«La Ducati è in crescita»

9 Settembre 2015

Il pilota romagnolo: con Honda e Yamaha sfida durissima ma ci siamo

Non ci sarà solo la classica marea gialla a sostegno di Valentino Rossi a colorare le tribune del circuito di Misano, ma anche il rosso dei tifosi della Ducati, guidata tra l’altro da due idoli di casa come Andrea Iannone e Andrea Dovizioso. Dopo un avvio di stagione esaltante, con i podi ottenuti in Qatar, America e Argentina, la Casa di Borgo Panigale ha visto tornare a farsi piuttosto importante il gap che la nuovissima Desmosedici Gp15 paga rispetto a Yamaha e Honda. A ridare morale al gruppo di tecnici ed ingegneri guidati da Gigi Dall’Igna ci ha pensato la pioggia inglese di Silverstone, che ha visto tornare sul podio non una ma ben due Rosse. Quella di Danilo Petrucci (versione 2014), secondo, e quella del romagnolo Andrea Dovizioso, terzo. E proprio il Dovi, incontrato nel corso della tappa del campionato mondiale di motocross a Mantova («Il motocross è la mia seconda passione e lo pratico spesso per tenermi in allenamento») nella domenica precedente il Gp di Gran Bretagna, prova a tracciarci un quadro del finale di stagione che aspetta lui e la Ducati a partire dall’appuntamento casalingo di Misano Adriatico.

Dovizioso, ci può dire che obiettivi si pone in vista di quella che è la sua tappa di casa, Misano?

«Di obiettivi in termini di risultati che possiamo ottenere al termine di ogni weekend ora come ora non ce ne stiamo ponendo. Chiaro che a Misano ci piacerebbe fare bene ma principalmente adesso stiamo pensando a lavorare sodo per migliorare il feeling con la moto che, indubbiamente, non è stato ottimale nella fase centrale del campionato».

In effetti l’avvio aveva lasciato presagire una Ducati capace di giocarsela sempre con i migliori.

«È vero, ma Honda e Yamaha non sono sicuramente restate a guardare, hanno fatto passi avanti e l’asticella si è alzata. Per quanto ci riguarda invece abbiamo iniziato a incontrare diverse difficoltà, che erano da mettere in preventivo perché la nostra è pur sempre una moto tutta nuova. L’unico modo per risolverle è il lavoro, durante i weekend di gara e nei test, come quelli che abbiamo effettuato proprio a Misano».

A livello di caratteristiche quella romagnola è una pista che si adatta alla Desmosedici?

«Certamente è una pista dove abbiamo più riferimenti che in altre. Ma non è che da un tracciato all’altro le prestazioni cambino enormemente. Ci può essere una pista che si adatta più o meno bene alla moto ma le criticità su cui stiamo lavorando e cercando di migliorare si sono presentate su piste diverse e dalle caratteristiche diverse».

Stare vicini ai tre top-rider di questa MotoGp, Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo, è davvero così difficile?

«È difficile sì. Per riuscirci bisogna che pilota e moto e il feeling tra le due componenti sia perfetto, al 100%, e noi stiamo lavorando per avvicinarci a questo. Altrimenti è davvero dura anche solo pensare di lottare con loro e restarci vicino».

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