Il commentone della 37esima giornata di Serie A

A 90 minuti dal traguardo Milan e Roma sono a un passo dalla Champions, mentre la Juventus perde clamorosamente in casa contro la Fiorentina. In zona retrocessione colpo grosso del Lecce, che al 96' batte il Sassuolo e tiene a un punto di distanza la Cremonese, mentre il Cagliari festeggia la salvezza davanti al proprio pubblico
Corsa Champions
La 37esima giornata si apre con 5 sfide chiave per la lotta europea: Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina, Pisa-Napoli e Roma-Lazio. Il racconto di queste partite sarà un po’ diverso dal solito, poiché ogni gol, ogni occasione, ogni cartellino sposta gli equilibri. Ricordiamo la classifica: la squadra di Antonio Conte si trova a quota 70 e ha 2 punti in più della Juventus di Spalletti, che invece sente il fiato sul collo, con Milan e Roma a una sola lunghezza di distanza; chiude il quadro il Como di Fabregas, a -2 dal quarto posto. Insomma, 4 squadre in 5 punti e 180 minuti da giocare, che determineranno la competizione europea da affrontare il prossimo anno. La prima occasione di tutte queste partite è una conclusione ravvicinata di Vlahovic, che intercetta un retropassaggio di Ndour e prova a correggere in porta in scivolata, ma De Gea alza il muro. Passano meno di 60 secondi e, nel frattempo, il Napoli sblocca il parziale: bellissima azione dei partenopei, con Lobotka che imbuca, Hojlund che aggiusta e McTominay che piazza, siglando la decima rete in campionato. Nonostante un avvio altalenante, lo scozzese arriva per il secondo anno consecutivo in doppia cifra, con anche 4 gol in Champions ad arricchire il bottino. E al 27’ gli azzurri raddoppiano: corner a uscire di Elmas e stacco perentorio di Amir Rrahmani, con Semper che non riesce a evitare che il pallone oltrepassi la linea di porta. Risultato quasi al sicuro per i campani, che si allontanano dal traffico. Le altre gare sono bloccate sullo 0-0, ma in una cambia tutto al minuto 34: bravo Harrison a dare il via a una ripartenza, con Solomon che viene servito sulla corsa. L’israeliano rientra ai danni di Kalulu, aspetta il momento giusto e poi premia l’inserimento di Ndour, che con potenza beffa sul primo palo un disattento Di Gregorio. La viola si porta così in vantaggio, spostando completamente gli equilibri. E, dopo pochi minuti, arriva il sorpasso: calcio d’angolo perfetto di Pisilli, con Mancini che prende il tempo alla difesa biancoceleste e lascia di sasso l’esordiente Furlanetto, attraversando poi tutto il campo per andare ad esultare sotto la Curva Sud. In contemporanea il Como ha una super chance per segnare, ma viene fermato dal palo: ottimo servizio di Baturina per Douvikas, che in diagonale colpisce il legno. Alla fine dei primi 45 minuti la Roma è al terzo posto in classifica, seguita da Juve e Milan a pari punti. Nella ripresa pronti, via e il Diavolo trova il vantaggio: retropassaggio horror di Amorim e Nkunku legge in anticipo le intenzioni dell’avversario, fiondandosi sul pallone e venendo poi steso da Bijlow: rigore ineccepibile. Dagli 11 metri è glaciale Nkunku, che spiazza l’ex Feyenoord e riporta in zona Champions i rossoneri. Le partite vivono ora una fase di stallo, con poche opportunità: l’incontro che si scalda maggiormente è quello tra Como e Parma, con i lariani che cercano di alzare i giri del motore. I biancoblu sfiorano il vantaggio prima con la doppia occasione di Diao e Douvikas, splendidamente disinnescata da Suzuki, poi con una punizione di Baturina: il croato si incarica della battuta dai 16 metri, con il pallone che si stampa sul montante. Il gol sembra però nell’aria e arriva al 58’: azione corale dei lombardi che coinvolge Jesus Rodriguez sull’out mancino: lo spagnolo è bravissimo ad appoggiare a rimorchio per il connazionale Alberto Moreno, che spedisce il pallone sotto alla traversa. Rete fondamentale, che consente alla formazione di Fabregas di agganciare la Juventus a quota 68. Mentre a Torino i bianconeri vanno vicini al pareggio, con McKennie che vede annullarsi l’1-1 per una spinta ai danni di Gosens, la Roma inizia a minacciare con più insistenza la porta di Furlanetto, chiamato in causa prima da Malen e poi da Dybala, ai quali risponde con prontezza. Ma dal corner immediatamente successivo al riflesso sulla Joya arriva il doppio vantaggio giallorosso: