Pescara, serve una scossa: Gorgone pronto a cambiare

Domani sera la sfida casalinga con il Catanzaro: Brugman può prendere per mano il Delfino e il tecnico pensa al nuovo modulo
PESCARA. È la vigilia di una gara che il Pescara non può e non deve fallire. Turno infrasettimanale, domani alle 20 allo stadio Adriatico-Cornacchia arriva il Catanzaro e per i biancazzurri non c’è più tempo da perdere. Serve quella vittoria che manca dalla gara contro la Reggiana (solo due successi in stagione) per riprendere la corsa verso una salvezza ad oggi difficile ma ancora possibile. Nella gara di andata in Calabri termnò 3-3, era l'esordio di Gorgone sulla panchina biancazzurra, era la serata di Tommaso Corazza autore di una doppietta con quel gol al 93° che fece esplodere il settore ospiti. Oggi sono cambiate tante cose in poco più di due mesi e il Pescara è quasi con l'acqua alla gola con una classifica brutta da vedere.
I dubbi di Gorgone. Tre gare in poco più di una settimana, la necessità di fare punti e il grosso interrogativo sul sistema di gioco da adottare. Per il tecnico Giorgio Gorgone sono ore di duro lavoro per pensare le scelte giuste da fare domani dopo quanto visto a Cesena nella prima delle tre gare e anche pensando a quello che sarà domenica prossima il terzo match ad Avellino. In pochi giorni resta difficile pensare ad un cambio di assetto ma qualcosa di nuovo Gorgone dovrà proporlo. I dubbi verranno sciolti dopo la rifinitura di oggi e si capirà se si rivedrà il classico modulo (il 3-4-2-1, che ha sofferto la fase di non possesso) con tre centrali difensivi e due centrocampisti centrali oppure se ci saranno novità. Scalpitano in tanti, in particolare Lamine Fanne, Lorenzo Meazzi e Flavio Russo. Gorgone dovrà anche valutare se lanciare Cagnano dal primo minuto mentre è ancora presto per vedere Lorenzo Insigne.
Fattore Brugman. Un famoso cantate diceva: “non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore”. Gaston Brugman si è macchiato dell’errore decisivo a Cesena (come un rigore sbagliato anche di più) ma per il resto ha fatto una gara di altissimo livello con la sua qualità messa a disposizione dei compagni. Con Bettella (domani squalificato) è stato il migliore, insieme a loro Meazzi nella ripresa e il Pescara si deve aggrappare proprio alla qualità e alla leadership di Gaston Brugman. Tantissimi anni in maglia biancazzurra, play puro ma con talmente tante qualità che ha fatto e bene anche mezzala e trequartista. Giorgio Gorgone gli ha già affidato le chiavi della squadra per portare il Pescara verso la salvezza. A Cesena si è visto un Brugman pronto dal punto di vista fisico e con le sue solite geometrie. Non è un caso il 64% di possesso palla della squadra e non è un caso che sul piano del gioco per la prima volta il Pescara in costruzione ha avuto la partita in mano. Resta il rammarico per quella palla persa (Capellini non lo ha aiutato) da cui poi è nato il gol di Berti. Ma la prestazione di Brugman rappresenta una grande speranza per l’immediato futuro biancazzurro. Con uno tra Lamine e Valzania al suo fianco nel vecchio sistema di gioco oppure con entrambi per un più equilibrato centrocampo tre? Oggi deciderà Gorgone dopo la rifinitura.
Caso Oliveri. Con la gestione Gorgone si è perso il miglior Andrea Oliveri. Molto bene con Vivarini, uno dei pochi a salvarsi, al di sotto dei suoi standard da quando è rientrato a gennaio. Il motivo? Difficile dirlo. Di sicuro Andrea Oliveri è un finto esterno che ha tanta qualità e che nasce come mezzala o trequartista. Con Vivarini partiva largo e aveva libertà di accentrarsi. Con Gorgone fa il quinto puro. Sarebbe bello e utile per il Pescara ritrovare il miglior Andrea Oliveri. Su una cosa però non ci sono dubbi: contro il Catanzaro domani sera (ore 20) all’Adriatico serve una vittoria per iniziare la rincorsa verso quella salvezza che oggi dista 8 punti.
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