Il Teramo cade in superiorità numerica

5 Novembre 2018

La Fermana sblocca e vince il match con gli unici due tiri dopo l’espulsione di Soprano: è la nuova capolista del torneo

INVIATO A FERMO. Il Teramo ha perso 2-0 contro una squadra che ha tirato due volte nella porta biancorossa in 97 minuti e che, fin dall’inizio, ha mostrato di non avere alcuna intenzione di attaccare, lasciando studiatamente campo e possesso agli avversari. Questa Fermana, che gioca sempre come se dovesse salvarsi e la cui gestione del pallone è poco più che elementare, da ieri è prima in classifica. Il che potrebbe significare che è un girone molto scarso, oppure che un certo modo di intendere il calcio non tramonta mai. Ma attenzione: la Fermana ha sbloccato e vinto la partita dopo essere rimasta in dieci. E questo, nell’analisi del match, fa la differenza. La verità nascosta in una partita apparentemente indecifrabile è facile facile: da una parte c’era una squadra tosta, cattiva, cinica, che conosce i propri limiti e li trasforma in pregi; dall’altra un Teramo che non è ancora né carne né pesce, che non sa ancora che identità tecnico-tattica ha. Nella bruma del Recchioni, dopo l’espulsione di Soprano, è emersa una differenza di cattiveria, concentrazione e determinazione che ha vanificato la migliore gestione della palla da parte del Teramo.
Maurizi ha cambiato un undicesimo della formazione tre volte vittoriosa, preferendo Proietti a Ranieri in regia. Scelta giusta: Proietti è stato il migliore. Destro ha schierato un 4-4-2 piatto e ultradifensivo. Nel primo tempo i gialloblù erano in dieci sotto la linea della palla mentre i tre difensori del Teramo se la scambiavano indisturbati per avviare lunghe azioni, scolasticamente ben fatte ma che non approdavano a nulla. Del resto anche Maurizi, schierando quattro difensori puri e un solo laterale di spinta, aveva la tenuta difensiva come primo comandamento. Risultato: in 47 minuti del primo tempo un tiro del Teramo (Caidi di testa su punizione di Proietti) e uno della Fermana (D’Angelo dai 20 metri), entrambi fuori. Splendida una palla profonda di Proietti per Bacio, che però non c’è arrivato.
La ripresa è cominciata con il Teramo un po’ meno propositivo e l’infortunio di Piccioni (al suo posto un tonico Barbuti), ma al 14’ una buona ripartenza Barbuti-Bacio Terracino ha portato al secondo giallo per Soprano e i 244 tifosi teramani al seguito hanno cominciato a pregustare il colpaccio. Niente di più sbagliato: al 18’ il Diavolo si è squagliato su un calcio piazzato lontano 50 metri dalla porta. La lunghissima parabola di Giandonato dall’out destro non è stata letta a dovere da Lewandowski né da Fiordaliso, che era l’ultimo della linea biancorossa, e lo stopper Scrosta ha scaraventato in porta quasi dalla linea di fondo. C’era tempo per rimontare, ma per scardinare il 4-4-1 bunker dei fermani ci volevano cross dalle fasce. Maurizi al 23’ ha messo dentro il crossatore Ventola insieme a Zecca e Ranieri, ma ha sacrificato l’altro crossatore Mastrilli spostando a sinistra Fiordaliso. Risultato: da quel lato il Teramo era inoffensivo. La palla dell’1-1 il Diavolo l’ha avuta comunque: al 28’ Zecca, smarcato da un gran tocco di Proietti, ha alzato il pallonetto sull’uscita a valanga di Ginestra. Su una delle poche ripartenze fermane, al 34’, il match si è chiuso con un’azione dei tre subentrati (Iotti a Cognigni a Zerbo, bomba dai venti metri con Lewandowski immobile). Nel finale, in cui il Teramo giocava senza più schemi e con quattro punte, poteva riaprirla Barbuti al 46’: ma sulla sua botta ha fatto un miracolo Ginestra. Non era proprio giornata.
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