L’Aquila, è un risveglio amaro

Il sogno della B sfuma nel finale, al Pisa basta il gol di un difensore su un calcio piazzato
L’AQUILA. La corsa dell’Aquila verso la serie B è già finita. Il sogno si è infranto sulla testa del difensore del Pisa Goldaniga, un promettente classe ’93 già bloccato dalla Juve, che all’87’ di una partita ormai lenta e spenta, quando i supplementari parevano ormai certi, ha girato in rete una punizione dalla trequarti calciata da Sabato senza che nessun rossoblù si degnasse quantomeno di avvicinarlo per dargli fastidio. Quella mancata marcatura su un calcio piazzato facilmente leggibile dice tutto su come L’Aquila sia arrivata al finale della partita: stremata, senza benzina. A ulteriore conferma, quando il 5’ di recupero era già scaduto, due rossoblù – Dallamano e Ciciretti – non sono riusciti a sbattere in rete da due passi la palla che, calciata alla grande da Corapi su punizione, era finita sulla traversa. Decisiva una smanacciata da terra di Provedel – un ’94 del Chievo, altro baby da tener d’occhio – ma l’occasione mancata ha del clamoroso. Sfumata questa palla-gol, l’arbitro ha fischiato la fine e ai 5mila del Fattori non è rimasto altro che consolare i rossoblù, disfatti nei muscoli e nello spirito, con un lungo – e bellissimo – applauso d’arrivederci.
Se si vanno a guardare le occasioni da gol di questo quarto di finale, non c’è dubbio: per L’Aquila è stata una beffa. Solo tra il 20’ e il 21’ del primo tempo i rossoblù ne hanno avute due clamorose, prima con Pià che, lanciato alla grande da Corapi, tutto solo si è fatto ipnotizzare da Provedel, e poi con Agnello che, su angolo di Corapi, ha impattato di testa da due passi: la palla, toccata appena dal felino Provedel, si è infranta sulla traversa. Nella ripresa al 3’ Frediani dopo una lunga cavalcata ha tirato dal limite e la palla, deviata da Goldaniga, è uscita di pochissimo a portiere battuto; e all’8’ Pomante ha messo il piedone su cross da fermo di Corapi, alzando di poco. Anche dopo, quando L’Aquila si è spenta, è stata l’unica squadra pericolosa: al 24’ Ciciretti ha girato centralmente di testa un tiro deviato di Corapi, al 40’ De Sousa ha calciato debole e centrale dal limite dopo una ripartenza di Del Pinto.
Il Pisa è stato vagamente pericoloso due volte con Giovinco nel primo tempo (diagonale ribattuto da Pomante al 18’, tiro debole dal limite al 40’), poi gli è bastato il blitz di Goldaniga. Però, se si guarda nel complesso la partita, non si può affatto dire che L’Aquila l’abbia avuta in mano. Tutt’altro. Il Pisa, ben messo in campo da Menichini e con più chilometri nelle gambe in virtù dell’età media nettamente più bassa, ha giocato a viso aperto ed ha progressivamente preso in mano il centrocampo. L’Aquila è stata pericolosa essenzialmente su calci piazzati, grazie al grande piede di Corapi, e su ripartenze nate da palle rubate agli avversari. Sul piano del gioco corale e della condizione atletica ha invece pagato dazio e il suo atteggiamento è stato fin troppo passivo, con una linea difensiva così bassa da sfiancare le mezzali e gli attaccanti in un lavoro improbo. Se ci aggiungiamo gli infortuni – le tre sostituzioni di Pagliari sono state tutte forzate per gli acciacchi che hanno colpito Pià, Pedrelli e Pomante – si capisce perché la squadra alla fine non ne avesse più.
Nell’ambiente rossoblù ora c’è tanto dispiacere, ma è stata comunque una stagione positiva. Si riparte dalla Lega pro unica, dove l’Abruzzo sarà rappresentato anche dal Teramo. In bocca al lupo a entrambe.
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