La rabbia di Sebastiani: «No, così non si può perdere»
PESCARA. «No! No, così no. Non si può perdere cosi...». Al secondo gol di Tello il presidente Sebastiani ha una reazione a metà fra lo sconforto e la resa. Forse anche a causa di quei decimi di...
PESCARA. «No! No, così no. Non si può perdere cosi...». Al secondo gol di Tello il presidente Sebastiani ha una reazione a metà fra lo sconforto e la resa. Forse anche a causa di quei decimi di febbre che lo hanno indotto a lasciare il solito posto a bordo campo, sulla panchina aggiuntiva, il presidente del Pescara per la prima volta è apparso quasi rassegnato. Invece delle solite frasi piene di rabbia e orgoglio, invece delle orgogliose professioni di fiducia intangibile, magari motivate più dalla necessità di tenere il gruppo concentrato e motivato che da reali convinzioni, stavolta non aveva nessuna voglia di parlare. Lasciando il box della tribuna dal quale ha seguito la gara, quasi sempre stando all'aperto, accanto al compagno di tante avventure, Vincenzo Marinelli, Sebastiani ha pronunciato pochissime parole. «No, dai, non possiamo perdere così. Se buttiamo pure queste partite, allora...». Nessun chiaro riferimento a giocatori e tecnico, ma nemmeno la solita difesa d'ufficio e forse per Bizzarri e qualche altro i pensieri non erano dei migliori. Tutt'altro atteggiamento e morale che nell'intervallo, quando aveva trovato modo di sfumare, sdrammatizzando, le pesanti critiche del tifo organizzato. Si era scherzato anche sulle maglie del Vicenza indossate per celebrare il gemellaggio. «Se funzionano, si possono rimettere. Perché no?». Alla fine, scendendo le scale qualcuno, ha provato a metterla sulla scaramanzia. «Presidente, con la Lazio proviamo con le maglie della Roma». Sebastiani ha scosso leggermente il capo, ma di questi tempi, hai visto mai...
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