L’Aquila urla di gioia: è una vittoria che vale la B

13 Giugno 2022

I neroverdi vincono anche il ritorno dei play off contro l’Arechi Salerno davanti a circa 500 tifosi

L’AQUILA. Apoteosi Rugby L’Aquila: batte 45-21 l’Arechi Salerno nella finale di ritorno dei play off di serie C e conquista la serie B. Un risultato importante e per nulla scontato per un club nato appena un anno fa con l’intento di riportare il nome e il blasone del capoluogo abruzzese, dopo tante avventure societarie finite male, nel rugby che conta. "Chi sogna può volare": questo lo slogan scelto per la maglietta-evento distribuita al pubblico, accorso numeroso (circa 500 i tifosi presenti) a tifare i neroverdi in uno stadio Fattori gremito (almeno nei settori aperti) come non si vedeva da tempo. Una partita bella, combattuta, quella giocata dalle due squadre. Bravo l’Arechi a dare battaglia fino alla fine, malgrado il gap praticamente incolmabile del match di andata (10-41). Parte forte L’Aquila, che segna la prima meta dopo appena cinque minuti con Di Marco, mancando però la trasformazione con Pupi. Reagisce rabbiosamente l'Arechi, che, dopo un’azione insistita sulla linea di meta neroverde, pareggia e, con la trasformazione, passa in vantaggio (5-7). Ma L’Aquila fa capire di non essere scesa in campo solo per mera formalità: il tallonatore veterano Dario Subrizi (41 anni) intercetta un pallone dopo una touche giocata a ridosso dell’area di meta del Salerno e schiaccia. La successiva trasformazione di Pupi porta il punteggio sul 12-7. Gli aquilani, però, non affondano il colpo e l’Arechi ne approfitta, segnando una meta con Zizza e chiudendo il primo tempo avanti (12-14). Al ritorno in campo i neroverdi iniziano a macinare gioco e vanno in meta malgrado l'inferiorità numerica con Jacopo Alfonsetti, bravo a bucare la difesa avversaria al termine di un’azione individuale (19-14). Salerno dimostra ancora una volta di voler vendere cara la pelle e, facendo valere il maggior peso della propria mischia, segna un'altra meta di orgoglio con Ferrigno (19-21). Di lì in poi, però, sarà un monologo dell’Aquila: ben 4 le mete segnate dai padroni di casa (due di Pietrinferni, e una a testa di D’Antonio e Petrolati) che, al fischio finale, possono dare inizio alla festa. «Abbiamo disputato un grande campionato, e la promozione l'abbiamo meritata. Ora siamo in serie, B, e non era affatto scontato, il nostro cammino prosegue», il commento dell’head coach Massimo Di Marco, che ha guidato la squadra del presidente Mauro Scopano insieme a Roberto D'Antonio e Luigi Milani, allenatori, rispettivamente, dei tre quarti e della mischia, «siamo cresciuti man mano, abbiamo superato le difficoltà, affinato gioco e schemi, con umiltà e impegno, imparando dagli errori. Godiamoci ora questo giorno di festa, verrà presto il momento per prepararci alle prossime sfide che ci attendono, con l'imperativo di crescere ancora».
Roberto Ciuffini