Juve in ansia per Pjanic Napoli, Milik o Mertens

Allegri spera di recuperare il bosniaco per la supersfida di domenica
TORINO . Le previsioni di Allegri sulla volata finale si sono avverate. La febbre scudetto avrà il suo picco massimo domenica sera, quando l'ottovolante di Sarri, rinfrancato dal -4 maturato nel turno infrasettimanale e dal mezzo passo falso della Juve a Crotone, si giocherà le residue speranze di tricolore contro la corazzata bianconera. «Arrivare allo scontro diretto a +4 era impensabile fino a due mesi fa» la constatazione di Allegri, un buon modo per distogliere l'attenzione dall'occasione persa dai bianconeri in una manciata di minuti. Dal possibile +9 in classifica, visto il vantaggio di Alex Sandro e l'incredibile 1-2 dell'Udinese, al +4 che riapre la corsa scudetto. «C'è un po’ di rammarico per la partita, ma sappiamo che il campionato non si sarebbe chiuso in nessun caso, e non si chiuderà neppure domenica». Se le sensazioni maturate nell'ultima giornata di campionato regalano un Napoli gasatissimo nonostante la stanchezza accumulata, i numeri non permettono grandi sorrisi e voli pindarici agli uomini di Sarri: nella storia dell'Allianz Stadium i partenopei non hanno mai conquistato un punto, uscendo sempre sconfitti (l'ultimo successo azzurro a Torino risale al 2009, 2-3). Allegri spera di recuperare Mandzukic e Pjanic per avere alternative all'impalpabile Dybala delle ultime settimane e dare al centrocampo bianconero un assetto più convincente di quello mostrato con i vari Marchisio e Bentancur. I due assenti di Crotone hanno ripreso ad allenarsi in parte con la squadra: la gastroenterite del croato potrà essere superata in vista di domenica, mentre i problemi muscolari di Pjanic preoccupano l'allenatore. Problemi fisici anche per Sturaro, che lamenta una fastidiosa infiammazione al tendine d'Achille della gamba sinistra. Nonostante i tentativi di minimizzare la portata dello scontro diretto, domenica si decide il campionato: volare a +7 con il vantaggio dello scontro diretto significherebbe settimo scudetto di fila per la Juventus. Una vittoria del Napoli lascerebbe un solo punto di vantaggio con le trasferte di Roma e Milano contro l'Inter. Sfumata la Champions, Allegri tenta il colpo grosso per conquistare l'altro grande obiettivo della stagione.
Qui Napoli. Il sogno è ancora vivo. L'obiettivo è difficile ma che, come ha proclamato Insigne nella notte del San Paolo, «si può realizzare con grinta e cuore, andando a Torino con la testa giusta». In uno stadio tabù, la serata può essere quella del riscatto per molti, a cominciare da Dries Mertens, che vorrebbe riprendersi la maglia da titolare ma deve attendere le riflessioni di Sarri sul ballottaggio con Arek Milik. Il tecnico azzurro sa che a Torino ci vorrà una partita perfetta e sa che il suo Napoli non è quello delle meraviglie del girone d'andata. Intanto, i tifosi accendono le polemiche dopo la designazione di Rocchi che ha già arbitrato tre volte questa sfida e gli azzurri hanno sempre perso. Sui social molti lo ricordano e chiedono ironicamente che a dirigere la sfida sia un arbitro straniero, magari Michael Oliver, il fischietto della notte di Madrid. La tensione a Napoli è tutta sul match con la Juventus, sospesi anche i dialoghi sul contratto tra De Laurentiis e Sarri che però, non ha rinunciato a lanciare una frecciata: «Siamo aritmeticamente secondi», ha detto, «l'obiettivo della società è raggiunto, ora possiamo divertirci». Il secondo posto significa per il Napoli una fetta maggiore di introiti sulla prossima Champions League. Ma i tifosi e la squadra non fanno calcoli, vogliono la vittoria e continuare a sognare lo scudetto.

