Inchiesta procuratori, la serie A trema

14 Dicembre 2021

Indagato il superagente Ramadani anche per le cessioni di Pjanic e Chiesa

MILANO. Una nuova inchiesta mette nel mirino il calciomercato. È quella della Procura di Milano che accusa un “superagente” di far parte di un sistema di evasione e ha mandato la guardia di finanza anche nelle sedi di 11 squadre di Serie A e B, che non risultano indagate.
Il passaggio del centrocampista Miralem Pjanic dalla Juventus al Barcellona per 60 milioni di euro nell'estate 2020, la cessione nell'ottobre dello stesso anno dell'attaccante Federico Chiesa dalla Fiorentina alla squadra bianconera per una cifra complessiva sempre di 60 milioni e poi ancora la gestione dei rinnovi contrattuali del portiere interista Samir Handanovic: è su queste operazioni, tutte «mediate» dal procuratore Fali Ramadani, agente dei tre talenti così come di molti altri calciatori soprattutto dell'Est Europa, che si sta concentrando l'attività di inquirenti e investigatori. Compravendite e affari su cui il procuratore macedone – tra i cinque più potenti al mondo e il numero uno dell'agenzia irlandese Lian Sports Group – avrebbe incassato «commissioni» milionarie ma, secondo l'accusa, senza pagare un euro di tasse in Italia.
Così ieri mattina le fiamme gialle, coordinate dal pm milanese Giovanni Polizzi e dall'aggiunto Maurizio Romanelli, hanno effettuato perquisizioni nei confronti di Pietro Chiodi, agente sportivo titolare dell'omonima società e indagato proprio insieme a Ramadani. La guardia di finanza inoltre si è recata nelle sedi di undici società – Juventus, Torino, Milan, Inter, Verona, Spal, Fiorentina, Cagliari, Roma, Napoli e Frosinone – con una richiesta di consegna di documenti per far luce su presunte irregolarità legate alle commissioni per le mediazioni nella compravendita di calciatori.
I reati ipotizzati nella indagine sono “omessa presentazione della dichiarazione dei redditi” dal 2018 al 2019, “riciclaggio” e “autoriciclaggio” contestati fino al 2021. Come si legge nel capo di imputazione, Ramadani, tramite una «stabile organizzazione occulta» operativa nel nostro Paese e «attiva nel settore della mediazione sportiva» avrebbe occultato ovvero trasferito i proventi dell'evasione fiscale «su rapporti bancari accesi presso istituti di credito italiani ed esteri a nome di società» di diritto estero a lui riconducibili. Al momento, secondo inquirenti e investigatori, il superprocuratore avrebbe nascosto all'erario circa 7 milioni di euro sulle operazioni, una cifra provvisoria che potrebbe lievitare anche di parecchio dopo l'analisi di tutti i contratti di cessione .
L'indagine che oggi ha portato al blitz è diversa da quella della Procura di Torino sulla Juventus ed è invece collegata con una avviata in Spagna - ci sono contatti tra i magistrati requirenti dei due Paesi- e che ora è già arrivata a processo.