L’urlo dell’Avezzano: è serie D!

27 Aprile 2015

La punizione-capolavoro di Bisegna all’ultimo secondo riporta i marsicani nell’olimpo dei dilettanti

VASTO. L’Avezzano ha scelto uno stadio importante, il vecchio Aragona di Vasto, anche se lontano anni luce dai fasti di una volta, per festeggiare il ritorno nel calcio che conta. Lo ha espugnato grazie a un magistrale calcio di punizione dal limite di Bisegna, all’ultimo secondo del quinto minuto di recupero.

Una rete liberatoria con la quale i biancoverdi di Alessandro Lucarelli hanno battuto la Vastese e hanno vinto il lungo ed estenuante braccio di ferro con i cugini del Paterno (è una frazione di Avezzano).

È stata una partita per cuori forti. L’Avezzano l’ha fatta sua ma ha faticato tremendamente perché la Vastese ha rappresentato un ostacolo quasi insormontabile e senza la doppia prodezza di Bisegna oggi ci troveremmo di fronte a ben altro risultato, con il Paterno a festeggiare e l’Avezzano a leccarsi le ferite.

È stato, per i biancoverdi del presidente Gianni Paris (alla sua terza promozione), un campionato lungo, difficile, entusiasmante. Per certi aspetti pure complicato, nel corso di una stagione dove non sempre tutto è filato per il verso giusto. Soprattutto perché il Paterno è stato un avversario notevole, continuo, mai domo se non negli ultimi 90’ di gioco che si sono consumati ieri pomeriggio.

Peccato solo per l’assenza dei tifosi, bloccati dalla disposizione delle autorità di pubblica sicurezza che, per la circostanza, hanno vietato la vendita dei biglietti ai residenti della provincia dell’Aquila. Una decisione che ad Avezzano ha scatenato polemiche a non finire. In ogni caso, grazie alla vittoria di ieri, ultimo atto di una stagione da incorniciare sotto tutti i punti di vista, Avezzano si è riscoperta una città innamorata del calcio grazie ad un campionato pieno di emozioni prodotte da una squadra che è stata capace di riaccendere l’entusiasmo in una delle piazze storiche del calcio di casa nostra.

L’Avezzano ha vinto perché è stata una squadra pensata e costruita per vincere, perché ha portato avanti un progetto serio, lungimirante, con uomini che sanno di calcio. Il resto lo hanno fatto il carattere e la forza del gruppo, determinanti nel corso dell’intero campionato. Senza tutto ciò il braccio di ferro con il Paterno non sarebbe stato vinto. Ecco, qui a Vasto, chi ha a cuore le sorti del calcio biancorosso, farebbe bene a prendere consigli dall’attuale dirigenza dell’Avezzano, senza continuare a brancolare nel buio, disperdendo tante risorse per ottenere nulla a livello di risultati. Ma veniamo alla partita: prima dell’inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento in ricordo dell’ex presidente della Pro Vasto, Camillo Litterio, scomparso sabato. La Vastese ha giocato una gara attenta, dinamica, equilibrata. Insomma, pur non avendo più nulla da chiedere al campionato, i biancorossi non hanno regalato nulla all’Avezzano. Dopo essere passata in svantaggio (Bisegna, dalla lunga distanza, ha beffato l’estremo difensore biancorosso) la squadra di Massimo Vecchiotti ha raggiunto il pari grazie a un guizzo di Benedetto. Per l’Avezzano sembrava finita anche perché alla fine mancavano solo 4’, più 5’ di recupero. Davvero pochi.

Ma il calcio le emozioni, molte volte, le riserva alla fine. E così è stato ieri. Nell’ultimo dei cinque minuti di recupero Bisegna, sempre lui, con una bellissima punizione dal limite, spacca la partita e regala la meritata serie D all’Avezzano. Grande festa allo stadio dei Marsi di Avezzano, dove centinaia di tifosi hanno seguito la partita su un maxi schermo, e festa nelle strade della città marsicana al triplice fischio dell’arbitro. In mattinata un gruppo di sostenitori biancoverdi è andato a piedi al santuario della Madonna di Pietraquaria, patrona di Avezzano (oggi ricorre la festa), e ha pregato per la serie D. Preghiere accolte, all’ultimo secondo di un match che resterà nella mente di molti.

Gaetano Quagliarella

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