traiettoria a uscire di Dybala e altra incornata di Mancini, che sigla la prima, decisiva doppietta in carriera. E nei minuti subito seguenti si accende il derby: Maldini tampona Mancini, che poi provoca l’avversario dandogli un colpetto con la gamba: si scatena un parapiglia, con Wesley e Rovella che vanno a contatto e vengono espulsi da Maresca per condotta violenta. Siamo al 70’ e le emozioni non sono ancora terminate: Vlahovic sigla il pari con una deviazione sottoporta, ma il direttore di gara Massa annulla la rete dopo on field review: il serbo parte in posizione di offside dopo la conclusione di Zhegrova e il tocco di Pongracic viene ritenuto una deviazione e non una giocata, che avrebbe altrimenti rimesso in gioco il super ex. Quasi nello stesso momento viene annullata un’altra rete, stavolta al Parma: Pellegrino svetta più in alto di tutti su un bel calcio di punizione di Estevez, ma la partenza leggermente anticipata dell’argentino vanifica il gesto tecnico e atletico. All’81’ arriva anche il gol della sicurezza per il Milan: rimessa lunga di Bartesaghi, sponda di Fullkrug, appoggio di Pulisic e gran rasoiata di Athekame, che trova la seconda, fondamentale rete in campionato. Ma il gol più importante di tutti, quello che inevitabilmente cambia gli ultimi 90 minuti da giocare, arriva all’Allianz Stadium: Mandragora fa sua una respinta al limite dell’area, apre il piattone e la piazza all’incrocio dei pali, togliendo le ragnatele dal sette. Gol stupendo, che potrebbe essere decisivo. Infine, ininfluente la rete contro il Diavolo di Vasquez, che risolve una mischia in area con una zampata, e ritorno al gol per Hojlund dopo 2 mesi, che corregge in porta un tiro-cross di Mazzocchi. Ora facciamo po’ di ordine: il Napoli stacca il pass per la prossima Champions League, mentre Roma e Milan hanno ora il destino nelle proprie mani: a farne le spese è la squadra di Spalletti, che dopo il tonfo contro la Fiorentina deve battere il Torino e sperare in un passo falso delle concorrenti; a pari punti con la Vecchia Signora c’è il Como, che è tuttavia avanti in classifica rispetto ai bianconeri a causa degli scontri diretti.
Inter vs Verona
Alle 15 scendono in campo i nuovi Campioni d’Italia, reduci anche dal successo infrasettimanale contro la Lazio in Coppa Italia: Cristian Chivu diventa così l’ottavo tecnico ad aver vinto il doblete. La stagione del tecnico rumeno è stata impressionante sotto molti punti di vista: l’ex Parma ha saputo ricompattare il gruppo, che dopo il Mondiale per Club sembrava essersi completamente disunito. Torna immediatamente alla mente la conferenza stampa post Inter-Fluminense prima del capitano Lautaro Martinez, che invitava chiunque non volesse continuare a restare ad andarsene, e poi del presidente Marotta, che fece il nome di Calhanoglu in mondovisione. Chivu è riuscito a mettere tutti d’accordo e anche a superare la terribile annata scorsa, in cui i nerazzurri sono arrivati in fondo a tutte le competizioni ma non alzando nessun trofeo, perdendo, tra l’altro, con un umiliante 5-0 la finale di Champions League. Ecco, in questo disastroso scenario si è inserito il classe 1980, che al primo anno intero da allenatore professionista porta a casa ben due titoli. Della partita non vi è molto da dire: a San Siro c’è il tutto esaurito per festeggiare, per l’ultima volta, la conquista del titolo. Il vantaggio del Biscione arriva al minuto 47, sugli sviluppi di calcio d’angolo: ottima traiettoria a rientrare di Sucic per Bonny, che sfiora soltanto ma indirizza il pallone su Edmundsson, sfortunato a deviare nella propria porta. Il clima è di festa e si può apprezzare anche dai cambi: Darmian viene salutato con una meravigliosa standing ovation, il 2007 Mosconi fa il suo esordio a San Siro (non l’esordio assoluto, che è invece avvenuto sabato 9 maggio all’Olimpico contro la Lazio), e fa il suo esordio stagionale anche Raffaele Di Gennaro, che concede l’ovazione, forse l’ultima, a Yann Sommer. A rovinare un pochino l’atmosfera ci pensa Bowie nel finale, che con l’interno pesca l’angolino e sigla il quarto gol in campionato. Cambia poco per la Beneamata, che a fine partita, dopo aver riservato un ringraziamento personale a ciascun calciatore, riceve la Coppa: Lautaro alza al cielo il 21esimo Scudetto, il terzo da quand’è all’Inter e il secondo da capitano.
