’intervallo per un problema muscolare, l’ennesimo. E la situazione si complica ancora di più al 76’: Ekuban passa davanti a Juan Jesus che lo trattiene, rimediando la seconda ammonizione a causa di una grande ingenuità. Ma nonostante tutto, nonostante gli infortuni, l’uomo in meno, la stanchezza, nel recupero arriva l’episodio decisivo: Gutierrez svirgola ma il pallone termina tra i piedi di Vergara, che rientra sul mancino e cade. Massa lascia correre ma viene richiamato nuovamente a riguardare le immagini al monitor: si nota in effetti un tocco di Cornet ai danni del prodotto del settore giovanile, anche se il contatto è molto al limite: è probabilmente classificabile come uno step-on-foot, il classico pestone, sebbene non venga affondato il contrasto da parte dell’ex Lione. Ad ogni modo, il franco-ivoriano si rende protagonista dell’ennesima sbavatura e regala così un calcio di rigore nel momento più importante della partita. Dal dischetto si presenta Rasmus Hojlund, che mette a segno la doppietta personale con il brivido: Bijlow capisce le intenzioni dell’avversario e intuisce la direzione, non riuscendo però a respingere il tiro. Vittoria di fondamentale importanza per il Napoli di Antonio Conte, che cerca di mettere pressione all’Inter, impegnata contro il Sassuolo, e tiene a distanza le concorrenti al quarto posto.

Fiorentina vs Torino

Alle 20.45 si sfidano Fiorentina e Torino, con la viola che spera di scavalcare, almeno temporaneamente, il Lecce. Inizio scoppiettante, con occasioni da una parte e dall’altra: al colpo di testa di Kean, parato da Paleari, rispondono prima Kulenovic e poi Lazaro, ma i loro tentativi terminano a lato di un soffio. A spezzare l’equilibrio ci pensano i granata, con Cesare Casadei: l’ex Inter e Chelsea riceve un traversone arcuato da parte di Ilkhan e appoggia in porta. Grave errore di posizionamento della difesa toscana, con Dodò che prova a mandare in fuorigioco l’avversario ma Comuzzo non lo segue, per cui Casadei resta senza marcatura e in posizione regolare. I padroni di casa cercano di pareggiare i conti a più riprese, ma andandoci solo molto vicini: prima Paleari si distende su un bel tiro a giro di Mandragora, poi Gudmundsson sfiora il palo sempre cercando la precisione. Nel secondo tempo cambia però tutto: ottima riaggressione degli uomini di Vanoli, con Mandragora che ruba palla a Gineitis e favorisce Solomon: l’israeliano prende la mira e incastra il pallone all’incrocio dei pali, siglando la seconda rete consecutiva dopo quella, ininfluente, al Maradona. Si è totalmente invertita l’inerzia del match: la viola è ora concentrata e spinge alla ricerca del 2-1, che non tarda ad arrivare. Dopo appena 6 minuti ecco il gol del vantaggio: ottima apertura di Solomon per Harrison, che punta e serve con i giri giusti Moise Kean, bravissimo a freddare Paleari con una conclusione di potenza sul primo palo. I gigliati passano così a condurre, in attesa di un finale pieno di sofferenza: De Gea è miracoloso all’86’ su Duvan Zapata, respingendo con il piede la girata del colombiano, ma non può nulla nel recupero; è una delle ultime chances per il Toro, con Gineitis che è incaricato alla battuta di un calcio di punizione dalla trequarti: il lituano disegna una parabola splendida, con Maripan che spizza e sigla il gol del definitivo 2-2. Delusione enorme per la formazione di Vanoli, che si fa sfuggire ancora una volta i 3 punti negli ultimi minuti. Sospiro di sollievo, invece, per Baroni, che conserva un buon margine sulla zona retrocessione.

