Il Pescara di Pillon non molla mai

7 Maggio 2018

A Novara terza rimonta in 7 gare. Sabato contro l’Ascoli basterà un punto per restare in B

PESCARA. Non solo ordine, organizzazione e gioco piacevole. Il Pescara di Bepi Pillon ha anche carattere e personalità. Ed è questa la differenza sostanziale rispetto al passato. Da quando l’allenatore veneto si è seduto sulla panchina biancazzurra, la squadra ha portato a termine tre rimonte in 7 gare. È successo nel giorno del debutto a Palermo, il 7 aprile, quando Valzania ha replicato alla rete del rosanero Coronado. Poi il Delfino si è ripetuto sette giorni più tardi contro il Bari all’Adriatico-Cornacchia. I pugliesi si erano portati sul 2-0 con Nenè e Anderson, ma nella ripresa Mancuso ha accorciato le distanze dopo 2’ e in extremis, al terzo minuto di recupero, Pettinari ha siglato il gol del pareggio con il Pescara in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Campagnaro. Infine, due giorni fa al Silvio Piola, il quinto gol in campionato di Valzania è servito per riequilibrare il match dopo che il Novara era passato in vantaggio nel primo tempo con Moscati.
Cambio di rotta. Capacità di reagire, voglia di non mollare mai e una riscoperta consapevolezza delle proprie qualità. Pillon è riuscito a dare certezze a un gruppo che per più della metà del campionato si era messo in evidenza per una personalità fragile, testimoniata dalle tante rimonte subite. Emblematiche le tre consecutive del girone di andata contro Frosinone in casa (da 3-0 a 3-3), Salernitana in trasferta da 2-0 a 2-2 e, con lo stesso risultato, una settimana dopo contro la Virtus Entella all’Adriatico.
Anche con la Ternana, lo scorso 2 dicembre tra le mura amiche, nella prima frazione i biancazzurri erano andati avanti 2-0 con Valzania e Pettinari, ma poi hanno incassato l’incredibile rimonta degli umbri, capaci di ribaltare il risultato con Montalto, Tremolada e Valjent. Per fortuna, all’ultimo respiro (93’), Valzania è riuscito a siglare il 3-3 con un gran tiro da fuori area. Per non parlare del crollo in occasione del match con il Cesena al Manuzzi l’8 dicembre. Per ben due volte in vantaggio grazie alle reti di Benali e Pettinari, i biancazzurri hanno subìto 3 reti negli ultimi nove minuti di gioco e la gara è terminata 4-2 per i romagnoli di Fabrizio Castori.
Copione simile ad Avellino con Massimo Epifani in panchina nella gara terminata 2-2. Prima il gol di Brugman, pari di Castaldo, di nuovo Delfino avanti con Mancuso e pareggio definitivo siglato da Di Tacchio a pochi minuti dalla fine.
Infine, l’ultima rimonta subita a Brescia nell’ultima gara della gestione Epifani. Il 29 marzo, allo stadio Rigamonti, il Pescara era andato in gol con Coulibaly, ma poi le Rondinelle hanno ribaltato la situazione con Torregrossa e Caracciolo. Ma da quando è arrivato Pillon il vento è cambiato. Ora è il Pescara che morde gli avversari senza avere paura.
Serve l’ultimo sforzo sabato contro l’Ascoli. All’Adriatico (inizio ore 15) basterà un pareggio per raggiungere la salvezza aritmetica. Poi si penserà al futuro.
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