Inter-Juve da record: incasso di 5 milioni

San Siro tutto esaurito (78.328 spettatori) per la sfida di domani
TORINO. Quando si parla di Juve e Inter è impossibile non pensare alla parola scudetto.
Vinti, persi, contesi. Così è anche per la sfida di domani sera a San Siro: anche se i nerazzurri sono fuori dai giochi, il derby d'Italia sarà decisivo nella corsa tricolore dopo la sconfitta dei bianconeri con il Napoli, ora ad un solo punto di distacco proprio dalla Juventus. Tanta l’attesa che è già record: San Siro, infatti, fa registrare il sold out; venduti 78.328 biglietti per un incasso totale da oltre 5 milioni di euro che rappresenta un record assoluto in serie A e in Italia. Superato l’incasso di 4,8 milioni relativo all’andata del derby con il Milan.
«Conosciamo l'importanza di questa partita. Vale molto», conferma Andrea Barzagli, convinto che il trionfo in campionato dipenda ancora tutto dalla Juventus. L'esperto difensore è in corsa con Rugani e Howedes per una maglia da titolare al posto dell'infortunato Chiellini. Sarà per la storia di Inter e Juventus, o forse per il vantaggio ridotto al lumicino, fatto sta che la posta in palio è di gran lunga superiore ai tre punti in palio. «Qualcora cambia, anche a livello psicologico», ammette Barzagli. «Hai più pressione, sei a +1 ma hai bisogno di più cattiveria nel prepararla e nell'affrontarla». Fondamentale diventa allora mettersi alle spalle il passo falso col Napoli, partita in cui alla Juve «è mancato un po’ tutto».
«Raramente si è vista una prestazione così sottotono in casa nostra», osserva Barzagli, che ora chiede ai suoi compagni di guardare avanti. «L'obbiettivo è quello di andare a fare una grande partita sabato», anche se - dice - «il campionato non si deciderà lì». «Ora deve venire fuori tutta l'unione, tutta la voglia di vincere mostrata in questi anni e che nel finale dovrà fare la differenza. Chi andrà in campo sabato deve dare l'anima». Un messaggio simile a quello recapitato mercoledì dagli ultras bianconeri a Vinovo, seppur con toni e metodi diversi. «Sono venuti per incoraggiarci e hanno fatto una bella cosa», osserva Barzagli negando qualunque tipo di contestazione. «I toni sono stati tranquilli, non ho sentito, come invece ascoltato dal di fuori, minacce o contestazioni». Per quanto riguarda la formazione si va verso Dybala dietro a Higuain con Cuadrado e Mandzukic esterni.
I sogni napoletani. A Firenze Dries Mertens ha segnato il primo gol in maglia azzurra, nell'ottobre 2013. Un gol da attaccante per il belga all’epoca alternativa a Insigne. Quasi cinque anni dopo Mertens è il titolare dell'attacco del Napoli. Da allora di gol ne ha segnati 89, ma nelle ultime settimane ha perso il ritmo: non segna dal 3 marzo scorso, quasi due mesi di digiuno. E’ fermo a quota 17. Una quota che il folletto belga vorrebbe rimpinguare già da domenica, quando partirà favorito per una maglia da titolare nel ballottaggio con Arek Milik. Mertens è diffidato, dovrà tenere la testa fredda ma il piede caldissimo per far esplodere di entusiasmo gli oltre 10mila napoletani che sono attesi a Firenze e riprendersi un ruolo da stella nel sogno scudetto del Napoli. Un sogno che tutti i napoletani vivono e che da ieri il Napoli racconta attraverso la piattaforma Dugout, che va alla ricerca del dietro del quinte del calcio: «Napoli a football city» è il titolo del viaggio per immagini e voci lanciato, con interviste a ex calciatori azzurri ma anche alle stelle di oggi come Marek Hamsik che racconta: «Qui si parla di calcio sempre, se vado al cinema, al ristorante, al bar, sento sempre una conversazione di calcio. I napoletani vivono di questo». E dei tifosi ha parlato anche Kalidou Koulibaly: «Dopo la vittoria contro la Juventus», ha detto alla stampa francese, «non abbiamo più nulla da perdere per la volata scudetto, dobbiamo vincere sempre e quindi già a partire da Firenze. Lo scudetto sarebbe un traguardo storico perché manca a Napoli dal 1990 e ce la metteremo tutta per raggiungerlo».