Atalanta vs Bologna
Alle 18 si affrontano Atalanta e Bologna, con i felsinei che hanno una minima possibilità di accedere alla prossima Conference League: i rossoblu devono vincere l’incontro con almeno due gol di scarto per continuare a sperare, altrimenti la Dea sarà aritmeticamente qualificata all’Europa. La sfida non è delle più emozionanti, con le due squadre che non si sbilanciano molto: la migliore occasione dei primi 45 minuti è sul mancino di Rowe, con Carnesecchi che risponde con un miracolo assoluto. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico del match: poche occasioni e ritmo basso, che non contribuiscono allo spettacolo. Ma quando la partita sembra ormai indirizzata verso un pareggio a reti bianche, ecco che arriva lo 0-1: splendido traversone a rientrare di Rowe, con Orsolini che arriva puntuale sul secondo palo e insacca da pochi passi, raggiungendo la doppia cifra in Serie A per la quarta stagione consecutiva. Nel recupero chance enorme per pareggiare: Krstovic viene servito in campo aperto, si presenta davanti a Skorupski ma viene ipnotizzato dal polacco, che mette il proprio sigillo sull’incontro. Nonostante la sconfitta, gli orobici si qualificano all’Europa per l’11esima volta nella loro storia, la quarta consecutiva e la prima alla Conference League.
Cagliari vs Torino
Alle 20.45 si gioca per la salvezza, con Cagliari-Torino, Sassuolo-Lecce e Udinese-Cremonese. Il Cagliari è a un punto dal verdetto aritmetico e ospita il Torino di D’Aversa, completamente rivitalizzato dall’arrivo del tecnico nato a Stoccarda. Avvio molto combattuto, con occasioni da ambedue le parti: alla conclusione di Palestra, facilmente bloccata da Paleari, risponde Simeone, che per centimetri non inquadra lo specchio della porta. Ma al 37’, come un fulmine a ciel sereno, si sblocca la partita: uno schema su calcio d’angolo libera Obrador, che da quasi 30 metri fa partire un mancino tremendo, che termina la propria corsa sotto al sette. È un gol meraviglioso, il primo con la maglia del Toro per l’ex Deportivo La Coruña. Il vantaggio granata dura però pochissimo, con Sebastiano Esposito che pareggia immediatamente i conti: l’ex attaccante dell’Inter riceve da Gaetano spalle alla porta e, senza guardare il bersaglio, spedisce il pallone all’angolino, con Paleari anche un po’ sorpreso. E al tramonto della prima metà di gara la rimonta si concretizza: traversone di Esposito, sponda di Dossena e conclusione di Zappa, con Paleari che salva: sul pallone vagante arriva prima di tutti Jerry Mina, che di testa sigla la seconda rete in campionato ed esulta con un balletto alla bandierina. Nella ripresa cala il ritmo e diminuiscono a dismisura le opportunità, con il Casteddu che porta a casa i tre punti. A inizio anno c’era molto scetticismo attorno alla scelta di promuovere Fabio Pisacane dalla Primavera alla Prima Squadra, ma l’allenatore napoletano ha sorpreso tutti, riuscendo a dare una chiara identità ai rossoblu e ottenendo una più che meritata permanenza nella massima serie.
Sassuolo vs Lecce
Al Mapei Stadium il Sassuolo ospita il Lecce di Eusebio Di Francesco, che deve dar seguito alle ultime prestazioni per ottenere i punti necessari alla salvezza. Inizio scoppiettante di match, con i neroverdi che cercano la vittoria per portarsi nella parte sinistra della classifica: Koné va vicinissimo al vantaggio dopo 22 secondi, con la sua conclusione che viene deviata provvidenzialmente da Ngom. D’altro canto, i salentini non stanno di certo a guardare, consapevoli dell’importanza della gara: Banda supera due avversari con un dribbling ubriacante e poi prova a piazzarla, ma Turati fa buona guardia e salva. Sentendo anche le notizie che provengono dagli altri campi, i giallorossi cercano l’episodio giusto e lo riescono a trovare, al 14’: Garcia ferma la corsa di Coulibaly ma sbaglia il retropassaggio al proprio portiere, con Cheddira che si impossessa della sfera e, con grande freddezza, batte il suo ex compagno di squadra ai tempi del Frosinone. Per Walid Cheddira è un gol speciale, contro la squadra con cui ha iniziato la stagione e in un momento decisivo del campionato. Passano però solo 6 minuti e a Reggio Emilia torna a regnare l’equilibrio: grande cavalcata di Berardi sulla fascia destra, che poi riesce a servire Pedro Felipe sul perimetro dell’area di rigore: il difensore brasiliano beffa un avversario con lo stop orientato e poi appoggia a centro area per Laurienté, che batte Falcone e trova la settima marcatura stagionale. In questo momento potrebbe succedere di tutto da entrambe le parti: se però Laurienté va a centimetri dal palo, Cheddira riporta avanti i suoi: l’italo-marocchino riceve un cross perfetto da parte di Banda e, in girata aerea, non lascia scampo a Turati. Come però già successo in precedenza, i pugliesi rischiano di subire il pareggio: a salvare tutto è il var, che corregge la decisione di campo dell’arbitro La Penna e annulla il gol di Thorstdvedt per un fuorigioco dell’assistman Berardi. Prima dell’intervallo c’è ancora spazio per una chance di Cheddira, con Turati che si rende protagonista di un’autentica prodezza e nega la tripletta all’ex di giornata. Nella ripresa cambia un po’ il canovaccio tattico del match: gli emiliani vogliono evitare di perdere l’ultima partita stagionale in casa, mentre i giallorossi cercano di tenersi stretti i 3 punti. A creare più occasioni sono inevitabilmente gli uomini di Grosso: al 55’ Nzola si divora il pari, calciando sopra la traversa un rigore in movimento, mentre al 60’ è sfortunato lo stesso calciatore angolano, che colpisce il palo a seguito di un tiro deviato da Danilo Veiga. Ma la pressione dei neroverdi aumenta sempre più con il passare dei minuti: se Thorstvedt centra il secondo, clamoroso legno al minuto 82, diverso esito ha l’azione immediatamente seguente: Ulysses Garcia viene servito sul fondo e propone a centro area, con Pinamonti che si trova leggermente avanti rispetto al pallone e ci prova allora con il tacco, trovando una rete meravigliosa. Si torna dunque in parità, con un risultato che farebbe felice solamente la Cremonese, diretta concorrente e dunque molto interessata all’esito finale. Nel recupero succede veramente di tutto: prima Falcone è provvidenziale in uscita su Pinamonti, poi Volpato viene servito a tu per tu con l’estremo difensore romano ma calcia incredibilmente sopra alla traversa. La partita sembra dirigersi verso la fine, ma l’ultimo pallone dell’incontro è decisivo: lancio lungo, sponda di Gandelman e ottimo movimento di Stulic, che protegge il pallone con il corpo e piazza all’angolino, firmando il gol più importante della sua carriera. Le reti degli attaccanti, che per tutta la stagione sono mancati alla squadra di DiFra, arrivano in un momento fondamentale, quasi al fotofinish della stagione, e consentono al Lecce di avere il destino nelle proprie mani.
Udinese vs Cremonese
Al Bluenergy Stadium arriva la Cremonese, affamata di punti nella lotta all’ultimo respiro contro il Lecce. Pronti, via ed ecco subito il vantaggio: recupero alto di Grassi che innesca Bonazzoli, la cui conclusione viene salvata da Okoye: il più lesto sulla ribattuta è Jamie Vardy, che insacca da pochi passi e pareggia i conti. Le emozioni del match sono veramente pochissime, con due episodi da segnalare: Manganiello viene corretto dal var in una circostanza e viene richiamato al monitor in un’altra: nel primo caso annulla un calcio di rigore a favore dei bianconeri a causa di un fuorigioco di Kabasele, nel secondo revoca il cartellino rosso ai danni di Kamara, che non commette un grave fallo di gioco, ammonendo soltanto l’ivoriano. Nel finale arriva la chance più importante della gara friulana, sul destro di Solet: il francese si coordina alla perfezione dal limite dell’area ma Audero si supera, smanacciando in corner e togliendo la sfera dall’incrocio. Vittoria fondamentale per i grigiorossi, che però potrebbe non bastare: la rete allo scadere di Stulic riporta la Cremo al terzultimo posto a -1, con l’ultima sfida che sarà contro l’agguerrito Como.
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