Il Pescara prima si illude e poi regala la vittoria

3 Aprile 2015

Avanti due volte, raggiunto e battuto dal tris del bresciano Corvia

PESCARA. Il suicidio perfetto. Il Pescara scherza con la roulette russa e alla fine becca il colpo letale. Tosto, coraggioso, spumeggiante nel primo tempo. Presuntuoso e confusionario nel secondo. Le montagne russe stavolta fanno venire la labirintite ai biancazzurri che barcollano, si inginocchiano e vanno ko. Fuori dai play off e nono posto in classifica. La rabbia è tanta, calcolando che alla fine del primo tempo, complici anche gli altri risultati favorevoli, il Delfino era virtualmente al quinto posto. Il Pescara, dunque, si fa male da solo. Va avanti due volte, ma il Brescia lo riacciuffa e lo supera a 20’ dalla fine. È la notte di Daniele Corvia, che punisce con una tripletta da urlo la squadra di Baroni, abilissima a mordere gli avversari al pronti via quando distratta e confusionaria quando c’è da difendere. Il Pescara, infatti, ha il miglior attacco del torneo, ma anche una delle difese più perforate con 46 gol subiti. Il Brescia conferma di nuovo il gran feeling con l’Adriatico, visto che il Delfino non vince una gara con le rondinelle dal 1999. Anche Alessandro Calori sente aria di casa quando mette piede a Pescara. Il tecnico bresciano, infatti, non ha mai perso contro i biancazzurri (3 vittorie e 3 pareggi).

Baroni conferma il 4-4-2 con il rientro dell’islandese Bjarnason e dell’albanese Memushaj, assenti nella precedente gara con lo Spezia a causa degli impegni con le rispettive nazionali. Calori gli risponde con il suo “albero di Natale”, che nella ripresa si trasforma in un 4-2-3-1. Le due squadre salgono subito sulle montagne russe. Partita bella, vibrante e giocata con ritmi altissimi. Bastano quattro minuti al Delfino per far esplodere i 7.300 dell’Adriatico. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, lo sgusciante Politano fa partire un tiro-cross che Memushaj insacca senza problemi. Tripudio all’Adriatico, ma che dura un paio di giri di lancette, quando Coly viene dimenticato completamente dalla balbettante difesa biancazzurra e serve a Corvia il gol del pareggio. Il centravanti, che a gennaio era stato vicino al Pescara, deve solo mettere dentro e non si fa pregare due volte. Sodinha e Corvia mettono alla prova Fiorillo, però è il Pescara che si porta di nuovo in avanti. È da poco passato il quarto d’ora di gioco e il solito Politano spinge sulla destra e serve Sansovini. La girata del “sindaco” non è delle migliore, ma, per sua fortuna, sulla traiettoria s'inserisce Bjarnason che batte Arcari a due passi. Salamon e Zuparic si addormentano e se la vedono brutta quando Corvia parte a tutta birra verso Fiorillo, al 22’, ma calcia a lato della porta. Politano e Bjarnason mettono in apprensione le rondinelle, ma non riescono a trovare il guizzo vincente.

La ripresa di apre subito con un bel sussulto per la retroguardia della squadra di Baroni, con Budel che si divora il pari con un sinistro al volo. In difesa si balla, anche troppo, ed ecco che arriva la doccia fredda. Al 6’ Sodinha batte il corner, bella la torsione di Corvia che batte Fiorillo e ammutolisce l’Adriatico. Il Brescia prova a pungere, ma le occasioni migliori sono del Pescara. Prima con un tiro di Salamon parato da Arcari al 18’, poi con un colpo di tacco di Sansovini, anche stavolta il portiere del Brescia fa il miracolo. Il pareggio sembra già scritto? Assolutamente no. Calori non vuole deludere gli amanti della cabala e al 27’ fa capire ai biancazzurri perché è la loro bestia nera. Lo spumeggiante Sestu serve in area Corvia. Il centravanti controlla e batte Fiorillo col sinistro. Giù il sipario, per il Pescara tanti fischi e pochi applausi. La sconfitta con il Brescia è pesantissima ai fini della classifica. I biancazzurri sono fuori dai play off e dopo la sosta (sabato 11 aprile) c’è lo scontro diretto con il Frosinone. La squadra di Baroni riuscirà a rialzarsi?

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