Bologna vs Parma

Alle 12.30 di domenica si gioca un derby emiliano, tra Bologna e Parma. I presupposti per una sfida molto intensa e divertente ci sono tutti, ma dopo appena 18 minuti un episodio cambia le carte in tavola: intervento scomposto di Pobega ai danni di Keita, con l’ex Milan che appoggia i tacchetti sul polpaccio del belga. Inizialmente Collu ammonisce il centrocampista italiano ma poi, dopo aver rivisto le immagini, opta per il cartellino rosso. E allora la gara diventa molto bloccata, con i rossoblu che cercano di riorganizzarsi mentre i crociati si accontentano dello 0-0. La ripresa è giocata sulla falsa riga dei primi 45 minuti, ma al 69’ arriva una situazione chiave, che anima la partita: gran traversone di Bernabé da calcio di punizione e deviazione amica di Castro, che realizza uno sfortunato autogol. I gialloblu vanno così in vantaggio, ma la rete gli viene annullata dopo un lungo check: di fatti, Pellegrino cerca di intervenire sul cross, rendendo attiva la sua posizione di fuorigioco. Tutto da rifare per gli uomini di Cuesta, pericolo scampato per i felsinei. Il match diventa così molto divertente: Rowe ha due ottime possibilità, con entrambe le conclusioni che terminano di un soffio a lato. Ottimo momento, ora, per il Bologna, che prende ancora più consapevolezza dopo il (severo) secondo giallo mostrato nei confronti di Troilo. Dalla punizione subito seguente va Bernardeschi, la cui conclusione manca lo specchio della porta per centimetri. La gara dei padroni di casa è stata molto dispendiosa, e allora Italiano inserisce Orsolini e Cambiaghi per l’assalto finale. È proprio il giocatore più rappresentativo del Bologna a provarci con grande pericolosità: traversone molto profondo di Miranda che arriva perfettamente sul mancino di Orsolini, bravissimo a coordinarsi e sfortunato a centrare in pieno il palo. E al 94’, quando la gara sembra dirigersi ai titoli di coda, ecco che arriva la beffa. Dopo un secondo tempo giocato molto bene ma senza essere riusciti a concretizzare le varie opportunità, i rossoblu si fanno sorprendere: Strefezza fa uscire il pallone dal traffico appoggiandola a Nicolussi Caviglia, che la scarica immediatamente al suo fianco per Ordonez: l’ex Velez aggancia e conclude in rapida successione, piazzando il pallone all’angolino. È una rete importantissima, che consente alla squadra di Cuesta di portarsi a +8 sulla Fiorentina terzultima; ennesima sconfitta, la decima in 24 partite, per Orsolini e compagni, che non riescono a uscire in nessun modo dal momento di crisi, con solo una vittoria nelle ultime 12 partite.

Lecce vs Udinese

Alle 15 si sfidano Lecce e Udinese. Al Via del Mare cambia subito il parziale: Solet strappa il pallone dai piedi di Pierotti ma poi esagera e perde palla; Cheddira ne entra in possesso e prova a cercare un compagno in mezzo: Karlstrom intercetta ma poi scivola, lasciando il pallone a centro area per Gandelman, che tutto solo batte Okoye e firma il primo gol con la maglia giallorossa. Nonostante l’ottima prestazione fino a quel momento, tutti gli sforzi vengono vanificati al 24’, quando Gaspar si rende protagonista di un intervento scellerato in scivolata ai danni di Zemura: rigore ineccepibile; dal dischetto Solet spiazza Falcone e ristabilisce l’equilibrio. Nella ripresa entrambe le squadre cercano di portarsi avanti nel punteggio, ma nessuna delle due riesce nell’intento. Inoltre, Eusebio Di Francesco viene molto criticato dallo stadio al minuto 77, quando decide di inserire Stulic al posto di Cheddira e non al suo fianco. Ma comunque i salentini riescono a vincerla nel finale, grazie a una giocata individuale di alto livello: Banda prende il pallone per calciare una punizione dal limite e disegna una parabola magnifica, che si insacca all’angolino. Esultanza di tutta la panchina leccese, con DiFra che si concede anche uno sfogo polemico verso i propri tifosi. Vittoria importantissima per il Lecce, che stacca la Fiorentina e si porta a +3 sul terzultimo posto.

Sassuolo vs Inter

Alle 18 l’Inter va a Reggio Emilia per affrontare il Sassuolo, volendo riportare a distanza di sicurezza il Napoli e cercando di staccare ancora di più il Milan, che dovrà recuperare la partita tra 10 giorni. Inizio subito ad alta intensità, con i neroverdi che cercano di prendere i nerazzurri alle spalle: Laurienté viene subito servito in profondità dopo meno di un giro d’orologio e poi scarica verso Koné, bravissimo a inserirsi e sfortunato a non segnare per via del salvataggio miracoloso di Dimarco sulla linea. Dopo il rischio percorso a freddo, il Biscione riesce a sbloccare il parziale: corner di Dimarco e stacco imperioso di Bisseck, che salta alle spalle di Thorstvedt e insacca da pochi passi. E allora la Beneamata cerca di insistere, sull’onda dell’entusiasmo: Dimarco vede Muric leggermente fuori dai pali e ci prova direttamente da calcio di punizione, colpendo in pieno la traversa. Al 28’ arriva anche il raddoppio: Dimarco riceve da Mkhitaryan sull’out mancino e premia il movimento di Thuram sul primo palo, che anticipa Muric e torna a segnare a distanza di un mese dall’ultima volta. La gara resta però ancora aperta, con gli emiliani che sfiorano il gol che avrebbe potuto dimezzare lo svantaggio: un traversone di Laurienté arriva sul mancino di Berardi, che si coordina in sforbiciata e serve inavvertitamente Thorstvedt, infallibile da due passi. La rete viene però annullata per un fuorigioco millimetrico dell’esterno francese a inizio azione, che salva così i nerazzurri. Nella ripresa, neanche il tempo di cominciare e arriva il tris: rimessa lunga di Bastoni, Idzes prova ad allontanare ma serve involontariamente Lautaro, che in gran velocità aggancia con il petto e conclude di controbalzo. È un gol storico per Lautaro Martinez, che aggancia Boninsegna a quota 171 gol con la maglia dell’Inter, al terzo posto dei marcatori all-time del Biscione. La gara è ormai chiusa, con il restante tempo a disposizione che permette alla capolista di arrotondare il risultato: prima Akanji trova il primo gol interista, sempre su assist di Dimarco; poi arriva anche la prima gioia personale di Luis Henrique, che con un destro meraviglioso la piazza all’incrocio dei pali. L’Inter stravince contro il Sassuolo e si porta a 58 punti, staccando le rivali; delusione cocente per la formazione di Grosso, che approccia molto bene e poi si perde nella ripresa, con Matic che viene anche espulso per proteste dopo la rete dello 0-4. Una nota di merito va data a Federico Dimarco, che sta probabilmente vivendo la miglior stagione della propria carriera: 5 gol e 11 assist in 22 giornate, numeri veramente clamorosi per un esterno di centrocampo. Già battuto il record di assist da parte di un difensore (9, che apparteneva a Gosens e Bellanova), ora l’obiettivo è superare il record assoluto di passaggi vincenti in una stagione (16), realizzati nel 19/20 dal Papu Gomez con l’Atalanta.

