LA CRISI GRANATA E IL BIVIO ADRIATICO

7 Maggio 2019

A Salerno sono arrabbiati. Preoccupati e parecchio confusi. La quarta sconfitta consecutiva e il secondo cambio di panchina della stagione sono un cazzotto dritto in faccia ai pensieri della gente...

A Salerno sono arrabbiati. Preoccupati e parecchio confusi. La quarta sconfitta consecutiva e il secondo cambio di panchina della stagione sono un cazzotto dritto in faccia ai pensieri della gente che, otto mesi fa, aveva creduto che questa potesse essere finalmente l’annata della svolta, dopo già troppe tribolazioni. L’Arechi vuoto, visto domenica sera (dopo che già un paio di settimane fa aveva registrato il minimo stagionale di presenze), un messaggio chiaro alla società: la città adesso è lontana. Molto lontana. Con una sola partita ancora da disputare ed una squadra che, a pezzi come è apparsa nell’ultimo mese, dovrà provare a conquistarsi la salvezza, non esattamente dei buoni segnali.
Il problema, quello vero, sembra però essere molto più in profondità. In quella decisione della coppia Lotito-Mezzaroma che, nell’estate del 2011, si prese un club fallito e lo fece ripartire dalla D. Solo in quella stagione, nelle otto della loro gestione, l’allenatore con il quale avevano cominciato riuscì pure a terminare il lavoro (Carlo Perrone) e lo fece con l’immediato ritorno in serie C; in tutte le altre c’è stato almeno un cambio e addirittura due nel 13/14 e in questa attuale. Nove esoneri, nove allenatori, alcuni licenziati e richiamati, lo schizofrenico tentativo di trovare una quadra, inevitabilmente, mai neanche sfiorata.
Una dirigenza, fisicamente ed anche emotivamente, avvertita come distante. Contestata ad ogni accenno di vento contrario, additata di aver condannato una piazza tanto appassionata a feudo della Lazio o poco più. “Tanto con la Lazio già in A, non hanno nessun interesse a costruire una Salernitana per la promozione. Altrimenti la dovrebbero vendere”, urlano in questi giorni bui, i tifosi. Questa volta paga Gregucci, trascinato a fondo dal macigno del suo bilancio (20 partite, 5 vittorie, 3 pareggi e 12 sconfitte, con i 13 gol subiti nelle ultime quattro) ma è tutt’intorno che la Salernitana continua ad affannarsi senza pace e senza armonia. Un altro allenatore, un altro giro sulla giostra delle passioni ma anche delle tensioni, ancora novanta minuti, gli ultimi, per ingoiare il presente e provare a decifrare il futuro: una nuova stagione di B o il baratro. Ma se anche fosse salvezza, chissà con quali sentimenti…
Sabato prossimo il bivio passa da Pescara.
*giornalista Sky Sport
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