Il Lanciano domina per 45’ poi viene punito dall’Ascoli

24 Gennaio 2016

Si complica la corsa alla salvezza: buona Virtus, ma il gol è una chimera

ASCOLI. Il Lanciano sbatte su Lanni, l’Ascoli risorge e ringrazia il proprio portiere e Jankto che dopo un primo tempo di sofferenza capitalizza nella ripresa una delle poche occasioni bianconere.

Trasferte ancora tabù per la Virtus, che al Del Duca trova l’ennesima sconfitta esterna dopo i due successi interni consecutivi. Un ko pesante contro una diretta concorrente, e che fa scivolare la squadra di Roberto D’Aversa al penultimo posto in classifica. Ai punti il Lanciano avrebbe meritato di più, soprattutto dopo una prima frazione di gioco in cui il migliore in campo risulta essere il portiere locale al rientro dopo nove gare saltate per un’operazione alla mano.

Nel secondo tempo i frentani non riescono a mantenere lo stesso ritmo e vengono puniti dagli avversari, prima cinici e poi ordinati a difendersi nonostante gli assalti mossi dal tecnico rossonero che sbilancia la squadra.

Inizialmente D’Aversa punta sul 3-5-2 con Marilungo e Ferrari in prima linea. Il centrocampo è orfano dello squalificato Bacinovic, così in cabina di regia c’è Vitale supportato da Zè Eduardo e Di Francesco con Salviato e Di Matteo esterni. Davanti a Casadei completano l’undici titolare Aquilanti (nuovo capitano dopo la partenza di Mammarella), Amenta e Boldor.

Inizialmente la Virtus – sotto gli occhi del ct dell’under 21 Gigi Di Biagio – sembra sfruttare il brutto momento dei marchigiani, reduci dalla pesante sconfitta di Chiavari: l’Ascoli non pressa e gioca a ritmi bassi, il Lanciano ringrazia e pur senza strafare comincia a creare occasioni sfruttando anche gli errori commessi dai padroni di casa, che vengono tenuti in gioco soltanto dal portiere Lanni. In pratica, un monologo frentano nei primi 45’ di gioco.

L’estremo difensore è infatti decisivo in due occasioni, prima al 14’ e poi al 34’, quando con altrettante parate con i piedi si oppone alle conclusioni di Marilungo e Ferrari.

Errori pesanti da parte degli attaccanti, serviti in ottima posizione da Di Francesco e Vitale: il centrocampo della Virtus riesce a dettare i tempi della manovra e a strappare il pallino del gioco all’Ascoli, che torna in partita soltanto nella ripresa.

Il Lanciano rientra dagli spogliatoi con un piglio diverso e non riesce a mettere in campo la stessa determinazione vista nella prima frazione. Così, dopo che Amenta rischia il rigore per una trattenuta ai danni di Petagna, al 18’ arriva il gol partita: Antonini recupera palla a centrocampo e serve Jankto, capace di arrivare in area palla al piede prima di calciare di potenza alle spalle di Casadei. 1-0 per l’Ascoli, ma tutto troppo facile per giovane centrocampista ceco.

Roberto D’Aversa prova a scuotere i suoi aumentando il peso offensivo: il tecnico manda in campo prima Padovan al posto di Ferrari e poi Bonazzoli al posto di Salviato, ma la Virtus non riesce a riprendere il pallino del gioco né a rendersi più pericolosa. E’ anzi l’Ascoli a sfiorare il raddoppio con Pegagna, che triangola con Cacia ma calcia alto nonostante la porta spalancata.

Il Lanciano si rivede soltanto nei minuti finali, ma né Zé Eduardo né Di Matteo trovano la porta. La Virtus torna a casa senza punti e complica nuovamente la classifica: per salvarsi servirà fare qualcosa in più anche lontano dal Biondi. Si tratta di un’occasione persa alla luce di quello che poteva essere e non è stato nel primo tempo. Una delusione condivisa con i circa 300 tifosi al seguito.

Sabato, alle ore 15, appuntamento a Lanciano dove sarà di scena il Trapani. Per l’occasione potrebbero esserci altri volti nuovi alla corte di Roberto D’Aversa, in primis il portiere Alessio Cragno che dovrebbe arrivare in prestito dal Cagliari, sempreché il club sardo riesca a prendere Rafael dal Verona.

Andrea Marini