Il Giappone e i suoi tifosi vincono il Mondiale della civiltà

Il Mondiale della civiltà ha un suo vincitore. Ed è il Giappone. Un trionfo della cultura sportiva (e non solo) del Sol Levante. Perché si può perdere sul campo, anche nella maniera più atroce e...
Il Mondiale della civiltà ha un suo vincitore. Ed è il Giappone. Un trionfo della cultura sportiva (e non solo) del Sol Levante. Perché si può perdere sul campo, anche nella maniera più atroce e beffarda e distruggendo un sogno. Ma poi ci sono gesti che restano impressi e vanno oltre il calcio, oltre lo sport. Danno la sensazione di una civiltà che, purtroppo, appartiene a pochi. Una foto pubblicata su Twitter da Priscilla Janssens, coordinatrice generale della Fifa, ha mostrato infatti lo spogliatoio degli orientali pulito al termine del match, perso al 94’ contro il Belgio, come se nessuno ci avesse mai messo piede. Devastati dall'eliminazione, i giocatori di Nanchino - o chi per loro - hanno avuto comunque la forza e la gentilezza di pulire tutto e lasciare un biglietto con scritto 'grazie' in russo. Tanta roba, meritevole di encomio. Un esempio per chi, invece, reagisce alla sconfitta con rabbia e disprezzo. Sì, perché la delusione, purtroppo, spesso viene manifestata con gesti sopra le righe. Senza quel rispetto che, invece, i giapponesi hanno mostrato di possedere in quantità industriale. Sì, perché non hanno perso una gara qualsiasi. Sono stati eliminati agli ottavi di finali a un passo dall’impresa di eliminare il Belgio. Sono tornati a casa dopo che nella ripresa conducevano, a sorpresa, per 2-0. Si sono fatti rimontare nel finale e, quando i supplementari sembravano ormai alle porte, ecco la beffa, al quarto dei quatto minuti di recupero. Una beffa materializzatasi con un contropiede concretizzato da Chadly. C’è stato appena il tempo di mettere la palla al centro. Poi, la fine. In Italia sarebbe volato di tutto, in campo e fuori. In Europa anche. Sono frequenti le notizie di spogliatoi distrutti, o quasi, da chi perde e si sfoga danneggiando gli arredi. Il Giappone ha scelto una strada diversa: ha perso (ingenuamente) in campo e ha vinto fuori. Sì, perché, poi ogni squadra di calcio, specialmente se si tratta di una selezione nazionale, rappresenta un popolo con i propri costumi e le proprie tradizioni. Con il senso della civiltà del suo popolo, tanto che anche i tifosi non sono stati da meno. Come già successo nelle partite della fase a gironi, infatti, i supporters nipponici hanno aiutato gli inservienti dello stadio a togliere la spazzatura creata sugli spalti, lasciando immacolata la Rostov Arena. Dovrebbe essere la normalità e, invece, questo gesto ha fatto il giro del mondo sui social. Proprio perché, probabilmente, non siamo in un mondo normale.
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