Illeciti e problemi di soldi: Lega Pro allo sbando
La giustizia sportiva e le bocciature della Covisoc rischiano di decimare l’organico di 60 squadre
PESCARA. Oggi quello di Lega Pro è un movimento allo sbando. C’è una governance, guidata da Mario Macalli (presidente dal 1997), sfiduciata attraverso la bocciatura del bilancio 2013-2014. E che dovrebbe essere sostituito da un commissario, probabilmente nominato martedì da Tavecchio. Ci sono tante società che rischiano di non ripartire per problemi economici. E, soprattutto, ci sono le inchieste sul calcioscommesse che rischiano di decimare ulteriormente un campionato il cui format è impostato su tre gironi da 20 squadre. E’ un’altra estate calda per la Lega Pro, addirittura bollente se si pensa ai processi sportivi che dovranno essere celebrati: la certificazione di una terza serie nazionale allo sbando.
Sono quattro, si diceva, le società che non hanno presentato la domanda di iscrizione: Monza (fallito), Castiglione (neopromosso che ha rinunciato), Grosseto (rinuncia per volontà del patron Camilli) e Barletta (alle prese con problemi economici e legati al calcioscommesse). Ormai sono da considerare fuori.
Altre 12 sono state iscritte con riserva alla Lega Pro in quanto non hanno prodotto la fideiussione (400mila euro) obbligatoria entro i termini previsti: Benevento, Ischia, Lupa Castelli, Martina Franca, Paganese, Pisa, Reggina, Real Vicenza, Savona, Varese, Venezia e Vigor Lamezia. Tra queste società ce ne sono diverse, tra cui Savona e Reggina, che partiranno sicuramente con una penalizzazione perché non hanno prodotto le ricevute dell’avvenuto pagamento degli stipendi di aprile entro lo scorso 20 giugno. In più ci sono le squadre che rischiano grosso per il calcioscommesse. Insomma, quasi un girone potrebbe non presentarsi ai nastri di partenza (dovrebbe slittare a settembre).
La Figc ha imposto lo stop ai ripescaggi, ma a partire dalla prossima estate. Per questa, invece, c’è (ancora) la possibilità di chiederlo, ma chi vuole salire dai dilettanti dovrà pagare 500mila euro (5 milioni per il ripescaggio in serie A e 1 milione per la B e 300mila euro per la serie D) oltre a tutti gli altri adempimenti. Non si è ben capito perché bisogna dare alla federazione quei 500mila euro, sta di fatto che si vuole scoraggiare chi intende chiedere il ripescaggio. Tant’è che diversi club hanno già fatto sapere che non intendono pagare e quindi restano in serie D.
Entro il prossimo 10 luglio la Covisoc – controllerà anche i conti dei club – renderà noto l’elenco completo delle società di Lega Pro inadempienti. Ed entro il 14 luglio quelle bocciate potranno fare ricorso e mettersi in regola. Dopodiché, l’ultima parola spetterà al consglio federale della Figc concedere la licenza nazionale, ovvero stabilire chi sarà ammesso e chi no.
La sensazione è che tra club bocciati o retrocessi per il calcioscommesse difficilmente si raggiungerà quota 60 in modo da far partire i campionati con il format prestabiliti. E non è nemmeno pensabile che ci saranno tante richieste di ripescaggio in modo tale da colmare il gap. No, sarà una Lega Pro deformata.(r.c.)
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