La federazione reclama strutture e sponsorizzazioni

22 Marzo 2019

Il presidente del comitato regionale Ciccone: «Siamo uno sport minore solo perché circolano pochi soldi»

PESCARA. Tonino Ciccone, rosetano, ex ferroviere in pensione, è a capo del comitato regionale della federazione bocce da sei anni. E del movimento parla con legittimo orgoglio. «Ci descrivono e, spesso, ci trattano come uno sport minore, ma così non è, perché i sacrifici per vincere si fanno nelle bocce, così come nel calcio e nelle altre discipline sportive».
Qual è lo stato di salute del movimento in Abruzzo?
«La nostra regione è la culla del gioco delle bocce, per tanti motivi. Non a caso è abruzzese una delle icone delle bocce, vale a dire Dante D’Alessandro. Poi, ci sono altri atleti che oggi vanno per la maggiore. Gianluca Formicone è sulla bocca di tutti perché ha appena vinto il titolo mondiale, ma ci sono anche Giuliano Di Nicola e Alfonso che sono conosciuti in campo internazionale. Giocano tutti fuori regione. Di Nicola e Nanni a Roma; Formicone con una squadra di Milano».
E in Abruzzo?
«C’è la Moscianese nel campionato di serie A di bocce, mentre L’Aquila è scesa nella seconda serie».
Qualche problema per quanto riguarda le strutture.
«Sì, purtroppo è così. Due anni fa il sisma e le nevicata di gennaio hanno provocato grossi danni. A Teramo il bocciodromo a sei corsie non esiste più. Siamo messi male, perché nel frattempo le istituzioni si sono dimenticati di noi. Il gioco delle bocce viene ancora visto come uno sport minore, invece così non è perché abbiamo dei grandi talenti e molti tesserati».
Quali sono le emergenze?
«Oggi servono strutture e sponsorizzazioni. Abbiamo difficoltà che poi sono quelle della società civile al giorno d’oggi. E a chi ci tratta con sufficenza vorrei ricordare i nostri numeri a livello di praticanti e di società. Che non sono affatto di seconda fascia».
Come si comincia a giocare a bocce?
«Serve tanta passione, come in tutti gli sport. Si comincia da piccoli, addirittura dall’asilo per poi proseguire nelle scuole. La federazione ha costruito degli istruttori che insegnano a giocare a bocce. Occorre, ovviamente, una preparazione tecnica e fisica, perché comunque c’è da lanciare una boccia di 920 grammi. Negli anni abbiamo creato un centro tecnico federale a Roseto dove c’è anche il comitato regionale».
Dietro a Formicone e gli altri big che cosa c’è?
«Un movimento in evoluzione: gli under 15 e under 12 tesserati, ad esempio, sono oltre un centinaio. E giocano in maniera attiva. All’orizzonte ci sono i campionati regionali che si svolgeranno a partire dal 31 marzo nella Marsica, nei bocciodromi delle seguenti società: La Pineta e San Francesco Avezzano, Celanese, Tucceri di Cerchio, Casali di Aschi, Magliano dei Marsi, La Vittoria, Angizia di Luco dei Marsi, La Rocca, Subequano e Rocchigiano. Saranno in palio i titoli delle categorie A, B e C, maschili e femminili. La premiazione è prevista il 6 aprile a Casale d’Aschi».
L’etichetta di sport minore quindi vi dà fastidio.
«Certo, la possiamo accettare solo perché girano pochi soldi, ma vi posso garantire che occorre grande impegno per raggiungere il vertice del movimento. Ed è per questo motivo che andiamo orgogliosi dei successi ottenuti dai nostri portacolori, a partire da Formicone». (r.c.)
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