Inter, operazione rilancio ma c’è l’allarme in difesa

23 Novembre 2018

Dopo Vrsaljko si ferma anche Dalbert, Spalletti con il dubbio Icardi

MILANO. Flashback al maggio scorso: Mauro Icardi a 25 anni è il capitano dell'Inter, ma non ha ancora mai giocato né segnato in Champions League ed è ancora a zero gol con la maglia dell'Argentina. Avanti veloce fino a oggi: nel giro di pochi mesi, Icardi ha trascinato l'Inter in Europa con tre gol nelle prime quattro gare del girone, continua a segnare in Italia e si è sbloccato pure in Nazionale. Alla faccia di chi diceva che avrebbe avuto problemi a segnare ad un livello superiore, oggi Icardi è un bomber a livello internazionale.
Lo stanno capendo anche le big d'Europa, che lo avevano già messo nel mirino nelle ultime estati. La clausola da 110 milioni valida solo per l'estero ora fa gola a molti, ma l'obiettivo dell'Inter è chiudere la trattativa per il rinnovo con ritocco all'ingaggio anche per difendersi dagli assalti.
E chissà che nella ricerca dell'accordo non possa avere un ruolo importante anche Beppe Marotta, prossimo all'approdo in nerazzurro ed estimatore di Icardi, tanto da volerlo portare alla Juventus la scorsa estate. Il capitano è così la pepita d'oro di un'Inter che si appresta a vivere un mese decisivo tutto d'un fiato. Frosinone, Tottenham, Roma, Juventus e Psv Eindhoven nel giro di poco più di due settimane, cinque gare che potranno dire molto sul futuro nerazzurro nel corso della stagione. Spalletti si affida al suo trascinatore, rientrato ieri ad allenarsi ad Appiano Gentile dopo gli impegni in Nazionale. Certo, l'Inter ha imparato a cavarsela anche senza di Icardi (due vittorie su due e 7 gol fatti in stagione senza Icardi titolare) tanto che il tecnico sta pensando di risparmiarlo domani (ore 20,30) con il Frosinone per dare spazio a Lautaro Martinez, ma le fortune interiste passano dai suoi piedi e Icardi vuole continuare a brillare dopo gli impegni con l’Argentina.
Il capitano nerazzurro è appena rientrato dalla Nazionale, invece Radja Nainggolan non avrà più di questi problemi visto che ha detto addio al Belgio. «Avevo detto che se non fossi stato chiamato per il Mondiale non sarei mai più tornato a giocare col Belgio e così farò». Nainggolan dice basta: non giocherà più con la nazionale. Il centrocampista conferma la sua volontà di non giocare più con i Diavoli Rossi: «Sono un uomo di parola», ha detto il centrocampista in un'intervista a Espn. «Se dovesse cambiare il ct e il nuovo mi pregasse di tornare, direi ancora di no, perché sono sicuro della decisione che ho preso. È stata una grande esperienza, ma ormai è finita». Una delusione che nasce dalla mancata convocazione ai Mondiali in Russia della scorsa estate: «Ero davvero deluso dal fatto di essere stato scartato senza alcun motivo pur giocando in un grande club Europeo», ha proseguito. «Le scuse di Martinez erano tutte patetiche. Ora mi dedico all'Inter con tanto amore per quello che faccio. Ogni volta che c'è una pausa per le Nazionali, mi prendo 4-5 giorni e sono felice perché posso concentrarmi sul mio club», ha concluso Nainggolan proiettato alla gara di domani sera contro il Frosinone.
I nerazzurri hanno bisogno di ripartire con i tre punti nel match contro i ciociari a San Siro (attesi oltre 60mila spettatori). Spalletti è alle prese con il problema terzini: dopo Vrsaljko si è fermato anche Dalbert, che rischia di rimanere fuori 15-20 giorni per una distrazione al gemello mediale, saltando anche Roma e Juventus. Intanto però c'è da pensare al Frosinone, per cancellare il 4-1 di Bergamo e per rimanere in scia ai bianconeri e al Napoli in classifica.
Angelo Caradonna