Juventus-Milan vale un pezzo di storia

9 Maggio 2018

La Vecchia Signora vuole centrare la quarta doppietta di fila, il Diavolo per salvare la stagione e avviare un ciclo

ROMA. Da una parte il quarto “doblete” di fila, dall'altro un salvagente per un stagione fin qui ben al di sotto delle attese. La finale di Coppa Italia, stasera all'Olimpico tra Juventus e Milan, non sarà solo l'ennesimo vis-a-vis tra le due squadre più titolate d'Italia ma anche tanto altro. C'è in ballo, è vero, una coppa che negli ultimi anni si è andata e molto rivalutando, ma al di là dei 31 punti che separano le due squadre in Serie A, il match di stasera vuole anche essere il migliore biglietto da visita per la rinascita del calcio italiano. Che per un pomeriggio si trasforma anche in una metafora politica quando il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha ieri ricevuto le due squadre al Quirinale, si paragona a «un arbitro che ha bisogno della correttezza dei calciatori in campo per svolgere al meglio il suo ruolo». «L'Italia non può essere una nazione mediocre, siamo sempre stati un'eccellenza e dobbiamo continuare ad esserlo», ha detto il capitano bianconero Gigi Buffon davanti a Mattarella (rappresentato all'Olimpico dalla seconda carica dello Stato, il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati). «Siamo qua a rappresentare il calcio italiano per quello che sarà una semplice finale di Coppa Italia», ha aggiunto il capitano azzurro. «È una coppa che è stata rivalutata in questi ultimi anni, dopo lo svilimento degli ultimi tempi e questo fa capire che quando c'è sentimento e voglia si può rendere bello qualcosa che è in declino. Da parte nostra possiamo promettere massimo impegno e lealtà e saremo i primi a stringere la mano al Milan in caso di vittoria e mi auguro il contrario in caso di vittoria della Juventus. Alcuni segnali distensivi spesso fanno bene non solo allo sport», ha concluso Buffon.
La Juventus, quindi, punta a fare 13, sarebbe quarta consecutiva. Un'impresa che per Massimiliano Allegri «permetterebbe ai ragazzi di entrare ulteriormente nella storia della Juve». «Ma a prescindere da come finirà, se vinceremo il campionato avremo fatto lo stesso un'annata straordinaria col settimo scudetto di fila», ricorda il tecnico bianconero chiedendo ai suoi giocatori di scendere in campo «con entusiasmo». «Milan-Juve è sempre una partita equilibrata, dovremo giocare con la testa. Mi aspetto che la squadra regali a tutti un'altra bella serata, e da Dybala mi aspetto una partita importante», aggiunge. «Gattuso? È un testone, si vedeva che voleva fare l'allenatore già quando lo allenavo. Ora mi sembra un pochino più pacato, e questo è un bel segnale, speriamo però che si incazzi un po’ perché vuol dire che le cose per non gli vanno bene...». E, infine, il futuro di Gigi Buffon, il 40enne portiere bianconero che ha in agenda un incontro in società. «Tra qualche giorno mi rivedrò col presidente e parleremo». Ma Buffon va verso l’addio.