Juventus vs Lazio

L’ultima gara del weekend è il big match tra Juventus e Lazio nella cornice dell’Allianz Stadium, dove torna da avversario l’ultimo allenatore che è riuscito a vincere uno scudetto con i bianconeri: Maurizio Sarri. La Vecchia Signora vuole ripartire dopo la pesante sconfitta in Coppa Italia per mano dell’Atalanta e dare continuità agli ultimi risultati in campionato, mentre i biancocelesti sono reduci dall’ottima vittoria in rimonta all’ultimo istante contro il Genoa. La Juve cerca immediatamente di sfruttare il fattore casa e la voglia di rivalsa, attaccando fin dai primi minuti: al 16’ è decisivo l’intervento di Provedel sulla deviazione aerea di Bremer. Ma l’episodio più discusso arriva a cavallo del 25’: David imbuca per Cabal, che appoggia a McKennie e viene steso da Gila. Guida non ravvisa irregolarità, considerandolo un normale contrasto di gioco avvenuto dopo aver scaricato il pallone, anche se i dubbi restano e non sono pochi. L’azione comunque continua, con Yildiz che fa sua una respinta corta della difesa capitolina e appoggia al limite per Koopmeiners: l’ex Atalanta prende la mira e fa partire un gran destro, che termina all’angolino. Ma l’urlo di gioia viene strozzato in gola, per colpa di una posizione di offside di Thuram che impatta sull’azione. Nonostante un dominio quasi netto, nel recupero di primo tempo va in vantaggio la formazione di Sarri: Locatelli si addormenta e Maldini gli sradica il pallone dai piedi, favorendo poi Pedro: il pluricampione spagnolo se la porta sul mancino e batte Di Gregorio, grazie anche a una deviazione di Bremer che mette fuori causa l’ex estremo difensore del Monza. Risultato incredibile per ciò che si è visto in campo, con l’Aquila che si porta sul +1 al primo tiro in porta della propria partita. E nella ripresa arriva subito il raddoppio: Isaksen riceve un gran filtrante da Cataldi, brucia Cambiaso in velocità e scarica un gran destro, che bacia la parte alta della traversa e si insacca. Colpo durissimo per la Juventus, che subisce lo 0-2 quasi a freddo, su situazione di ripartenza. Ad ogni modo, i biancocelesti vanno vicini al terzo gol con Dele Bashiru, che però si divora un rigore in movimento colpendo malissimo, mentre le Zebre tornano in partita: azione molto insistita degli uomini di Spalletti, con Cambiaso che raccoglie il pallone e lo rimette in mezzo per McKennie, bravissimo a prendere il tempo alla difesa capitolina e a depositare in porta da distanza ravvicinata. Si rianima anche lo Stadium, che ora crede nella rimonta quando manca poco più di mezz’ora al termine. I bianconeri si spingono molto in attacco, esponendosi però anche alle ripartenze: la gara diventa così ancora più divertente: alla rasoiata di Locatelli, uscita di un soffio, risponde il contropiede guidato da Maldini e Noslin, con Taylor che spreca la palla del 3-1. È clamorosa l’occasione al minuto 70, sponda bianconera: grande uno-due tra David e Thuram, con il canadese che poi mette in mezzo per Bremer, anticipato dal salvataggio provvidenziale di Nuno Tavares. Come detto, occasioni da una parte e dall’altra: Provedel salva con un bel riflesso un bolide di Yildiz, mentre Noslin cancella un’ottima ripartenza con un tiro che finisce in curva. Ma nel finale, al 96’, ecco il pari: ottima giocata individuale di Boga e gran cross per Kalulu, che dall’interno dell’area piccola non può sbagliare. Punto d’oro per la Juve per come si era messa la partita, mentre Sarri torna a casa con un buon punto nonostante il rammarico per la rete subita a pochi secondi dal termine.

A chiudere la giornata i posticipi Atalanta-Cremonese e Roma-Cagliari, con la Dea e la Magica alla ricerca dei tre punti per continuare a coltivare le speranze europee. Infine, rinviata al 18 febbraio la tanto discussa Milan-Como, con San Siro occupato a causa delle Olimpiadi di Milano-Cortina e con la possibilità Australia che è naufragata dopo un iniziale accordo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA