Il commentone della 34esima giornata di Serie A

Regna la noia tra Milan e Juventus, che si dividono la posta in palio e si avvicinano all'obiettivo Champions. In zona retrocessione il Lecce stacca la Cremonese per un punto, mentre il Parma è aritmeticamente salvo.
Napoli vs Cremonese
La 34esima giornata si apre con l’anticipo del venerdì sera tra Napoli e Cremonese. Al Maradona i padroni di casa partono fortissimo: dopo poco più di un minuto Audero è miracoloso in uscita bassa su McTominay, ma al 3’ la gara si sblocca ugualmente: De Bruyne trova tra le linee lo scozzese, che aggancia e tira in corsa, con il pallone che termina all’angolino. Splendida rete dell’ex Manchester United, che trova il tredicesimo gol stagionale. E negli ultimi minuti del primo tempo i partenopei chiudono i conti: prima Hojlund si incaponisce, si accentra e fa partire il mancino, che termina alle spalle di Audero per via di una deviazione da parte di Terracciano, con il pallone che sarebbe uscito e con la Lega Serie A che “toglie” la rete al danese; e nel recupero arriva anche la prima gioia su azione di Kevin De Bruyne, che riconquista un pallone in area di rigore e poi spiazza il portiere. Nella ripresa ecco quasi immediatamente il poker: Milinkovic-Savic blocca un traversone facilmente leggibile e rimette subito in moto Alisson Santos: il brasiliano conduce il pallone per oltre 40 metri, poi rientra sul destro e fulmina Audero sul primo palo, mettendo il punto esclamativo sul match. Nel finale, i Campioni d’Italia falliscono anche l’opportunità per il quinto gol, con McTominay che si fa parare un calcio di rigore. Vittoria convincente per i partenopei, che staccano il Milan andando in solitaria al secondo posto, in attesa della sfida Champions del Diavolo contro la Juventus.
Parma vs Pisa
Sabato alle 15 il Parma cerca la salvezza aritmetica e affronta il Pisa, relegato all’ultimo posto in classifica a pari punti con il Verona. Iniziano meglio i nerazzurri, che nel primo tempo vanno più volte a un passo dal vantaggio: prima Suzuki para con la testa un tiro a botta sicura di Vural, poi Akinsanmiro e Stojkovic colpiscono un palo a testa, con la fortuna che assiste i crociati. Nella ripresa le emozioni diminuiscono, ma all’82’ una giocata di Elphege cambia la partita: Sorensen cerca di mettere il pallone in mezzo ma viene respinto, con l’ex Midtjylland che ci riprova con un colpo di testa: la difesa delle Torri è molto passiva e resta quasi immobile, mentre Nesta Elphege aggancia con la coscia e, prima che il pallone tocchi terra, colpisce al volo, graffiando il tabellino per la terza volta consecutiva. Dopo l’assist contro il Napoli e il gol-vittoria contro l’Udinese, l’ex attaccante del Grenoble si riconferma decisivo, con un gol che fa festeggiare la squadra di Carlos Cuesta: il Parma è aritmeticamente salvo con 4 giornate d’anticipo.
Bologna vs Roma
Alle 18 sfida interessante al Dall’Ara, con protagonisti Bologna e Roma. Pronti, via e l’incontro si stappa subito: ottima giocata all’altezza del centrocampo da parte di Wesley, che viene steso ma riesce ugualmente a favorire El Aynaoui: il marocchino imbuca per Malen, che apre il piattone e trafigge Skorupski. Forma smagliante per Donyell Malen, che in soli 1138 minuti ha messo a segno 11 reti: numeri da bomber di razza, che si è ambientato immediatamente in un campionato molto tattico come la Serie A. L’olandese è una vera e propria spina nel fianco per la difesa rossoblu, con la marcatura di Lucumì che non funziona in alcun modo: il colombiano non riesce a contenere l’ex Dortmund, che continua ad andargli via in velocità. Un’altra, grande occasione per Malen arriva al minuto 26, ma il numero 14 cerca la soluzione più complicata e spreca la palla per il raddoppio. E nel recupero della prima metà di gioco ecco il +2: tacco volante di Malen che favorisce Wesley, bravo ad arrivare nei pressi dell’area ma impreciso al momento del traversone: il pallone giunge comunque tra i piedi di Malen, che con l’esterno regala un cioccolatino solo da scartare ad El Aynaoui, che non sbaglia da pochi passi. Sono sempre loro due a confezionare il gol, con Malen che restituisce il favore all’ex Lens. Nella ripresa i padroni di casa hanno un’enorme occasione per tornare in partita con Orsolini: il numero 7 raccoglie sul secondo palo un corner parzialmente respinto, rientra sul mancino e fa partire un tiro splendido, che si infrange sulla traversa. Nel finale, invece, ci pensa ancora una volta Svilar, che anticipa provvidenzialmente De Silvestri e mette il proprio sigillo sul 15esimo clean sheet del campionato giallorosso. Vittoria senza troppe complicazioni per la Lupa, che vola a -2 dalla Juventus.
Verona vs Lecce
Alle 20.45 sfida cruciale per la salvezza, con il Verona che è all’ultimissima spiaggia e il Lecce che può invece portarsi fuori dalla zona retrocessione. Come spesso accade in questi casi, a vincere è la paura, con le occasioni che scarseggiano: entrambe temono di scoprirsi e faticano anche a costruire azioni di qualità. L’occasione più importante arriva nel recupero, agli sgoccioli del match: calcio di punizione da parte di Lovric e incornata decisiva di Edmundsson, tra le veementi proteste da parte dei salentini. Ad essere incriminata è una presunta carica ai danni di Falcone, che effettivamente c’è: è proprio il difensore faroense a spostare il braccio del portiere giallorosso, che si stava coordinando per bloccare la sfera. A seguito di revisione al monitor la decisione del direttore di gara Massa è di annullare la rete, per cui Verona e Lecce si dividono la posta in palio.
Fiorentina vs Sassuolo
All’ora di pranzo di domenica il Sassuolo di Fabio Grosso, reduce dall’ottima vittoria casalinga contro il Como, va a giocare al Franchi, contro una Fiorentina ormai quasi salva. È un match povero di occasioni, con qualche gran riflesso di Turati da segnalare: l’ex estremo difensore del Frosinone salva in due occasioni su Gudmundsson, compiendo delle autentiche prodezze. Ma la chance più grande capita ad Andrea Pinamonti, al 13’ della ripresa: ottimo movimento dell’ex bomber di Genoa e Inter, che passa alle spalle di Balbo e colpisce con una zampata al volo un buon cross di Laurienté, ma il pallone centra in pieno il legno e termina sul fondo. La sfida termina con un pareggio a reti bianche, che non smuove la classifica di nessuna delle due.
Genoa vs Como
Alle 15 il Genoa ospita il Como, che vuole cercare di piazzarsi nelle prime 6 posizioni per ambire a un posto in Europa. Partenza a razzo del Grifone, che dopo appena 8 minuti sfiora il vantaggio: grandissima giocata di Ekhator, che nasconde il pallone a Diego Carlos e poi imbuca per Vitinha: il portoghese salta Butez ma si divora l’1-0, colpendo l’esterno della rete. Passano appena 3 minuti e sono i biancoblu a trovare il gol che sblocca il parziale: splendido traversone di Da Cunha per Douvikas, che sfugge alla marcatura di Otoa e sigla un gol strepitoso, con un colpo di testa imprendibile. Dodicesimo gol in campionato per Anastasios Douvikas, che aggancia il compagno di squadra Nico Paz al secondo posto della classifica cannonieri. Ed è proprio il fantasista argentino ad andare vicinissimo al 2-0: altro traversone, stavolta di Valle, e stacco perentorio del 10, con il pallone che sbatte sul palo e viene poi rinviato da Vasquez. Pericolo enorme per i rossoblu, anche un po’ fortunati. Nella ripresa arriva però il gol che chiude i conti: giocata strepitosa nello stretto di Baturina, che salta Marcandalli e poi mette in mezzo: Caqueret arriva sul traversone e spizza sul secondo palo, dove arriva con i tempi giusti Diao, bravo a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Dopo oltre un mese il Como torna a vincere e a sperare, riagganciando la Roma e riportandosi a solo due lunghezze di distanza dal quarto posto, in attesa di Milan-Juventus.
Torino vs Inter
Alle 18 scende in campo la capolista, che va a far visita al Torino di Roberto D’Aversa. Prima metà di gioco che non vede ritmi particolarmente elevati, ma la prima folata nerazzurra si trasforma subito in gol: passaggio illuminante di Sucic per Bonny, con il pallone che termina a Dimarco dopo un rimpallo: l’ex esterno di Parma e Verona calibra un traversone meraviglioso, sul quale arriva puntuale il colpo di testa di Thuram. Con 17 assist in stagione, Federico Dimarco diventa il giocatore ad aver fornito più passaggi vincenti a un compagno in un solo campionato di Serie A, scavalcando ufficialmente il Papu Gomez (che ne realizzò 16 nella stagione 2019/2020). Inoltre, è addirittura il nono assist in stagione per Marcus Thuram, a conferma del gran feeling tra i due. Nel secondo tempo il Biscione torna dagli spogliatoi con la voglia di chiudere subito i conti: al 47’ miracolo di Paleari su Dimarco e salvataggio provvidenziale di Ebosse, che anticipa il colpo a botta sicura di Darmian. Ad ogni modo, il raddoppio arriva, al minuto 61: corner a uscire di Dimarco e precisa incornata di Bisseck, con il pallone che dà un bacio al palo e poi termina in fondo al sacco. Il risultato sembra in cassaforte per la Beneamata, non perché il vantaggio sia insormontabile ma perché i pericoli prodotti dal Toro non sono sufficienti. Tuttavia, al 70’ cambia tutto: errore in impostazione di Zielinski che dà il via alla ripartenza granata. Ismajli imbuca per Simeone, che con il tacco innesca Ilkhan: il turco è bravissimo a restituirla all’ex Napoli, che con un morbido tocco sotto riapre i conti. È completamente cambiata l’inerzia della partita: ora i padroni di casa spingono alla ricerca del pari, mentre i nerazzurri sono quasi intimoriti dalla pressione avversaria. E al 75’ arriva l’episodio che permette al Torino di ripristinare la parità: cross di Obrador e colpo di testa di Zapata, con il pallone che rimbalza sul pugno di Carlos Augusto. Il direttore di gara non ravvisa alcuna irregolarità in un primo momento ma poi viene richiamato al monitor per riguardare l’azione: effettivamente il brasiliano colpisce il pallone con la mano ma a seguito di una deviazione da distanza ravvicinata, con la chiamata del VAR Meraviglia e dell’AVAR Di Paolo che è dunque sbagliata, così come la valutazione dell’arbitro Mariani. Probabilmente l’arbitro della sezione di Aprilia è stato tratto in inganno dalla posizione del braccio, che tuttavia si trova non attaccato al corpo perché Carlos Augusto cerca di contrastare la potenza fisica di Zapata. Comunque, dal dischetto è infallibile Vlasic, che la piazza all’incrocio dei pali e fa 4/4 in campionato. È l’ultima emozione del match, con l’Inter che spreca il doppio vantaggio ma si avvicina allo scudetto: mancano ora solo 3 punti per la vittoria matematica, che potrebbe arrivare alla prossima giornata contro il Parma a San Siro.
Milan vs Juventus
In serata si sfidano Milan e Juventus, con Allegri che affronta il proprio passato: 420 panchine, tra cui spiccano ben due finali di Champions League, 5 scudetti, 5 Coppe Italia e 2 Supercoppe Italiane. Un palmares eccezionale per il tecnico livornese, che all’andata fu accolto calorosamente dal pubblico bianconero. Ma ora c’è il ritorno a San Siro, con il Diavolo che può mettere una seria ipoteca per il raggiungimento dell’obiettivo Champions; dall’altra parte c’è però la Juve di Spalletti, che deve guardarsi le spalle dalle agguerrite Como e Roma se vuole proteggere il quarto posto. Il big match è prevedibilmente molto tattico, con addirittura zero tiri totali nei primi 20 minuti: a entrambe potrebbe andare bene un pareggio, per cui preferiscono non lasciare spazi agli avversari piuttosto che scoprirsi. L’unica buona occasione del primo tempo è il gol annullato per fuorigioco a Thuram, che arriva in scivolata su un tiro-cross di Conceicao e la spinge in porta, partendo però ben prima dell’avversario e terminando nettamente in offside. Nella ripresa arriva la chance più grande della gara, sul destro di Alexis Saelemaekers: ottima ripartenza guidata da Pulisic, Leao e Rabiot, con il portoghese che poi allarga sull’ex Roma: il belga cerca la precisione e sceglie di andare con il piattone, che si stampa sulla traversa. Non ci sono altre emozioni, in una partita che negli ultimi anni è stata particolarmente bloccata e spesso noiosa: 4 delle ultime 5 sfide in campionato sono terminate con il punteggio di 0-0, mentre se volessimo cercare l’ultimo incontro terminato con oltre due gol bisogna andare indietro addirittura a maggio del 2021, quando Brahim Diaz, Rebic e Tomori consentirono al Diavolo di Stefano Pioli di battere senza storie la Juventus di Andrea Pirlo. Ad ogni modo, il pari permette al Diavolo di restare a +3 sulla Juventus e a +6 sulle inseguitrici, mentre per la Vecchia Signora significa tenere a distanza minima sia Como che Roma, con le ultime partite che si fanno interessanti.
A chiudere la 34esima giornata i posticipi Cagliari-Atalanta e Lazio-Udinese, con solamente il Casteddu ad avere obiettivi ancora da raggiungere fino alla fine del campionato.

