L’Inter sa solo vincere Conte come Herrera

29 Settembre 2019

Altra prova di forza: sesta vittoria di fila come il Mago nel 1966

GENOVA. Sesta vittoria consecutiva per l'Inter che anche contro la Sampdoria impone la propria legge vincendo 3-1, nonostante abbia giocato l'intero secondo tempo in dieci per l'espulsione di Sanchez (1') per doppia ammonizione. Conte come Helenio Herrera: per la seconda volta nella sua storia l’Inter vince tutti i primi sei incontri stagionali disputati in serie A (la prima nel 1966-67, con il Mago). Un momento magico per l’Inter che mercoledì alle 21 giocherà in Champions al Camp Nou col Barcellona (ieri ha vinto 2-0 col Getafe senza Messi) e domenica alle 20,45 sfiderà la Juventus a San Siro.
A Marassi si è visto un Sanchez - alla prima da titolare in nerazzurro - protagonista nel bene e nel male considerando che devia il tiro di Sensi (20') per l'1-0 e segna il secondo gol (22') su tiro di Sensi. Ad inizio ripresa l'espulsione e la rete di Jankto (10') hanno ravvivato la Sampdoria, ma la fase positiva si è esaurita presto, merito di Gagliardini (16') servito magistralmente da Brozovic.
L'Inter ha forse giocato la sua miglior partita, mentre la Samp ha mostrato molte debolezze. La resistenza della Sampdoria nel primo tempo è durata peraltro appena venti minuti. I blucerchiati avevano iniziato la gara provando ad aggredire i nerazzurri che hanno però preso quasi subito in mano le redini del gioco con continue incursioni. Quando poi i nerazzurri passano in vantaggio comincia il dominio della squadra di Conte: due gol in due minuti e i blucerchiati sono al tappeto. Lo strapotere dei ragazzi di Conte è tale che alla fine del primo tempo per la Samp è una fortuna essere sotto solo di due gol.
A inizio ripresa l'episodio che potrebbe rimettere tutto in discussione: Sanchez fa il furbo su Chabot e simula il fallo in un’azione che poteva portare al 3-0. Il cileno si prende il secondo giallo e l'espulsione. Di Francesco passa al 3-4-3 avanzando Depaoli. Forte dell'uomo in più la Samp si lancia alla ricerca del gol che ottiene all'10' con Jankto che, servito da Linetty in area conclude a rete con un diagonale. Conte decide così di cambiare tutto inserendo Lukaku e D'Ambrosio mentre sul fronte Samp il tecnico pescarese Di Francesco si gioca la carta Bonazzoli e la gara si fa sempre più avvincente. I blucerchiati ci credono, trascinati dal pubblico, ma l'Inter è implacabile: al primo affondo riporta a due le lunghezze di vantaggio. Brozovic verticalizza improvvisamente per Gagliardini, colpevolmente lasciato libero in area, Audero esce ma sfiora solo il pallone che sempre Gagliardini ribadisce in rete.
La Sampdoria fatica a riprendersi ma nel finale prova comunque a impensierire i nerazzurri che da par loro si fanno vedere con Lukaku il cui tentativo di pallonetto su Audero in uscita viene bloccato dal portiere blucerchiato. In pieno recupero ci provano ancora Vieira e Quagliarella ma senza successo. La Samp resta inchiodata all'ultimo posto con la Spal e con l'amaro primato di peggior difesa del torneo, 14 gol subiti in sei gare.
«Abbiamo avuto troppo timore dell’Inter», spiega Di Francesco. «Occorre maggiore coraggio, alla lunga consegnarsi agli avversari non paga: è questo che sto cercando di far capire ai miei giocatori. Abbiamo perso troppi duelli individuali, a volte siamo andati in difficoltà nelle scelte tecniche e nei passaggi. Nel secondo tempo ci siamo messi con un 4-4-2 e siamo partiti bene, poi però abbiamo subito il terzo con un errore difensivo madornale».
Angelo Caradonna