Il guizzo di Busellato per sperare ancora

Un’ora con il freno a mano tirato, poi le sostituzioni danno coraggio ai biancazzurri: a tempo scaduto il centrocampista segna la rete dell’1-1
PESCARA. Si può esultare anche per un pareggio casalingo, nonostante il Pescara abbia bisogno come il pane di una vittoria. Accade ai biancazzurri che riescono a evitare l’ennesima sconfitta interna in pieno recupero, grazie a un episodio: tiro dal limite (deviato) di Machìn e poi intercettato, in area, da Busellato che trafigge Gabriel quando ormai il Lecce pregustava la terza vittoria consecutiva. Busellato sembra in fuorigioco, ma l’arbitro Robilotta indica il centrocampo e l’assistente non fa una piega. I salentini si mordono le mani e il Pescara sorride per aver scongiurato la quarta sconfitta casalinga di fila. Non solo: la rete di Busellato spezza il digiuno dei biancazzurri all’Adriatico-Cornacchia che durava dal 22 dicembre scorso; gol di Bocchetti al 61’ contro il Brescia. Da allora sono trascorsi 489’ prima di vedere una rete. Che serve a tenere alto morale e autostima con l’augurio che arrivi la tanto auspicata svolta. Un punto di speranza, ma per quanto fatto vedere in mezzo al campo non ci sono oggettivi miglioramenti che possano infondere fiducia. Forse, una fase difensiva più ordinata. Ma i limiti restano quelli di sempre. Tanto più che anche la formazione iniziale sembra una scommessa non riuscita, almeno per quanto riguarda il ritorno dall’inizio di Memushaj e il rilancio di Capone. Il campo non dà ragione alle scelte di Grassadonia, anzi le boccia.
Il Pescara per almeno un’ora gioca una partita difensiva; il 5-3-2 è bloccato. In pratica, non esiste la fase offensiva. Il Lecce mostra una netta superiorità, ma lo fa senza strafare. Senza alzare il ritmo della partita. Passa all’incasso grazie al solito regalo della difesa biancazzurra.
Tutti fermi in area e così, al 38’, Meccariello è libero di confezionare un assist di testa per l’accorrente Maggio, 39 anni, che buca Fiorillo. Il Pescara sembra compatto in difesa, ma fatica a centrocampo ed è inesistente in avanti. Quelle poche volte che riesce a portare palla nella metà campo salentina, si ferma al limite dell’area. Inconsistente Capone, mentre Odgaard sembra un oggetto misterioso. E comunque i centrocampisti non accompagnano l’azione, men che meno lo fanno i laterali. Un’ora di nulla in casa Pescara fino a quando Grassadonia comincia a fare le sostituzioni che danno una vocazione più offensiva alla squadra. Il Lecce pensa che basti amministrare il gioco. In parte è così, ma non fa i conti con il Pescara che, verso la metà della ripresa, sposta un po’ più avanti il baricentro. E così al 23’ arriva il primo tiro (di Dessena) nello specchio della porta e un minuto dopo Gabriel devia una conclusione pericolosa di Odgaard. Il Lecce sembra poter gestire l’incontro, ma non fa i conti con l’imponderabile. Ovvero con una deviazione fortuita, in pieno recupero, e con la voglia di non mollare mai di Busellato che trova la rete dell’1-1 quando anche questo pomeriggio sembrava segnato e la strada verso la retrocessione in serie C sempre più in discesa. Ecco, quindi, che in casa Pescara si festeggia un pareggio nel giorno in cui si sperava di spezzare il digiuno di vittorie che dura dal 4 gennaio scorso. Un’occasione persa non solo per il risultato, quanto perché per un’ora Grassadonia e il Pescara restano prigionieri di una paura che non si possono più permettere a 13 partite dalla fine e con il penultimo posto in classifica: meno sette dalla zona play out e meno nove dalla salvezza diretta. Questione di forza fisica e di personalità che non ci sono. E di un atteggiamento prudente che sembra un freno a mano tirato. Il Pescara degli ultimi 20-25’ minuti quantomeno dà la sensazione di volersela giocare, fermo restando che i limiti in attacco restano tali anche mischiando le carte. Non c’è tempo di rifiatare che si riparte per Cittadella dove martedì sera è in programma il turno infrasettimanale e poi sabato di nuovo in casa contro la Spal. L’entusiasmo per il pari a tempo scaduto deve diventare la scintilla per cercare la grande rimonta per la salvezza.
Non c’è più tempo da perdere: ieri il Pescara ha gettato alle ortiche un’ora di gioco prima di ridestarsi dal torpore.
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