L’Aquila in fiducia, Avezzano contestato

I rossoblù domenica in casa della Samb possono riaprire il campionato. I tifosi biancoverdi si fanno sentire, Pecorelli si scusa
L’AQUILA. L’Aquila alla prova di maturità. Neanche il tempo di cullarsi sugli allori di un derby contro gli storici rivali marsicani che la truppa di Roberto Cappellacci è già tornata ad allenarsi in preparazione della difficile trasferta di domenica contro la capolista Sambenedettese.
Il tecnico Cappellacci per primo ha voluto stemperare i facili entusiasmi post-derby chiarendo come «una rondine non faccia primavera» e che «la continuità di risultati sia l’unico termometro in grado di stabilire se questa squadra possa davvero disputare un campionato di vertice» volendo chiaramente mantenere alta la concentrazione alla vigilia di una settimana decisiva sul piano delle ambizioni stagionali.
Del resto la classifica parla chiaro: in caso di vittoria i rossoblù si porterebbero a due punti dalla Sambenedettese, e a quel punto non sarebbe più possibile nascondersi. D’altronde era stato lo stesso Giorgio Mantini, uno tra i migliori in campo contro i marsicani, ad aver dichiarato, alla vigilia della sfida con l’Avezzano, che «in caso di vittoria» avrebbe rinunciato «a ogni tipo di festeggiamento proprio in vista del successivo impegno con la Samb, forse ancor più importante».
E anche il sindaco Pierluigi Biondi, visibilmente soddisfatto per il risultato del derby, aveva dichiarato nell’immediato dopopartita che «il pareggio all’ultimo minuto del Chieti con la Sambenedettese ha mantenuto la capolista a tiro» e che «se domenica prossima replicassimo le fortunate uscite in trasferta rimetteremmo entrambi i piedi dentro al campionato e alla lotta per il vertice».
Certo è che per la prossima trasferta di San Benedetto non ci sarà la carica degli oltre 4.000 spettatori visti contro l’Avezzano, che hanno certamente avuto la loro parte nel rendere un catino infuocato gli ultimi 90 minuti dei marsicani. Si deciderà infatti in settimana se e in quale misura sarà consentito ai tifosi rossoblù di seguire la squadra anche nelle Marche, laddove le due tifoserie si ritroverebbero separate da una rivalità capace di eguagliare quella dell’ultimo derby. Il timore è infatti quello di una trasferta proibita ai tifosi del capoluogo così come accaduto a Fossombrone, anche se in quell’occasione troppo fresco era ancora il ricordo degli scontri dell’Aquila-Sora, con gli inquirenti ancora all’opera nel tentativo di identificare altri soggetti, oltre a quelli denunciati nell’immediato. Stavolta invece si conta sulla bella immagine suggerita nel derby dal Gran Sasso-Acconcia, con le famiglie e tanti giovanissimi capaci di dar vita a una grande festa di sport da 4.600 invitati.
Tommaso De Benedictis

