Teramo insegue il sogno della C. Pomante: «Bello esultare con questi tifosi»

Vittoria a Macerata grazie a una rete di Njambè nel finale (poi viene espulso): biancorossi in testa alla classifica con l’Ancona
Il Teramo sogna. Inutile girarci intorno. Pari punti con l’Ancona, Ostiamare che si ferma a Sora, un’altra trasferta difficile, quella di Macerata, passata con il vento in poppa e con Njambè in gol. Il bomber si conferma tale con il quinto gol consecutivo nelle ultime tre giornate, i diavoli rossi si confermano tali con un successo sofferto e meritato. Dopo 28 anni di digiuno, il Teramo spezza il tabù “Helvia Recina”, espugnando Macerata grazie ad un gol arrivato a 6’ dalla fine quando, forse, lo 0-0 stava profilandosi. Certo va dato atto che la Maceratese ha timbrato tre pali ed il suo allenatore, alla fine della gara, ha candidamente ammesso di non ricordare nemmeno quanti legni ha colto la squadra in questo campionato. Ma tutto questo non deve trarre in inganno. Il Teramo ha saputo soffrire, ha saputo combattere e limitare i danni quando andava fatto. In più ha trovato, dalla panchina, le forze fresche per poter andare a vincere una partita che sapeva tanto di pareggio.
Un unico peccato lo ha commesso l’eroe di giornata, quel Njambè che, a partita praticamente finita, ha spintonato un avversario ricevendo un più che ovvio cartellino rosso. Un’espulsione che farà interrompere la sua striscia positiva in fatto di gol e non privi Pomante a lungo del giocatore.
Partita subito scoppiettante. Si comincia con un tentativo di Borgarello Vitali di testa, sull’altro fronte è Marras, dai venti metri, a prendere in pieno i pali di Grillo.
Gara senza un attimo di sosta, con le due squadre che corrono a 200 all’ora. Njambe e Osorio non trovano lo specchio, Sereni sfiora l’incrocio. E’ un batti e ribatti continuo. Osorio, di testa, prende il terzo palo della giornata, Grillo chiude perfettamente Marras. Il primo tempo si chiude con Salustri che è costretto a lasciare il campo per un colpo subito. Nella ripresa la Maceratese pedala ancora forte. Osorio sfiora il vantaggio in due occasioni con Grillo che si conferma in ottima forma fermando il centravanti cubano.
La Maceratese, a questo punto, rallenta le operazioni. Il Teramo, pian piano, prende le redini del centrocampo. Gagliardini ferma Njambe, bravissimo di testa poi i marchigiani arretrano progressivamente. La partita è sempre bella e combattuta ma l’inerzia, adesso, si sposta dalla parte teramana. Pavone spara alto, Njambe e Bruni (due volte) di testa ci provano senza fortuna ma, a 6’ dalla fine, il sogno della Maceratese s’inrfrange sul colpo di testa di Njambe che gonfia la rete marchigiana. E’ il delirio totale dei tifosi ospiti. Ci sarebbe il tempo per la Maceratese per provare un ultimo assalto ma il Teramo, sia pur in dieci per l’espulsione di Njambe (spintone ad un avversario), resiste con ordine ed alla fine festeggia sotto il settore dei propri tifosi una vittoria di platino. L’Ancona ha vinto, vero, ma poco importa.
Teramo sogna. Inutile girarci intorno visti i tre punti di vantaggio sull’Ostiamare (fermata a Sora) e gli undici su L’Aquila (sconfitta a Pomezia ed ormai tagliata fuori da ogni discorso promozione).
MACERATESE – TERAMO 0-1
MACERATESE (4-3-3): Gagliardini 6.5; Perini 6, Siniega 6, Lucero 6.5, Ciattaglia 6; Ambrogi 6.5 (29’ st Papa sv), De Angelis 6.5, Ruani 6 (44’ st Ciabuschi sv); Gagliardi 6 (29’ st Nasic 6), Marras 6.5, Osorio 7. A disp.: Cusin, Mastrippolito, Cirulli, Morganti, Fratini, Marchegiani. All. Possanzini 6.5.
TERAMO (3-4-2-1): Grillo 7; Botrini 6, Alessandretti 6, Bruni 6.5; Salustri 6 (1’ st Costanzi 6), Borgarello Vitali 6.5, Angiulli 6 (12’ st Carpani 6), Pietrantonio 6; Pavone 6.5 (44’ st Cipolletti sv), Sereni 6 (32’ st Mariani 6); Njambe 6.5. A disp.: Barbacani, Persano, Della Quercia, Maiga Silvestri, Kunze. All. Pomante 6.5.
Arbitro: Radovanovic di Maniago 6.5.
Rete: 39’ st Njambe (T).
Note: spettatori: 2.500 circa (di cui 700 abbonati e 606 ospiti). Espulsi: al 45’ st Njambe (T) per comportamento non regolamentare. Ammoniti: Ruani (M), Ciabuschi (M), Alessandretti (T). Angoli: 3-3. Recupero: 3’pt; 4’st.
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Marco Pomante sprizza gioia e ne ha ben donde. Il Teramo, soffrendo e giocando bene allo stesso tempo, ha portato a casa un successo di platino da una delle trasferte più insidiose del campionato. «È vero, abbiamo sofferto soprattutto nel primo tempo. Dovevamo chiudere e ripartire, non siamo stati bravi per motivi nostri, abbiamo gestito male la palla consegnandola alla Maceratese. Loro si sono fatti vedere con calci piazzati e qualche ripartenza. Ma devo dire che sono una buona squadra per quanto visto oggi».
Un Teramo che sapeva ciò che voleva. «Bisogna dare merito ai ragazzi perché l’hanno vinta dal punto di vista mentale. Per 7-8 minuti nel secondo tempo abbiamo continuato come nel primo poi c’è stata una sola squadra in campo. Il gol è venuto alla fine, era anche giusto festeggiare con tutta questa gente (indica gli spalti dove erano assiepati i suoi tifosi, ndc). Una cosa bellissima».
Con Njambè il Teramo ha acquistato più valore. «Non è un giocatore di queste categorie, lo avete visto», rimarca ancora il tecnico, «Mi dispiace perché lui è un giocatore esperto, forte, che non può farsi buttare fuori così. Mi hanno detto che ha dato una grossa spinta all’avversario, perciò una tiratina di orecchie gli va fatta. Scherzi a parte, gli ho fatto i complimenti: non serve una reprimenda per l’espulsione perché si leggeva in faccia che era rattristato. Sa di avere fatto una stupidaggine, non è un ragazzino, è stato ed è determinante, lo sarà anche in futuro».
Sull’altra sponda arriva di gran carriera mister Possanzini. «È stata una gara giocata bene, alla fine ha vinto la grande esperienza del Teramo. È stata una bellissima partita, tutti i giocatori si sono sentiti ad alto livello, abbiamo fatto molto di più del Teramo ma loro sono stati più cinici. Faccio i complimenti a loro ed al mister Pomante per la squadra che ha messo in campo».
La Maceratese recrimina. «Abbiamo colpito tre pali, in modo diverso, in tempi diversi ma non solo quello. Abbiamo avuto anche altre occasioni per poter segnare. In più», rimarca Possanzini, «abbiamo difeso bene, per cui è un vero peccato aver perso. Mi dispiace ma deve essere una lezione per noi perché dobbiamo migliorare sotto tanti punti di vista».

