Infarto in corsa: è morto Goolaerts

10 Aprile 2018

Indagini e sequestri della polizia francese per capire come è andata

ROMA. Il mondo dello sport piange Michael Goolaerts, il 23enne belga morto domenica notte dopo essere stato colpito da un attacco cardiaco mentre partecipava alla Parigi-Roubaix. Una tragedia che ha sollevato una serie di interrogativi e che ha spinto la Procura di Cambrai ad aprire un'inchiesta. Secondo quanto emerge non si tratta di un'indagine dai risvolti penali, l'obiettivo degli investigatori semmai sarà quello di chiarire, «le circostanze di un decesso all'apparenza inspiegabile, senza per questo presumere la certezza di una violazione delle regole». Nei prossimi giorni verrà eseguita l'autopsia sul corpo del corridore ma, secondo i primi riscontri - avvalorati dai soccorritori, giunti sul posto dopo pochi minuti - a provocare la caduta di Goolaerts è stato un arresto cardiaco e non viceversa. La caduta come effetto, dunque, e non come causa del decesso del ragazzo. Già domenica, mentre la “Roubaix” era ancora in pieno svolgimento, gli agenti della gendarmerie hanno raggiunto il pullman della Vérandas Willems-Crelan, la squadra del belga, sequestrando alcuni effetti personali. I messaggi di cordoglio, soprattutto attraverso i social, si sono susseguiti. Primo fra tutti quello del vincitore della classicissima Peter Sagan, che si è detto «estremamente triste». «Tutti i pensieri e le preghiere, mie e della Bora-Hansgrohe (la sua squadra ndr)», le parole del tre volte campione del mondo, «sono per Michael Goolaerts. Che triste notizia».